Articoli 
venerdě 22 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 16 aprile 2013 alle 00:15:18 da Armando Sevieri. - Letto: (6444)

Come correggere la pedalata con plantari e correttori

Affronteremo questo mese un argomento abbastanza delicato nella biomeccanica globale della bicicletta: l'ergonomia del piede in tutte le sue estensioni. Come evitare i vari fastidi che colpiscono il piede, ma anche il ginocchio.


a cura di Armando Sevieri

Partiamo dalle problematiche più frequenti che si manifestano durante il gesto pedalato, vale a dire il classico addormentamento dei piedi. Innanzitutto cerchiamo di capire le dinamiche che innescano questa fastidiosissima reazione.

L’origine si può delineare su più fronti e il primo sicuramente deriva più notoriamente da scarpe strette e non adeguate: durante la fase di spinta la pianta del piede tende ad aprirsi e ad ampliare la propria estensione a causa della cavità dell’arcata plantare e le dita esterne possono contrastare contro le pareti della scarpa strizzando, per così dire, il piede in una morsa che riduce il microcircolo plantare.

Secondariamente, sulla base dei soprannominati concetti e sempre parlando di spinta, possiamo comprendere anche quanto carico effettivo trasmettiamo alla zona metatarsale/asse del pedale e, più l’atleta è allenato e forte, tante più pressioni si creeranno in tale zona riducendo ovviamente il microcircolo causa del medesimo problema .

La risoluzione totale del disturbo si ottiene con scarpe di qualità e plantari su misura che copiano l’arcata plantare distribuendo nella fase di spinta le forze in gioco su tutto quello che si delinea come appoggio riducendo le pressioni della linea metatarsale.

Un'altra correzione interessante e molto risolutiva sta nell’operare la pronazione o supinazione dei piedi per compensare eventuali valgismi del ginocchio e riportare in asse la linea di spinta ginocchio/piede mediante l’inserzione di cunei progressivi tra suola scarpa e tacchetta.

Concludendo posso affermare con assoluta certezza che queste noiose problematiche sono di sicura risoluzione e basta affidarsi a un tecnico preparato ed appassionato che traduca per voi al meglio la dinamica causa effetto.


16 aprile 2013
 
  
     

 
Mi chiamo Armando Sevieri, biomeccanico e trainer toscano operante prevalentemente nella provincia lucchese, ma che non disdegna di spostarsi in tutta Italia e all’estero dove con passione porto i miei principi di biomeccanica applicata al ciclismo.
La mia formazione di tecnico biomeccanico nasce a Lucca dove si è sempre respirato ciclismo professionistico di altissimo livello e le strette frequentazioni con atleti quali Michele Bartoli, Mario Cipollini mi hanno inspirato una infinita passione per l’approfondimento del gesto tecnico pedalato e delle leggi fisicomeccaniche che lo rappresentano.
Il mio operato passa da numerosi eventi per arrivare fino alle strette collaborazioni con Davide Cassani nelle sue Bike Academy. Altro nome non meno importante, sempre presente nel circuito delle granfondo è Max Lelli con il quale condivido molti punti tecnici riguardanti la corretta posizione in sella ed il sistema training.
Sono inoltre coinvolto nel mondo professionistico con atleti di ottimo livello come Taylor Phinney, Marco Marcato e tanti altri.
 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!