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Inserito il 12 aprile 2013 alle 10:33:48 da gazario. - Letto: (3656)

Antonio Corradini: restituire le granfondo agli amatori

«Rivalorizzare il settore amatoriale, allontanare chi non ha capito che non è parcheggio di loschi figuri. Ampliare e migliorare il protocollo della Five Stars League. Non si possono riporre troppe aspettative nel risultato sportivo. Riscoprire la granfondo come una bella giornata da trascorrere in compagnia». Questi gli obiettivi del nuovo componente della SAN.

 

 

(Intervista a cura di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon)

12 aprile 2013- Antonio Corradini, trentino di Cles, odontotecnico e grande appassionato di bici. Nell’autunno del 2011 ha smesso i panni del granfondista agonista, dopo aver vinto quasi tutte le principali manifestazioni non solo in Italia, ma anche in Europa (tra le altre due affermazioni nella massacrante Oetztaler), per dedicare più tempo alla famiglia e al lavoro.

Non ha abbandonato però la passione per le due ruote: continua ad uscire in bici, anche se con minore continuità ed intensità e non ha disdegnato di partecipare anche all’edizione 2012 dell’Oetztaler, in compagnia dell’amico Jan Ullrich, prendendosela più comoda di quando si batteva per la vittoria.

Antonio è ora vice presidente del Comitato Provinciale Trentino della FCI e nello scorso mese di marzo è stato nominato componente della Commissione per il Settore Amatoriale e Cicloturistico della Federazione Ciclistica Italiana (la SAN), presieduta da Gianluca Santilli. 

Ciao Antonio, perché la decisione di diventare componente della SAN?
Perché credo sia una grande opportunità per me, che mi gratifica ulteriormente: poter rappresentare tutti gli amatori e i cicloturisti, all'interno di una commissione nazionale dedicata a loro da parte della Federazione Ciclistica Italiana. Il ciclismo in tutti questi anni mi ha regalato grandi soddisfazioni, ora vorrei poter dare io qualcosa al ciclismo.

Quali sono gli obiettivi che ti sei posto, accettando questo mandato?
Innanzitutto credo che l'obbiettivo primario ,sia appunto quello di rappresentare direttamente  il nostro movimento. Essere il collante tra la periferia, in questo caso le manifestazioni e le corse amatoriali, le società , i praticanti  e  la Federazione Ciclistica Italiana. Questo per cercare, insieme, di risolvere i problemi che ci sono e ci saranno,  per sostenere e valorizzare i progetti validi in cui credo ed ho sempre creduto, che già sono in atto e che a parere mio dovrebbero essere ampliati ed allargati, migliorati. Uno su tutti, per quanto riguarda le granfondo, il protocollo di Five Stars League.

Quali saranno i tuoi compiti all’interno della commissione?
Devono ancora essere ufficializzati i nostri compiti ed i settori di cui ci occuperemo all'interno della commissione. E' molto probabile che il mio compito sia quello di essere  il tramite ed il riferimento sul campo per tutti gli appassionati del settore granfondo.

Quali sono gli aspetti che, sulla base della tua esperienza di granfondista, possono essere migliorati nel mondo delle granfondo e pensi di farti promotore di qualche cambiamento?
A parere mio questo settore deve essere rivalorizzato in generale. Per troppi anni è stato terra di nessuno, dimenticato, perché ritenuto poco importante. È ed è stato anche parcheggio di  alcuni loschi personaggi (ex professionisti o non ex che siano!). Dobbiamo trovare il modo per valorizzare chi merita ed allontanare chi non ha capito che le cose son cambiate e che tutti noi vogliamo cambiarle.  Ampliare ed estendere  il protocollo intrapreso da Five Stars League anche ad altre granfondo non può che essere la strada giusta in tal senso. Chi non accetterà queste regole si allontanerà autonomamente ed automaticamente verranno valorizzati i veri amatori. Inoltre privilegiare le manifestazioni che pongono maggior attenzione alla sicurezza dei partecipanti ed alla ecosostenibilità dell' evento. Un'altra cosa  che mi  piacerebbe vedere più estesa nelle granfondo la sinergia tra società amatoriali e giovanili, così che a beneficiarne sia tutto il movimento ciclistico in generale. Mettere a programma, in una stessa manifestazione, sia una corsa amatoriale che una giovanile (soprattutto promozionali o di discipline alternative) dovrebbe diventare la norma .  Questo soprattutto in momenti di crisi economica come ora, così da poter ottimizzare le spese per entrambe e poter godere di maggiore risalto e seguito . Non dimentichiamo che molti amatori ed appassionati, che si spostano per un evento, portano spesso  famiglia e figli con loro.

A mio avviso la cultura del doping da un lato e del sospetto dall’altro stanno rovinando quello che per noi tutti dovrebbe essere un bel divertimento. Sei d’accordo? Quali pensi possano essere i provvedimenti da prendere per combattere questi fenomeni e riportare i veri valori dello sport nel mondo amatoriale?
Sono d'accordo, ovviamente. Dipendesse da me avrei già attuato la squalifica a vita per amatori risultati positivi. Non accetto che personaggi discutibili tornino dopo un paio d'anni e tornino a vincere o stravincere. Purtroppo questo è un bel deterrente, meglio che tentare di spiegare che il doping produrrà dei danni irreparabili nel fisico.  In attesa che ciò diventi un giorno realtà, il protocollo di Five Stars League, ampliato ed esteso ad altre manifestazioni, è la direzione giusta per individuare chi ha parametri anomali. Quando tutti indistintamente sottoscriveranno quel protocollo, basterà effettuare controlli a campione ed a sorpresa, nelle manifestazioni che ne faranno parte.

L’avv. Santilli ha dichiarato in un’intervista che ci ha rilasciato che la decisione della Consulta di vietare la partecipazione come agonisti alle granfondo di coloro che sono stati professionisti o dilettanti negli ultimi 5 anni sarà ratificata alla prima riunione utile del Consiglio Federale e diventerà operativa in tutte le granfondo. Qual è la tua opinione in merito? Pensi che questo possa migliorare la sicurezza in gara e contribuire ad allontanare il fenomeno doping?
Ne abbiam parlato , io mi trovo in realtà d'accordo con lui sul fatto che sarebbe bastato il regolamento di Five Stars League, dove gli anni di stop  per gli ex professionisti sono quattro, due per gli under 23 e le donne, uno soltanto per gli under23, che sono stati tesserati per un solo anno. Se ne discuterà ancora io credo.  In ogni caso ci sarà sempre qualcuno che purtroppo sarà scontento, è inevitabile. Ovviamente non è escludendo dieci ex che migliora la sicurezza in gara e purtroppo nemmeno si eliminerà il doping dalle granfondo.  Non si può demonizzare una categoria, pensando che tutti siano uguali. Ho corso con ex professionisti rispettabilissimi ed altri meno, stessa cosa per amatori con un lavoro. Il senso a parere mio di questo stop deve essere un altro. Anzitutto permettere ai veri amatori di "riappropriarsi" di manifestazioni dedicate proprio a loro. Secondo, a parer mio, dare il tempo a questi ex professionisti di riflettere sul proprio futuro, la propria vita, che può essere con, ma  anche senza bicicletta. Trovarsi una sistemazione e poi pensare di andare a correre in bici, per passione.


C’è sempre più gente che vive male la sua partecipazione alla gara domenicale perché non ottiene il risultato che si era prefissato e non riesce a vivere con gioia la sua partecipazione. Io credo che sia comunque positivo avere delle classifiche, ma che la soddisfazione deve stare soprattutto nell’aver dato il meglio di se e nell’aver passato una bella giornata tra altri appassionati. Cosa si può fare, secondo  te per stemperare gli eccessi di agonismo e cambiare questa mentalità un po’ malata?
Non è facile, dovrebbe cambiare la mentalità, come dici tu. E’ difficile cambiare se non siamo noi stessi a volerlo fare.  Principalmente questo. Credo che l'esasperazione non vada bene, mai. Credo ed ho sempre sostenuto, anche quando correvo per vincere, che la vita è fatta di molte cose e non bisogna dimenticarlo. Ricordarsi sempre  dell'importanza reale e vera di queste cose. Non si possono riporre tutte le proprie energie e di conseguenza aspettative su una cosa, in questo caso il risultato sportivo. Ciò che invece ha molta importanza per tutti noi è trascorrere una bella giornata in compagnia. Queste linee guida di base, in principio, noi dobbiamo insegnarle ai nostri figli. Loro saranno i ciclisti di domani e se saranno cresciuti con questi principi, per noi sarà un successo. Le classifiche non sono il problema, il problema eventualmente siamo noi.


Continuerai a partecipare a qualche granfondo per toccare con mano l’evoluzione del mondo granfondistico e ascoltare il parere degli appassionati?
Certo, è proprio questo il senso di questo mio compito in FCI a parere mio.  Aspetto che ognuno di  voi mi aiuti ed eventualmente mi dia dei suggerimenti.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo per il nuovo incarico.
Grazie a voi , crepi il lupo.

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