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Inserito il 02 novembre 2010 alle 14:29:46 da Redazione. - Letto: (5713)

Gianluca Cavalli - Dalle risaie piemontesi

Figlio di agricoltori piemontesi, sale in bicicletta fin dalla più tenera età. Deve però attendere la terza media per fare il "ciclista". Diciotto anni di carriera ciclistica, per approdare nel granfondismo pur di non lasciare la sua passione. Un diploma di perito areonautico in tasca e un matrimonio all'orizzonte.

di Enrico Cavallini (foto Play Full Nikon)


Gianluca Cavalli

Nato a:
Novara

Il:
12 marzo 1978

Residente a:
Sillavengo (NO)

Squadre:
2004-2008 Cinelli Endeka (continental)
2009 Team Piemonte (continental)
2009-2010 Cicli Maggi FRW (granfondo)

Attuale occupazione:
Agricoltore e insegnante di Walking in palestra




Rieccoci alla conoscenza degli ex-pro che ad oggi militano, con buoni successi, nel mondo delle granfondo. Proprio loro: quegli ex-pro che stanno tentando di fare fuori dall'ambiente granfondistico come, se l'essere stati nella categoria maggiore, fosse assimilabile ad una brutta malattia.
In questo numero conosciamo Gianluca Cavalli, novarese classe '78, ormai ex professionista, dopo avere militato dal 2005 al 2008 nella Cinelli Endeka OPD e nel 2009 nello sfortunatissimo Team Piemonte, formazioni italo-lituana, chiusa neanche a metà stagione.
Rimasto a piedi, approda alla corte del Team Maggi FRW, nel quale corre per tutto il 2010.
Sempre al servizio della squadra, quando ha avuto via libera ha saputo farsi valere, portando a casa ben otto vittorie nella stagione appena conclusa.
Nonostante il suo passato da pro, durante il quale ha raccolto 4 vittorie, la categoria superiore lo ha scaricato, relegandolo nel mondo delle granfondo.
Gianluca Cavalli, per effetto del regolamento della Five Stars League, sarà bandito dalle cinque granfondo più rappresentative della stagione, venendo quindi scaricato anche dal mondo amatoriale.


Ciao Gianluca. Una carriera ciclistica partita da lontano. A che età hai iniziato con la bicicletta?
La prima bici mi è stata regalata a 5 anni, l'anno seguente è arrivata la prima frattura alla clavicola, ma le pedalate non si sono mai fermate. Il primo tesserino e la prima corsa da esordiente subito dopo l'esame di terza media. Ricordo ancora la prima volata: 11° posto perchè dall'emozione non avevo neanche cambiato durante lo sprint.

Quali sono state le squadre più rappresentative nelle quali hai militato?
Per tutte le categorie giovanili ho militato nel VC Novarese, poi negli Under 23 nella Viris Vigevano e da èlite nel team Vezza Brunero, poi 5 anni nel "gruppo Biasci" e dal luglio del 2009 nel Team Maggi.

Le ultime due stagioni da pro non sono state certo molto fortunate per te. Nel 2008 la chiusura della Cinelli OPD (sopravvissuta nel 2009 in Belgio con la DownUnder, ma poi chiusa definitivamente), il fallimento del Team Piemonte, nel quale erano confluite alcune promesse del professionismo piemontese (ricordiamo anche il biellese Bruson), che le ha "trombate" definitivamente. Non ti resta quindi che approdare tra gli amatori. Come l'hai vissuta? E' stato un salto di qualità, come pensano in tanti, che ora puoi "vincere facile", o è stata l'ultima spiaggia per potere portare avanti la passione della bicicletta?
Io credo che sia completamente un'altra storia, una pagina della vita diversa e non paragonabile: non si corre più per rincorrere un sogno, una corriera più o meno splendente. Si pedala perchè spinti da passione e dall'amore per la bicicletta.

In questo 2010, hai portato a casa ben otto vittorie, e numerosi piazzamenti. Hai "rubato le caramelle ai bambini" oppure hai sofferto per portartele a casa?
Se ne dicono di tutti i colori. Ad un certo punto della stagione controllavano anche il telaio per vedere se noi della Maggi avessimo il motorino dentro. Nessuno vince facile, neanche a briscola al bar. L' anno scorso (così come farò anche quest' anno) ai primi di novembre ero gia in sella tutti i giorni sfidando il freddo e i "geloni" a mani e piedi. Ho percorso 33 mila chilometri; non credo che sia propio una passeggiata. Ritengo però che sia giusto limitare le premiazioni dei "Master Gold" alle sole classifiche assolute senza insererli nelle classifiche di categoria.

Mi sono tolto lo sfizio di andare ad analizzare le classifiche nelle quali hai raccolto "solo" qualche misero piazzamento, per scoprire che davanti a te, o comunque nel gruppo di testa, erano presenti numerosi amatori. E' per caso una tua mancanza di capacità ciclistica, oppure gli amatori non sono poi tanto così cicloturisti come si vuole fare credere?
Sono anni che gli "amatori" non esistono più. Ho visto la prima gara a sei mesi e quindi credo di poter avere una vera idea dell'evoluzione del movimento amatoriale avendola vissuta con mio padre. Erano gare a 38 di media, si allenavano per tre volte alla settimana e tutto finiva li. Si mangiava di tutto. I sacrifici??? Ma cosa sono? Si va a correre perchè è bello!

Ora se trovi i gruppi di allenamento giusti fai quelle medie tutti i giorni; le diete sono all'ordine del giorno; tutti si fanno seguire da un preparatore atletico perchè non si improvvisa più nulla; i plantari dentro le scarpe per migliorare la spinta, il biomeccanico per la posizione...non ci vedo più tanto dell' amatore in tutto questo.

Non ci sono storie, i primi si allenano, e anche tanto, poi che siano rappresentanti, industriali o operai non conta: il "lavoro" in bici paga sempre. Chiaro che serve il tempo. Come si può pensare di fare una gara di 150km e più, con 3500 metri di dislivello e arrivare bene allenandosi per 2/3 ore? Impossibile!

E' pensiero comune degli amatori che gli ex professionisti siano tutti un ammasso di dopati (certo che Maccanti non ha aiutato a dimostrare il contrario). E' proprio così, o forse si sta esagerando? Un tuo pensiero sul "doping" amatoriale?
Questa è un'idea radicata... cosa dire. Ho eseguito i controlli anti doping a Laigueglia (con me erano presenti altri due ex professionisti e un corridore che si classifica sempre nei primi). A San Giminiamo tutto il team Maggi è stato contollato e non è risultato niente. Se Maccanti o chi per esso sbaglia è giusto che paghi, ma questo non significa che siamo tutti criminali. Lo hai detto prima che in certe gare ero in gruppo o dietro ad "amatori", ma non mi sogno neanche di accusarli solo perchè sono andati più di me. La caccia alle streghe non fa per me.

Bene, ora tentiamo di conoscere anche il Gianluca "privato". Nella vita di tutti i giorni di cosa ti occupi?
La mia famiglia ha un azienda agricola, non che mi piaccia, ma a volte devo fare il contadino. In più ho collaborato con una palestra come insegnante di Walking (camminata su tappeto magnetico a ritmo di musica)

Sei sposato, hai dei figli?
Fidanzato con Laura, sistemate due o tre cosine convoleremo a nozze... per i figli ci vorrà ancora un pò

Prima o poi finirà la carriera ciclistica. Cosa farai da grande?
Ho un diploma di perito aereonatico,il volo è la mia seconda passione. Spero quindi di poter restare in uno dei due settori (bici o volo), ma mai porre limiti alla provvidenza.

Veniamo alle ultime due domande di rito. Il sogno nel cassetto del ciclista Gianluca Cavalli?
Come tutti i bimbi che iniziano l'avventura ciclistica era quello di sfondare tra i grandi. Il tempo e le possibilità sono passate, anche se sono fiero di quello che ho fatto. Ora posso solo augurarmi di fare tanti e tanti chilometri con la bicicletta... in fondo è una malattia dalla quale non si guarisce mai

E quello dell'uomo?
Una vita felice con una bella famiglia...

Ti ringrazio della gentilezza. In bocca al lupo.


(2 novembre 2010)



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