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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 12 marzo 2013 alle 12:23:25 da gazario. - Letto: (3003)

Granfondo Città di La Spezia: il Gruppo Sportivo Tarros e 1.000 ciclisti più forti del maltempo

L’ennesimo periodo dal clima avverso crea problemi alla storica manifestazione spezzina. Per motivi di sicurezza tutti dirottati sul percorso medio e tutto fila per il verso giusto. Vittoria di Enrico Zen tra gli uomini e Claudia Gentili tra le donne. Arrivederci al prossimo anno magari con un cambio di data? 

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon)

11 marzo 2013 - Dire che sia una granfondo sfortunata è poco. Da anni i bravi organizzatori del Gruppo Sportivo Tarros sono costretti a far fronte alle avversità che sembrano regolarmente concentrarsi sulla loro manifestazione.

Nel 2009 la manifestazione fu spostata da fine marzo ad inizio ottobre causa un vero e proprio nubifragio che si abbattè nottetempo lungo il percorso. Nel 2011 si fece un percorso unico perché molte strade erano impraticabili causa smottamenti lungo le strade provocati dalle piogge. Nel 2012 la manifestazione non si svolse per via dei danni della drammatica alluvione dell’autunno 2011.

Nonostante tutte le difficoltà incontrate, gli organizzatori hanno deciso di confermare il loro impegno e per il 2013 avevano studiato due percorsi rinnovati, proprio perché il maltempo ancora non aveva permesso di mettere in sicurezza alcuni passaggi dei percorsi classici che hanno reso celebre questa gara, da considerare il primo banco di prova veramente impegnativo della stagione.
Ma anche quest’anno il destino ha pensato di voltare le spalle al Gruppo Sportivo Tarros e agli appassionati ciclisti e ha predisposto come avvicinamento alla gara un’intera settimana di piogge per sfociare in una domenica in cui le previsioni meteo erano quanto meno incerte.

Parola d’ordine: sicurezza ad ogni costo. E così il comitato organizzatore predispone di prima mattina un giro su entrambi i percorsi, per capire le condizioni delle strade dopo le copiose piogge del sabato. Piuttosto si sarebbe deciso di annullare la prova, se i rischi per i partecipanti fossero stati eccessivi. La nebbia ed alcune frane nella discesa del Passo del Bracco inducono, d’intesa con la Prefettura, a prendere il provvedimento di annullare il percorso lungo, quindi gli oltre mille partecipanti che si schierano al via, nonostante le pessimistiche previsioni metereologiche, sono avvisati all’ingresso delle griglie che avranno il solo percorso medio di circa 80 chilometri su cui dar sfogo alla loro voglia di bici e di agonismo.

Il meteo sembra voler premiare inizialmente i coraggiosi; al cielo nerissimo di un paio d’ore prima della partenza, comincia a far spazio qualche squarcio di sole in mezzo alle nuvole. E così si parte, con strade bagnate, ma sufficientemente sicure, assistenza lungo tutto il percorso, buche e pericoli segnalati. Col passare dei km le condizioni iniziano a peggiorare nuovamente; la prima parte della discesa di Passo Termine riserva la sorpresa di una nebbia fittissima, ma per fortuna non piove e non fa neanche tanto freddo. Si termina così la parte più impegnativa del percorso, ma non è finita visto che nel vallone che porta i concorrenti all’ultimo strappo di giornata, a 20 km dal traguardo, si scatena un vero e proprio nubifragio con acqua e gradine, che rende davvero problematico il procedere in sella alla bici. Per fortuna il tutto dura solo una ventina di minuti ed i ciclisti possono affrontare l’ultimo strappo di Visseggi e la successiva discesa tra rivoli d’acqua, ma senza pioggia, che si ripresenta però subito dopo l’arrivo con folate di vento freddo.

Bisogna quindi fare i complimenti al Gruppo Sportivo Tarros per essere stato capace di portare avanti la manifestazioni in condizioni di sicurezza, nonostante tutto, tanto che non ci risulta ci siano stati significativi incidenti in gara, e ai quasi mille arrivati di essersi fidati degli organizzatori e di aver preso il via nonostante il rischio maltempo fosse qualcosa di più di una remota possibilità.

Un vero peccato che questa manifestazione sia così avversata dal destino, perché gli organizzatori ce la mettono davvero tutta per garantire uno standard di servizi elevati ai partecipanti e, a parte le docce storicamente fredde, ci riescono in pieno. Dal pacco gara, arricchito da un omaggio per le rappresentanti del gentil sesso per festeggiare la Festa delle Donne, al pasta party particolarmente ricco, spostato quest’anno al coperto per sopperire ai disagi provocati da pioggia e vento, alle premiazioni in cui si è voluto tenere conto del percorso unico di gara, chiamando sul podi i primi dieci di ogni categoria, tutto è stato orientato a soddisfare le esigenze dei ciclisti più esigenti.

Per quanto riguarda la parte agonistica, la prima salita, collocata dopo poco più di due chilometri dalla partenza, con un attacco stretto e ripido, ha subito definito le gerarchie della corsa, con il gruppetto dei migliori che prende il largo. Nella successiva discesa prendono un po’ di vantaggio Nicoletti e Camussa.  Con i due in fuga, il gruppetto inseguitore procede regolare sul passo Termine. In discesa ci prova questa volta Mirenda, seguito a breve distanza da Cunico e Saccomanni. Fora Nicoletti e Camussa rimane solo. Sulla salita di Montale, Orsucci accelera, portandosi dietro Magazzini, Maestroni e Zen, e andando a riprendere prima Saccomanni e Cunico, e poi, dopo la discesa, Mirenda prima e Camussa poi. L’andatura si abbassa, tant'è che a 15 km dall'arrivo si forma in testa un gruppo forte di una 20ina di unità, proprio mentre si scatena il diluvio. Scaramucce sull'ultima salitella di Visseggi, ma è solo la discesa a decidere le posizioni finali, con Enrico Zen (C-Performance Beraldo Cilci) che riesce a prendere un po’ di vantaggio sui primi inseguitori, regolati in volata da Enrico Magazzini (Velo Club Maggi 1906) davanti a Piergiorgio Camussa (Mania Bike Twin Team).


Nella gara femminile vittoria di Claudia Gentili (Prestigio Came Giordana) davanti a Ilaria Lombardo (Polisportiva Cral Vigili del Fuoco Genova) e Olga Cappiello (Team Cinelli Glass’ngo). La prima selezione decisiva sulla prima salita, dove la Gentili e la Lombardo si involano. Su ogni salita la Lombardo prova a staccare l’avversaria, ma sull’ultima salita è invece la Gentili a prendere il largo e a tagliare il traguardo vittoriosa.

Si chiude cosi l’ennesima edizione sfortunata della classica spezzina. E se per evitare il classico maltempo si riuscisse a spostare la data della manifestazione in un periodo meteorologicamente più favorevole? Un augurio agli organizzatori per riuscire in questo.

 

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