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Inserito il 19 marzo 2013 alle 17:54:39 da gazario. - Letto: (2419)

Via le ammiraglie dalle Granfondo: risponde il Responsabile Nazionale ACSI Ciclismo

Intervista con Emiliano Borgna sulle novità regolamentari che vieteranno la presenza di auto private al seguito delle granfondo organizzate sotto il patrocinio dell'ACSI Settore Ciclismo

 

 

(a cura di Gianandrea Azario)

19 marzo 2013 - Sembra proprio che in questo inizio di stagione granfondistico si debbano continuare a susseguire novità a livello regolamentare. L’ultima in ordine cronologico è la comunicazione da parte dell’ACSI che in tutte le granfondo organizzate sotto il loro patrocinio sarà vietato il seguito di tutte le ammiraglie, le motociclette e di tutti gli automezzi privati.

Cerchiamo di capire meglio come sarà attuata questa regola e quali conseguenze avremo, intervistando l’avv. Emiliano Borgna, Responsabile Nazionale dell’ACSI settore ciclismo.

Ciao Emiliano, ti rivolgiamo qualche domanda, anche un po’ scomoda, per approfondire meglio questo tema.

Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a prendere questa decisione?
Le motivazioni che ci hanno portato a prendere questa decisione sono molteplici e tutte di pari importanza. Crediamo infatti che negli ultimi anni, causa l’esasperazione agonistica di molte granfondo si sia perso un po di vista lo spirito cicloturistico di queste manifestazioni. Inoltre siamo dell’idea che tutti i partecipanti debbano godere degli stessi diritti e la presenza di un’ammiraglia al seguito certamente favoriva coloro che potevano fregiarsene a scapito di altri. Inoltre troppe spesso le macchine al seguito, benché autorizzate, creavano situazioni di pericolo superando i partecipanti in tratti stretti per poter raggiungere i propri corridori e fornire loro una pronta assistenza in caso di bisogno.

Ci confermi che la norma ha valore immediato e che sarà quindi applicata a partire dalla prossima granfondo organizzata sotto il patrocinio dell’ACSI?
La disposizione ha valore immediato e sarà pertanto applicata dalla prima domenica utile.

Pensi che questa norma sarà in futuro adottata anche dalla FCI e dalla Consulta? Pensi di fartene portavoce e con quali tempistiche?
Si è parlato in Consulta nella scorsa seduta di altre aspetti legati al “professionismo” della granfondo e certamente questa norma va a scapito delle squadre più attrezzate per questo tipo di manifestazioni. Per noi l’importanza va data alla sicurezza e all’incolumità dei partecipanti e alla vocazione cicloturistica delle manifestazioni stesse. Di queste tematiche si parlerà certamente nelle prossime riunioni con i rappresentanti degli altri enti di promozione sportiva.

Avete già pensato a come gestire i controlli lungo il percorso? Se sul percorso c’è una vettura privata, senza insegne di una squadra, come sarà possibile identificare chi sta seguendo, per prendere provvedimenti in merito?
I percorsi saranno presidiati dal personale addetto e le uniche vetture autorizzate, dal Direttore di Gara, saranno quelle dell’organizzazione contraddistinte dai tagliandi apposti sulle stesse. Qualora un veicolo fornisca assistenza privata saranno squalificati i corridori che ne beneficeranno.

Non pensi che dopo il passaggio dell’auto di fine corsa, questo controllo sarà praticamente impossibile, visto che ci si trova in condizioni di traffico aperto e che anche qui ci sono concorrenti che usufruiscono dell’aiuto di parenti ed amici, proprio dove il gruppo è più folto e quindi il pericolo è maggiore?
Dopo il passaggio del fine gara anche i concorrenti devono attenersi alle disposizioni dei codice della strada; pertanto un veicolo, in caso di sinistro, sarà responsabile di quello che sarà il comportamento seguito e non potrà invocare nessuna altrui responsabilità. Era però durante i primi chilometri di gara che le ammiraglie mettevano in essere situazioni pericolose per riportarsi in scia ai propri corridori.

All’assistenza privata associate anche la presenza di supporter che in uno o più punti del percorso attendono un concorrente e gli passano rifornimenti o indumenti?  Dal tuo punto di vista questa è una cosa lecita? Non pensi  che qualcuno potrebbe creare problemi ad altri concorrenti proprio per poter raggiungere velocemente più di un punto sul percorso e, non avendo insegne per poterlo identificare, non potranno essere presi provvedimenti in merito?
Ritengo che l’assistenza fornita da persone posizionate sul percorso non crei problemi all’incolumità dei partecipanti. Il nostro intento è quello di eliminare il traffico veicolare dal percorso di gara.

Non pensi che agli occhi di chi gestisce team organizzati, questa normativa, così come la proposta della Consulta di non far partecipare alle gare amatoriali coloro che sono stati professionisti e dilettanti nelle ultime 5 stagioni, possa risultare un attacco nei loro confronti o quantomeno,  una decisione frettolosa e con l’obiettivo di avere un ritorno demagogico d’immagine, più che risolvere davvero certi problemi che esistono nel mondo del ciclismo amatoriale?
Ho parzialmente già risposto alla domanda; riteniamo che la sicurezza di tutti i partecipanti a queste manifestazioni cicloturistiche sia un valore assolutamente meritevole di tutela.

A questo punto, non pensi che vada regolamentata con attenzione ed equità anche l’assistenza prevista dagli organizzatori (cambio ruote), distribuendola sull’intero gruppo e non riservandola solamente a fuggitivi ed inseguitori, come spesso avviene?
Certamente ogni partecipante alla manifestazione deve godere in egual misura di tutti i servizi offerti, non solo in gara ma anche pre e post.

Cosa pensi cambierà nelle granfondo a seguito dell’applicazione di questa norma?
Noi speriamo di offrire, come detto sopra, maggior sicurezza a tutti. Questo l’intento che ci ha spinto ad adottare questo provvedimento

Ti ringraziamo per la disponibilità e ti auguriamo buon lavoro, visto l’impegno che stai mettendo per cambiare in meglio questo settore che raccoglie tanti appassionati.

Grazie a Voi per l’attenzione


 

 

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