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Appunti di viaggio Europa Tour 2013   
Inserito il 18 aprile 2013 alle 20:14:59 da gazario. - Letto: (2267)

L'Europa Tour 2013 continua tra chilometri ed emozioni

Giancarlo Vagnini ha portato a termine i primi 11 giorni della sua grande avventura. Tutto procede per il meglio. Sentiamo cosa ci racconta il protagonista.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Giancarlo Vagnini)

18 aprile 2013- Lo abbiamo lasciato martedì  9 aprile a Vieste, lo ritroviamo otto giorni dopo a Santo Stafano di Camastra in Sicilia. La tabella di marcia è perfettamente rispettata. Nulla sembra poter ostacolare il simpaticissimo ciclista di Cervia, che, dopo aver pedalato, ha la forza di scriverci quotidianamente le esperienze cha ha vissuto.

Il bello di questa avventura, al di là dell'impresa sportiva, è sapere quello che Giancarlo sta vivendo ogni giorno, gli incontri lungo la strada,  le cose curiose che gli accadono intorno. E' lui il reporter del suo viaggio, ascoltiamo le sue emozioni.

Mercoledì 10 aprile - 4a tappa: Vieste - Torre a Mare (187 km - media 23.8 km/h - 1612 m dislivello).
«Dopo una notte abbastanza movimentata la giornata comincia con una craniata bestiale nella cuccetta del camper: buongiorno!!!  La quasi totalità  della mattinata si è ripresa quello che la sorte mi aveva regalato nei tre precedenti giorni: salita immediata lunga e vento contrario l'hanno fatta da padrone. Nel pomeriggio ce la siamo giocata, ma sono in vantaggio di pochissimo. Naturalmente quando le condizioni sono avverse si ha anche più tempo per pensare agli acciacchi che già  cominciano ad affiorare. Sono solo le prime avvisaglie di quello che dovrà sicuramente arrivare col tempo. Il sottosella comincia a farmi male ed il ginocchio di destra "ulula" anche se solo di poco. La sensazione di essere ancora molto determinato mi aiuterà  a pensare di meno e a controllare questa benedetta pedalata che tende sempre ad aumentare, quando invece dovrebbe essere regolare. Anche qui cresceremo col tempo, che sicuramente non mi manca. Ho sempre il rimpianto di non aver ancora trovato una formula giusta per coinvolgere altri ciclisti lungo il mio percorso.»


Giovedì 11 aprile - 5a tappa: Torre a Mare - Otranto (194.3 Km - media 26.3 km/h - 701 m dislivello)
«Un peccato non essere stati in mia compagnia! Ho percorso una strada di campagna, asfaltata benissimo, piena di ulivi da tutte le parti e con muretti di sasso laterali che mi hanno accompagnato per chilometri. E' stato bellissimo, sono anche riuscito a farmi dare del formaggio e pane da un pastore che si trovava nei pressi con il suo gregge di pecore. Il vino l'ho rifiutato, dovevo guidare...la bici naturalmente. A domani e soffiate...dietro.»


Venerdì 12 e sabato 13 aprile - 6a tappa e 7a tappa: Otranto - Bosco Caggione (186.6 Km - media 27.5 km/h - 1161 m dislivello) e Bosco Caggione - Mirto Crosia (191.5 Km - 26.9 di media - 619 m dislivello)
«Metto volutamente insieme il racconto di due tappe. Ho girato una boa molto importante per la mente: S.Maria di Leuca. Quando raggiungi un obbiettivo la tensione nervosa cala a discapito della concentrazione e alcune dimenticanze e distrazioni superflue sono la prova di questo calo mentale momentaneo. Bisognerebbe non farsi coinvolgere dai facili entusiasmi, è ancora presto. Ma è pur vero che questo è il mio regalo di compleanno in corso d'opera e non un lavoro, per cui vorrei sciogliermi un attimo e vivere la cosa più serenamente. 

Riferito ad oggi, i primi dolori cominciano ad affiorare, è un po' troppo presto per cui prendo la cosa come momentaneo allenamento per i giorni che verranno. Il ginocchio dei giorni passati va meglio ma il c... comincia ad ululare come i cani che questa mattina hanno accompagnato la mia vestizione all'esterno del camper. Erano molto interessati a quello che stavo facendo anche se i componenti il mio equipaggio hanno detto che avevano semplicemente fame. L'impressione che sto cominciando a maturare seriamente è che non sarà una passeggiata, anche se in tutta sincerità devo riconoscere che sto andando come un treno e mi sto divertendo un sacco.»


Domenica 14 aprile - 8a tappa: Mirto Crosia - Soverato (159.2 Km - media 29.1 km/h - 736 m dislivello)
«La prima domenica dopo la partenza, fuori da tutto, si pedala e si pedala senza sosta. I profumi, il vento, le soste, le persone, i calcoli mentali, le emozioni: tutto sembra essersi allungato in quanto il tempo a disposizione per pensare non finisce mai. Dio creò il mondo, poi con una costola dello stesso creò la donna (si dice), poi nel mondo ad ogni giorno della settimana ci mise dentro qualcosa di suo ed il settimo giorno (la domenica) si riposò !!! Anch'io ho creato l'Europa Tour 2013, ma il riposo di domenica col c.... !!!
Domani si arriva a Reggio Calabria, anche Scheggia oggi a metà mattinata se n'è accorto.
Un pensiero: se ogni tanto vediamo dalle nostre parti un sacchetto dell' immondizia fuori dal cassonetto, non disperate: c'è chi sta peggio!
»

 


Lunedì 15 aprile - 9a tappa: Soverato - Reggio Calabria Saline Ioniche (182.2 Km - media 29.8 km/h - 752 m dislivello)
«Si comincia con un'alba mozzafiato, si passa alla tappa giornaliera dell'armata brancaleone (m.m. con Salvatore Lopetrone da S.Giovanni in Fiore e Ezio Usai da Mestre) e si giunge a destinazione all'Albergo Trattoria "La Lanterna" di Saline Ioniche, dove dieci anni fa feci la prima 600 Km della mia vita. Ritrovo le stesse persone eccezionali e aggiungo alla lista altri ciclisti che mi regalano la maglia della loro società sportiva. Domani tappa sabbatica (40/50 Km con il 39 ); andiamo a prendere il Presidente Bruno alla stazione di Reggio Calabria, ha detto che si "ciccia" la Sicilia con me , staremo a vedere »


Martedì 16 aprile - 10a tappa: Saline Ioniche - Torre Farro (54 Km - media 22.4 km/h - 310 m dislivello)
«Ecco la tappa "sabbatica" sostanzialmente venuta fuori grazie ai chilometri in più che ho fatto nei giorni passati. Me la sono presa comoda anche per recuperare con questo c... che mi fa sempre male.  Lo Stretto di Messina è stato attraversato in traghetto e non a nuoto, ovviamente.
Attualmente ci troviamo già in Sicilia e domattina si ricomincia. Purtroppo in Calabria ho dovuto abbandonare delle persone splendide, il "Mico" che assieme alla sua mamma mi ha accolto con la solita ospitalità calabrese, ed un ciclista di Reggio Calabria, Franco Iaria, che in sella ad una FRW mi ha offerto un super caffè dandomi anche dettagliate informazioni su come raggiungere Villa San Giovanni. In mattinata dopo un po' di spesa al supermercato, la visita a
Pentedattilo, uno spendido paese d'altri tempi che avevo già avuto modo di visitare anni fa.
Prima tappa sicula circa 170 chilometri. Sarò accompagnato da alcuni amici del posto e da Bruno, the President, che ci ha raggiunto con il treno. Il tempo tiene ed il morale è ancora alto: fate il tifo!
Se penso che ho ancora otto "Transch" (tranches ndr) come quella appena trascorsa ... "um vèn fastìdi"!
»


Mercoledì 17 aprile - 11a tappa: Torre Farro - Santo Stefano di Camastra (175.82 Km - media 25.1 km/h - 1361 m dislivello)
«Come un battesimo del volo per Rossi Bruno, che ha affrontato la prima tappa di Sicilia. Un sali e scendi continuo, passando da Patti siamo stati accolti dall'organizzatore della Sicilia no Stop, Salvatore Giordano, che ci ha anche accompagnato verso Palermo per una quarantina di chilometri dopo un pranzo niente male. Adesso siamo nella patria delle piastrelle decorative , una vera esplosione di colori e domani si replica verso le saline di Trapani, dove contiamo di giungere in tarda serata.
Cerchiamo sempre quei famosi "compagni di viaggio" che risultano al momento latitanti. Il tempo tiene e si và, alè alè!
»


Per finire la sintesi di quello che Giancarlo ha passato in questi primi 11 giorni, che ci ha raccontato proprio prima del meritato riposo in preparazione alla tappa odierna.
«Dopo dieci giorni ho già percorso 1729 chilometri. Un po’ oltre la media giornaliera dei 166 prefissati tanto da concedermi una tappa sabbatica prima di entrare ufficialmente in Sicilia dove oggi ho fatto, assieme al mio Presidente di società che mi è venuto a trovare da Cervia, la prima tappa di 176 chilometri.
Tutto per adesso sembra filare al meglio. A parte qualche piccolo dolorino collaterale, mi sento bene fisicamente e anche le condizioni atmosferiche mi stanno dando una mano.
Sono già entrato nella condizione di far diventare questo viaggio una novità anche per me. Non avevo infatti mai fatto cosi tanti giorni sulla bicicletta. Magari ho percorso più chilometri al giorno, ma per cosi tanti giorni di fila mai. E quanti giorni ancora dovranno venire!
Comincio a pensarci, la cosa non mi disturba, ma è una delle tante cose alle quali penso durante le tante ore di sella quotidiane (circa sette/nove).
Il sedere è già in fiamme, me lo sto curando in modo particolare e per fortuna al momento sembra essere l’unico problema fisico emerso.
Si pensa tanto ma non si fa solo quello, cerco di scattare belle fotografie, sono spesso in contatto con il mio equipaggio che sembra essere più interessato di me alla riuscita dell’impresa. Riesco ad alimentarmi come voglio e le tante prove effettuate in precedenza stanno dando i frutti previsti.
Sono altrettanto consapevole che verranno giorni sicuramente peggiori, il vento dell’Atlantico e il freddo del Nord incideranno moltissimo sulla percorrenza giornaliera.
Le emozioni nuove sono tante: la lontananza dalle persone care, i gesti quotidiani che non riesco più a fare con regolarità, il fermarmi a parlare con le persone che mi piacciono, il fare un giro con il mio cane, il leggermi qualcosa come un libro interessante e perché no sentire due c.... per televisione.
Il susseguirsi degli eventi è cambiato, tutti i giorni i soliti controlli prima della partenza e la “routine” di aspettare l’evento strano da un momento all’altro. Questo dovere forzatamente essere sempre accorti è una delle cose che ti fa andare avanti proprio perché pensi che poco possa rovinare quello di tanto che tu hai già messo in campo.
Potrei dire tante altre cose e magari anche più interessanti ma al momento mi sono venute queste. Vado a nanna che domani si ricomincia!
»

Grazie Giancarlo, per questo tuo modo di essere.
Avanti così, noi siamo tutti a fare il tifo per te.

 

 

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