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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 19 marzo 2013 alle 15:06:07 da gazario. - Letto: (3118)

Festa, sfide e niente pioggia alla Granfondo Davide Cassani

Una giornata fredda e nuvolosa per i 1.500 partenti della prova romagnola, ma per fortuna senza pioggia e neve. Una bella giornata di sport e sano agonismo su un percorso duro per questo inizio di stagione.

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Play Full Nikon)

19 marzo 2013 - È sempre una gran festa della bici quando si corre in Romagna. E anche Faenza non tradisce. La Gran Fondo Davide Cassani si conferma come una delle manifestazioni più ricercate di inizio stagione dai granfondisti, anche da fuori regione. Il sabato corre via veloce in mezzo ai numerosi stand che fanno di questa manifestazione, giunta ormai alla 19° edizione, un vero e proprio evento cui diventa difficile mancare.

Si viene sempre volentieri a pedalare da queste parti, perché qui la buona accoglienza e la cultura della bici sono elementi caratterizzanti. E così può accadere che alla vigilia della corsa si opti per una buona e ricca cena in un tipico ristorante romagnolo, rinunciando alla tradizionale cena da atleta.

Una mattina fredda e nuvolosa accoglie i numerosi ciclisti (oltre 1500 iscritti) che cominciano a riempire le griglie predisposte nella splendida cornice di Piazza della Libertà e di Piazza del Popolo. Molti sono con il completo invernale, altri più ottimisticamente hanno optato per una vestizione a strati sperando in un aumento della temperatura, mentre sono pochi i coraggiosi che si presentano con la divisa estiva. Incuriosita da tanto via vai multicolore, la popolazione locale affolla le gradinate della Cattedrale per assistere allo spettacolo della partenza. Il principale testimonial, Davide Cassani, è assente in quanto impegnato come inviato RAI alla Milano-Sanremo. Ma, a differenza di quanto avvenuto alla “Classicissima di Primavera”, qui il meteo è più clemente e consente lo svolgimento di una gara regolare e divertente. Il percorso, dopo il falsopiano iniziale volato via velocemente, si presenta presto durissimo.

E mentre i medio-fondisti affrontano subito le micidiali pendenze del Monte Collina, i granfondisti scaldano prima i muscoli sulle più lunghe salite di Monte Chioda e Busca, prima di affrontare la breve e arcigna rampa dove si deciderà la gara sul percorso più lungo, con la decisiva fuga a 3. Le discese sono tecniche con molti passaggi impegnativi che creano qualche rischio per i ciclisti, la maggior parte dei quali si orienta su una opportuna prudenza. Fortunatamente il traffico è piuttosto scarso su queste strade, anche se - per una maggiore sicurezza dei partecipanti - qualche staffetta in più sarebbe stata utile. Dopo la discesa su Lutirano si torna velocemente verso Modigliana dove si riprende a salire: anche il Monte Casale e il Monticino, che si affrontano in rapida successione, hanno pendenze importanti e mettono in difficoltà molti partecipanti, ma sul secondo ci sono due buone notizie per tutti i ciclisti: la prima è la vista sulla bella Rocca di Brisighella, la seconda è che si tratta dell’ultima salita vera e della fine (o quasi) delle fatiche. Da lì solo qualche dolce saliscendi, lo strappo dei Coralli utile per giocarsi la gara o per far uscire qualche crampo indesiderato, e siamo già in vista dell’arrivo.

Il lato agonistico vede prevalere sul percorso lungo il palermitano Giuseppe Di Salvo (Maggi) in volata su Maccanti, mentre Luca Zanasca cede nel finale e giunge sul 3° gradino del podio. Nel percorso corto è invece Federico Castagnoli (BiciMania La Base Terni) a vincere, anticipando di 20” il gruppetto di una quindicina di immediati inseguitori regolato in volata da Massimiliano Grazia.


Ma oggi a Faenza le storie più belle le raccontano le donne: e non sono solo quelle delle vincitrici dei due percorsi, rispettivamente l’esperta e pluridecorata Monica Bandini e la giovane aquilana Chiara Ciuffini, entrambe dominanti e impostesi per distacco nelle loro gare. C’è anche la storia della veneta Valentina Gallo che, nonostante una rovinosa caduta nella discesa del Monte Busca, riprende coriacea e indomita per terminare al 5° posto assoluto del percorso lungo. Ci sono le lacrime dell’abruzzese Lorena Pizzica che, dopo una prova tutta grinta e cuore, sale incredula sul palco per vestire la maglia di leader di categoria del Circuito degli Italici. E sempre dalla terra abruzzese, anche se trapiantata a Roma per lavoro, proviene la sprizzante simpatia di Pina Luciani che vive nuove sfide e definisce un “miracolo” l’aver concluso ancora una volta il percorso più difficile. E poi ci sono bellissime sfide sportive come quella affrontata da Florinda Neri, Daria Morganti, Irene Gemignani e Alessandra Corina che si sono sfidate su e giù per i colli romagnoli per concludere con una volata mozzafiato, senza timori in mezzo ai colleghi maschietti: alla fine strette di mano, sorrisi e complimenti reciproci  per concludere degnamente una giornata vissuta all’insegna della sportività e dell’amicizia. E per tutti un arrivederci alla prossima edizione.

 

 

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