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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 27 marzo 2013 alle 19:19:51 da gazario. - Letto: (2451)

Ragazzo "fortunato"

La Granfondo Vredestein Città di Riccione si conferma un bell'appuntamento di inizio primavera, dove il percorso ha tutto il fascino delle colline romagnole e la sicurezza dei partecipanti è messa in primo piano. E anche il clima ha aiutato il successo della manifestazione.

 

 

(Testo di Luca Bortolami, foto di Luca Bortolami e Fotospeed)

27 marzo 2013 - La canzone “Ragazzo fortunato” potrebbe conoscerla anche qualcuno che appartenga a una generazione successiva alla mia. Per chi non la conoscesse in essa Jovanotti parla di come si senta “un ragazzo fortunato perché m'hanno regalato un sogno”.

Io magari non sono più un ragazzo, ma ogni anno quando ricomincio la mia routine di granfondista itinerante non posso che condividere quella sensazione che ancora una volta mi sia stato regalato un sogno. E assaporo l’iniziare l’anno con gli squarci di primavera rubati nel febbraio Ligure, con una fragrante focaccia nei vicoli di Laigueglia una volta terminata la gara, per poi proseguire con le avventure sulle colline Romagole e, a volte, Toscane. E ogni volta pur sapendo cosa mi aspetta non posso che essere felice nel vedere che i Romagnoli sono sempre gentili e conviviali, e che le loro colline continuano a lasciarsi scalare con la dolce fatica di cui noi tutti ciclisti siamo sempre alla ricerca.

Complice un inverno passato in luoghi molto più freddi di quelli cui sono abituato, ho pensato tante volte al mio arrivo in Romagna il 22 marzo, in occasione della Granfondo Vredestein Città di Riccione, sognandomi una primavera in anticipo. Durante la settimana invece il meteo non sembrava collaborare, ma sentendomi fortunato e cosciente che una buona attitudine nei confronti di quello che il destino ci può riservare aiuta a che le cose si mettano per il meglio, sono partito sicuro che quell’angolino di Romagna sarebbe stato risparmiato dalle intemperie, ma pronto ad affrontarle qualora si fossero presentate.

Avevo scelto l’hotel accuratamente, garantendomi all’atto della prenotazione che avrei potuto portare la bici in camera. L’ospitalità è stata fin dall’inizio quella cui sono abituato in riviera, senza bisogno di sentirsi fuori luogo perchè si è dei ciclisti, come capita a volte in giro per l’Italia. La temperatura non era come la avrei sognata ma un caldo letto e un sonno ristoratore aiutano a svegliarsi nel modo migliore.

Esco in bici prima delle otto e devo dire che la sensazione era che ci fossero ben più dei 10 gradi segnati dal termometro. Le cose sembrano mettersi per il meglio! Un bel giro fino a Gradara, lungo i primi 15 chilometri del percorso, e per le 10 sono già in camera a godermi la vigilia. Ne esco verso le 12 per andare a ritirare il pacco gara, e noto con piacere che la sensazione di calore continua a perdurare. Per girare basta un maglioncino leggero e addirittura quando mi siedo in giardino per leggere un poco riesco a restare solo con la maglietta. Che bella l’aria di mare!    

Al ritiro del pacco gara tutto bene, le operazioni sono spedite e gestite da delle gentili ragazze tutte impettite con una divisa, che riscontrerò  di nuovo al pasta party del giorno dopo. Mi scuso per non avere chiesto a quale organizzazione facesse riferimento. Noto sin da qui con piacere che questa manifestazione sembra appartenere a quelle che, pur con dimensioni non grandissime, riescono a garantire servizi e professionalità degne di organizzazioni ben più grandi. E questo continuerà a confermarsi vero sino a dopo la gara, soprattutto nell’ambito della sicurezza cui tanta importanza personalmente attribuisco nel valutare una granfondo.

Il pomeriggio passa tranquillo, senza che la minaccia di pioggia si concretizzi e con una crescente speranza che cosi continui fino al giorno dopo.

Quando mi sveglio la mattina dopo tutto continua ad essere asciutto, e a quel punto comincio a pensare che magari il nostro angolino di Romagna sarebbe stato risparmiato dalle intermperie. Dopo un po’ di indecisione sul vestire (per fortuna mi porto sempre il guardaroba completo) prendo comunque la decisione di sfoggiare le gambe appena depilate, mettendo i pantaloncini corti. Non lesino comunque in protezione per le altre parti del corpo e questa scelta alla fine si rivelerà azzeccata. Arrivo in griglia prestissimo come sempre, e mi posiziono sulla transenna. L’aria è frizzante ma dolce, ogni tanto passa qualcuno con cui scambiare una battuta, sono veramente quelle situazioni che mi fanno godere dei momenti che precedono la gara. Alla fine il clima è anche rilassato e non vedo nessuno cercare di prendere una posizione in griglia che non gli competa, chissà che qualche cosa stia cambiando nella mente di noi granfondisti e che incominciamo finalmente  a divertirci e basta.

Il momento del via arriva veloce, cosi come i primi chilometri della gara, nervosi come sempre ma tutto sommato sicuri. La strada è chiusa al traffico e le auto di inizio corsa fanno bene il loro dovere. Devo dire che constato sempre più spesso, come detto prima, gare con una grandissima attenzione alla sicurezza e questa devo dire si pone al vertice in questo ambito. Ho trovato tutti i punti pericolosi ben presidiati, su alcune rotonde ho visto anche la polizia a bloccare il traffico, e abbiamo avuto  sempre una moto a scortarci anche quando eravamo un gruppo di solo una ventina di persone.  Peccato solo per una prima parte della discesa da San Marino, veramente troppo pericolosa (anche se ben segnalata), altrimenti la manifestazione sarebbe stata perfetta sotto questo importantissimo punto di vista.

La gara prosegue speditissima e divertente, nel consueto ambiente collinare Romagnolo che non delude mai in quanto a paesaggi e salite. Queste ultime sono ben variegate, andando dallo strappo durissimo ma fortunatamente breve alla lunga salita dalle pendenze tranquille. Proprio un percorso ben assortito! Personalmente mi diverto veramente tra gente in buona parte conosciuta, e mi sembra che queste avventure non si siano mai interrotte dall’anno scorso. Arriviamo a Riccione con un provvidenziale arrivo in salita, un altra di quelle caratteristiche che le Granfondo dovrebbero istituzionalizzare per prevenire volate troppo pericolose.

Dopo una doccia veloce in albergo vado al pasta party posto al Palaterme, l’adeguata struttura dove il sabato si ritirava il pacco gara, e dopo una fila ragionevole mi concedo ben 2 ottime piadine (che tra l’altro erano anche presenti nel pacco gara), trascurando la pasta che comunque era molto invitante. Esagero anche con una birra, sempre parte del pasta party (dove si entrava senza bisogno di presentare il consueto “tagliandino”), anch’essa servita in modo cortese ed efficiente dagli addetti. Il tutto come conclusione veramente degna e piacevole di un bel fine settimana.

Che dire nel complesso? La Romagna per me rimane sempre una terra benedetta per noi Granfondisti. Ci sono le salite, l’accoglienza, la cultura ciclistica e le capacità organizzative necessarie a rendere queste granfondo una esperienza sicura e gratificante. Non si trovano alcuni degli eccessi agonistici delle gare Toscane e sinceramente anche per ciò in questo periodo dell’anno mi trovo quasi sempre meglio da questo lato dello stivale. La Granfondo Vredestein Città di Riccione non può essere la Nove Colli come numeri e attrattiva, ma è comunque una ottima gara di inizio stagione che merita di essere vissuta anche per chi come me si fa quasi 700 kilometri di strada per poterlo fare. Arrivederci al prossimo anno!

 

 

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