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Inserito il 09 aprile 2013 alle 18:23:44 da gazario. - Letto: (2395)

Un weekend di eventi, sport e aggregazione lungo "La Via del Sale"

Peccato solo per la domenica uggiosa, fredda e in qualche tratto piovosa. Per il resto la Granfondo Selle Italia conferma di essere una grande festa per i ciclisti e le famiglie.

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Play Full Nikon)

9 aprile 2013 - La chiamano “Via del Sale”. E te ne accorgi negli ultimi chilometri di gara quando, con le gambe oramai stanche per le tante fatiche, ti immergi nello scenario malinconico ma affascinante delle saline cervesi, con la marcia della bici resa ancora più difficoltosa dal solito vento che soffia dal mare. Ed è proprio il mare il nostro traguardo: in quel punto è vicino, se ne sente l’odore, ma c’è ancora un po’ di fatica da fare, il vento, i crampi e ancora il vento. Ma la “Via del Sale” non è la via Crucis e il finale è lieto per tutti. E tutti sono accolti da vincitori sul lungomare Deledda, allestito per l’occasione come un villaggio di festa.

Ma andiamo con ordine.

La Granfondo Selle Italia “Via del Sale” inizia già al venerdì con l’apertura dello Sportur Bicycle Show, un vero e proprio evento fieristico del mondo a due ruote che accoglie i numerosi stand dei principali marchi del settore ciclistico. E per gli appassionati è già un bello spasso. La mattina di sabato accoglie i ciclisti provenienti da ogni parte d’Italia con una bella giornata di sole che sarà vissuta in pieno relax e svago da tutti: e così, mentre i ciclisti si dedicano alle tradizionali attività della vigilia, dal ritiro del pacco gara al controllo finale sulle bici magari con un’ultima sgambatella sul lungomare, le compagne possono prendere i primi raggi di sole di una primavera che stenta ad arrivare e i bimbi più piccoli possono muovere le prime pedalate nella Gimcana Sportur, in uno spazio appositamente allestito per loro. È davvero una festa per tutta la famiglia che si ritrova per un rapido brunch nel ristorantino del Fantini Club. E sempre per  la famiglia è pensato la Mini Granfondo che si tiene nel pomeriggio su un percorso di undici chilometri per bambini accompagnati dai genitori.


La lunga giornata si chiude con gli ultimi raggi di sole che accompagnano l’esodo dei ciclisti dal villaggio espositivo ai rispettivi alberghi, dove sono attesi da una ricca cena e da un sonno ristoratore, indiscutibilmente necessari viste le fatiche che li aspettano.

La mattina di domenica si presenta subito piuttosto fredda e brumosa, costringendo buona parte dei granfondisti a optare ancora per l’abbigliamento invernale. Un pallido sole fa capolino sul mare mentre i ciclisti popolano le griglie di partenza, ma poi sparisce dietro una velatura di nuvole per ripresentarsi solo nel pomeriggio. Pazienza. La voglia è tanta, l’adrenalina anche e il freddo non si sente. Lo speaker annuncia gli ospiti alla partenza da Luca Scinto, per l’occasione tornato in bicicletta, a chi - come Paolo Belli - la bicicletta l’ha cantata con successo, dall’immancabile Massimiliano Lelli all’amico Matteo Marzotto. Tra i partenti anche Francesco Failli, Francesco Chicchi e la due volte campionessa del mondo Giorgia Bronzini, qui presenti per affinare la preparazione per le loro gare.
La partenza è come al solito velocissima e frenetica: il gruppo sfreccia tra le saline, rilancia la velocità dopo ogni curva e già dopo pochi chilometri si contano buchi, gruppetti e grupponi. Per molti partecipanti il contagiri segna rosso già nella lunga pianura iniziale mentre per quelli davanti la percezione è di andare piano: per loro la gara si deciderà sui quattro durissimi colli che caratterizzano la parte centrale, dove la battaglia esploderà selezionando all’avanguardia i cinque corridori che si giocheranno la vittoria del Prestigioso percorso lungo. Sarà invece volata a due nella gara femminile, dove sono presenti molte delle più forti granfondiste italiane. Alto livello e velocità frenetica anche sul percorso medio che esclude dal percorso due delle quattro salite proposte per il percorso di granfondo.

Il Monte Cavallo, salito dal versante di Teodorano, per molti è una liberazione, soprattutto per chi ha sofferto nella lunga pianura iniziale, ma le prime dure rampe richiedono ancora il massimo impegno: e così ognuno prende il proprio passo, chi per tenere il gruppo buono, chi per risalire posizioni, chi semplicemente per salvare la gamba in vista delle salite successive. La salita di Ciola, che giunge dopo una discesa tecnica e un lungo falsopiano a salire, è assai conosciuta ai granfondisti che sono soliti affrontarla alla Nove Colli: ma qui la fatica è diversa dal solito e ha il volto del freddo umido che ti indurisce i muscoli. In cima si infittisce anche un po’ di nebbia e le strade diventano umide e sono rese insidiose a causa di qualche goccia di pioggia. Non cambia lo scenario sul durissimo Montevecchio (oramai conosciuta come Cima Pantani) dove lo sforzo è parzialmente alleviato dal pensiero di pedalare sulle strade dove il Pirata rifiniva la sua preparazione per le grandi salite di Giro e Tour. Ma non è finita. Dopo una veloce discesa ci aspetta ancora l’ultima arrampicata verso Collinello da un versante irregolare, poco conosciuto e che sarà sottovalutato da molti.


Da qui però le nebbie spariscono e le temperature sono più miti: ci si avvicina al mare e per molti si spalanca l’ottimismo per la convinzione di avercela già fatta. Non è esattamente così. Ci troviamo sulla “Via del Sale”, dove il nostro viaggio è cominciato.


Torniamo un momento sul lungomare di Cervia dove si susseguono gli arrivi dei ciclisti e si vedono abbracci di gioia e strette di mano di congratulazioni e ringraziamento. E qui si scopre che la bici è condivisione, di un attimo di gioia ma anche di un momento di difficoltà che diventa anche piacevole se vissuto e superato insieme, pedalando in amicizia. E' bello farlo davanti ad un bel piatto di pasta. Ed è questo il ricordo più bello che ci porteremo dalla “Via del Sale”.

 

 

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