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Inserito il 11 aprile 2013 alle 20:50:53 da gazario. - Letto: (2359)

Dolci Terre di Novi: parte per davvero la stagione 2013!

Una giornata più autunnale che primaverile, ma fortunatamente senza pioggia, ha accolto 1.400 appassionati e ha dato il via alla Coppa Piemonte 2013. Gara tirata su un percorso caratterizzato da salite brevi e strappi duri. Organizzazione buona, che è riuscita a fare fronte alle difficoltà economiche del momento.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon)

11 aprile 2013 - Era ora! Avevo assaggiato il ritorno alle gare il 3 febbraio a Loano, ma una caduta nell’ultima discesa mi aveva messo fuori gioco per un po’ di tempo e poi il meteo ci aveva messo del suo facendo sì che rinviassi fino a domenica il mio ritorno alle granfondo. Avevo una voglia matta di riassaporare le fasi preliminari della gara, di incontrare nuovamente gli amici e i compagni di mille corse, di sentire ancora quel biscione che si muove nello stomaco poco prima della partenza e di rimettermi alla prova.

Pur essendo piemontese, per vari motivi non ho mai portato a termine una Coppa Piemonte. Quest’inverno ho deciso invece che sarà una delle mie priorità per questo 2013. Il bello della Coppa Piemonte è quello di unire un’organizzazione di ottimo livello ad un ambiente molto familiare, è un po’ come se tutti si conoscessero. Non è facile trovare la stessa atmosfera in altri circuiti. A questo contribuisce la presenza per tutte le prove di uno stand, dove si possono incontrare gli organizzatori e dove ci sono sempre delle gentilissime signore che cercano di risolvere i problemi degli abbonati. Una sorta di “Casa Coppa Piemonte”. Ci sono molti granfondisti piemontesi che durante l’anno partecipano solo alle granfondo organizzate sotto l’attenta supervisione di Renato Angioi e quindi la gara di Novi Ligure diventa il luogo dove ritrovarsi dopo tanto tempo.

La manifestazione, che è organizzata direttamente dal Comune di Novi Ligure, è giunta ormai alla dodicesima edizione. Ancora oggi ricordo con piacere di aver partecipato alla prima edizione nel lontano 2002 e anche quest’anno avrò modo di verificare che non molto è cambiato da allora. Grazie a chi si dà da fare per darci la possibilità di passare una bella domenica di sport la prima domenica di aprile, anche in momenti di difficoltà economica come quelli che stiamo passando.

Come al solito, quando l’orario di partenza della gara e la distanza da dove abito mi permettono di dormire a casa, giungo sul luogo di partenza in mattinata. Le ultime previsioni lasciano spazio a buone speranze di gara asciutta, ma ecco la sorpresa di una nebbia non fittissima, ma fastidiosa, soprattutto perché accentua la sensazione di freddo. Il termometro dell’auto mi segnala 6 gradi quando parcheggio.
Le operazioni preliminari sono molto veloci, ci sono almeno dieci persone che distribuiscono numeri e pacchi gara, che contiene prodotti alimentari (con mia sorpresa noto che non sono di origine piemontese, tranne un barattolino di marmellata di fichi e barolo). Meglio così: ho tutto il tempo di scambiare quattro chiacchiere prima di andarmi a preparare.


Una volta pronto, decido di andare a fare il classico riscaldamento lungo i primi chilometri della gara, che percorsi a ritroso saranno anche gli ultimi. Appena uscito dal centro abitato, la nebbiolina diventa nebbia che comincia ad incutermi qualche preoccupazione, ma mi dico che manca ancora un’ora e che per la partenza si sarà alzata (mai abbandonare un approccio positivo al meteo, tanto non ci si può fare nulla!). Arrivo all’ingresso delle griglie puntuale mezz’ora prima della partenza e noto che l’afflusso è piuttosto regolare. Certo la presenza di alte transenne, tipico delle gare di Coppa Piemonte, scoraggia i praticanti dello sport “salto della griglia”, ma tutto sembra in ogni caso molto ordinato. In griglia si sente spesso ripetere la domanda “Che percorso fai?”, perché dalla sua risposta si potrà capire quali saranno gli avversari per la classifica di Coppa. E c’è anche chi cerca di convincere l’amico di tornare sulla sua decisione di fare il medio e di scegliere al bivio il percorso lungo. Visto che per molti si tratta della prima granfondo dell’anno, la seconda domanda più gettonata è “Sei in forma?”. E come al solito le risposte lasciano intuire situazioni quasi drammatiche di gente piena di acciacchi e soprattutto senza allenamento. Va bene, niente di nuovo, ma così il tempo passa rapidamente e le 10:00 arrivano senza che me ne accorga.

I primi chilometri sono come al solito parecchio tirati, qualche rotonda e qualche cavalcavia costringe a dei bei rilanci, ma non noto situazioni particolarmente pericolose. Si arriva così alla prima salita di giornata che in realtà è una successione di strappi di varia lunghezza inframmezzati da pezzi di discesa, su una sede stradale piuttosto stretta. Come al solito subisco queste situazioni e, non avendo neanche una gran gamba, non riesco a riportarmi nelle posizioni in cui normalmente sono in grado di competere. Proverò ancora a dare una svolta alla situazione sulla salita di Montebore/Dernice, ma qui mi rendo conto che la giornata non è favorevole, perché non riesco a prendere un significativo vantaggio sul gruppo di cui facevo parte e non riesco a riagganciare nessuno che mi precede. Mi rassegno quindi ad un allenamento intenso e a godermi la giornata.

La nebbia intanto si è sollevata, ma il sole stenta a fare capolino ed in più c’è un’aria tutt’altro che piacevole. E dire che se fossi lì a giocarmi un piazzamento che mi interessa, non ci avrei neanche fatto caso! Peccato non ci sia il sole, magari in questa occasione mi sarei goduto di più il paesaggio, cosa che faccio quasi mai, impegnato a non farmi staccare dai compagni d’avventura. Al ristoro di Dernice assisto ad una comica scenetta: tutti gli addetti a passare banane e nessuno che passa un po’ d’acqua, nonostante qualcuno intorno a me la chieda a gran voce. Poi capisco che è giusto così, visto il  regolamento delle prove di Coppa Piemonte, che prevede che chi vuole da bere deve fermarsi ai ristori per evitare di insozzare le strade con le bottigliette vuote.


Lo stato delle strade purtroppo è quello che mi aspettavo: tante buche e brecciolino in terra. Per fortuna invece la strada che porta a Castellania, il paese natale di Fausto Coppi, è in ottime condizioni, così da potersi un po’ emozionare leggendo le scritte che riassumono i successi dell’Airone. Apprenderò al traguardo di qualche caduta avvenuta causa buche profonde e la cosa mi dispiace. La cosa non è comunque imputabile all’organizzazione visto che i punti più pericolosi erano segnalati sia al ritrovo che da personale addetto lungo la strada.

Mi trascino al traguardo nel gruppo in cui mi trovo e mi disinteresso completamente della volata. Capirò in seguito di aver fatto molto male, perché il secondo posto di categoria era lì alla mia portata. Mi consolo con la consapevolezza che tanto in volata sono scarso e chiudo qui ogni ulteriore considerazione agonistica sulla mia giornata.
 


Mi fermo poco dopo il traguardo ad aspettare l’arrivo della gara femminile. E vedo con gioia arrivare al traguardo vincitrice la mia amica e compagna di squadra Olga Cappiello. Ha lottato come una leonessa con Ilaria Lombardo e, nonostante un inizio di gara non brillante, è riuscita a riprendere e staccare sull’ultima salita la rivale. Ed infine apprendo del terzo posto dell’amico Roberto Napolitano, battuto solo da due ex professionisti. Sono davvero contento per lui, un premio alla sua dedizione e ai suoi sacrifici.

Il dopo gara ha i suoi aspetti positivi (bella e comoda la location del pasta party, bella e tutto sommato veloce la cerimonia di premiazione) e qualche aspetto negativo (non è stato immediato trovare una doccia tiepida) e nel complesso mi lascia soddisfatto della bella giornata di sport. Insomma la stagione è finalmente cominciata. Appuntamento a Salice Terme il 21 aprile per la prossima prova di Coppa Piemonte!

 

 

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