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Inserito il 14 marzo 2013 alle 07:27:02 da Armando Sevieri. - Letto: (9977)

La posizione sulla bici da crono

Sul panorama amatoriale sta prendendo sempre più forza la disciplina della cronosquadre e della crono individuale.
Visto che il mese di marzo è ricco specialmente in Toscana di queste manifestazioni, regina su tutte la Cronosquadre della Versilia, ritengo doveroso proporre per questo mese, un'accurata riflessione sul corretto posizionamento su questo affascinante mezzo.


a cura di Armando Sevieri

Premetto che sono prima che un biomeccanico un appassionato cronoman e quindi particolarmente coinvolto nella disciplina.

Ho avuto la fortuna ed il piacere di lavorare con diversi professionisti e dilettanti sulla biomeccanica inerente l’argomento di questo mese, ma quello che mi ha inspirato di più è stato Taylor Phinney per la naturalezza che ostenta quando si adagia sulle protesi.

È proprio da qui che voglio partire: le misure e gli equilibri sono fondamentali ma più di tutti l’atteggiamento sull’avantreno della specialissima che rende la performance eccezionale.

Questo perché scaricare tutto il peso del busto sui poggiagomiti consente di brandire le protesi e chiudere la catena cinetica delle braccia, questo ci consente di esprimere grandi quantità di forza sui pedali permettendoci di galleggiare sulla sella e di non sentirne la pressione, vista la scomoda seduta di un terzo quando siamo "a blocco".

Quindi, scaricare il peso, incassare bene la testa e realizzare quel cuneo frontale che ci aiuta a fendere l’aria nella maniera più efficace possibile.

Proprio cosi: fendere l’aria! Perché per quanto siamo forti, ma con una cattiva penetrazione, avremo poca efficienza e le nostre "trenate" saranno più faticose.

Tutto questo per quanto riguarda l’avantreno.

Analizzeremo ora la fase propulsiva e diaframma !

La regola UCI sulle misure della bici da crono prevede che l’arretramento della punta sella sia fissato ad un minimo di 5 cm.

Questa è una regola che vale per i professionisti, ma noi amatori possiamo evitarla ed il mio consiglio è di mettere questa quota a 0 per coloro che sono in taglia S o M e da 0 a 5 per L e XL.

Questo perché inevitabilmente il nostro corpo sottoposto ad uno sforzo massimale tende ad accorciarsi in funzione delle catene cinetiche chiuse e frenate di gambe e braccia.

In sostanza, è meglio privilegiare comfort e spinta con un arretramento che ci consenta di essere più stabili possibile senza dover continuamente cercare la sella in un moto perpetuo come sempre si vede nelle corse professionistiche.

Per quanto riguarda l’altezza sella possiamo tranquillamente riportare fedelmente quella della nostra bici da corsa, in questa maniera tale misura rimarrà invariata e l’adattamento muscolare sarà meno traumatico.

Ultimo punto il diaframma.

La posizione finale dovrà consentire di esprimere valori massimali con ottima penetrazione aereodinamica senza limitare l’uso della capacità ventilatoria diaframmatica.

Gli accorgimenti per ottimizzare tale equilibrio stanno nello scarto sella-manubrio e giocando con queste due quote si otterrà un quadro esaustivo.

Riassumendo in poche parole chiave avremo:

avantreno;
appoggi e aereodinamica;
capacità propulsiva ;
spinta e giusto arretramento;
diaframma ;
massima capacità ventilatoria.

14 marzo 2013
 
  
     

 
Mi chiamo Armando Sevieri, biomeccanico e trainer toscano operante prevalentemente nella provincia lucchese, ma che non disdegna di spostarsi in tutta Italia e all’estero dove con passione porto i miei principi di biomeccanica applicata al ciclismo.
La mia formazione di tecnico biomeccanico nasce a Lucca dove si è sempre respirato ciclismo professionistico di altissimo livello e le strette frequentazioni con atleti quali Michele Bartoli, Mario Cipollini mi hanno inspirato una infinita passione per l’approfondimento del gesto tecnico pedalato e delle leggi fisicomeccaniche che lo rappresentano.
Il mio operato passa da numerosi eventi per arrivare fino alle strette collaborazioni con Davide Cassani nelle sue Bike Academy. Altro nome non meno importante, sempre presente nel circuito delle granfondo è Max Lelli con il quale condivido molti punti tecnici riguardanti la corretta posizione in sella ed il sistema training.
Sono inoltre coinvolto nel mondo professionistico con atleti di ottimo livello come Taylor Phinney, Marco Marcato e tanti altri.
 

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