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Inserito il 22 febbraio 2013 alle 19:01:19 da gazario. - Letto: (5720)

Lightweight 2.0: dare al cliente un'emozione unica

Si è tenuta a Oberteuringen-Bitzenhofen, vicino a Friedrichshafen, sede della famosa compagnia tedesca, una due giorni dove il team manageriale ha voluto presentare ai rappresentanti dei Lightweight point italiani e delle principali riviste il nuovo indirizzo dell’azienda.


Servizio di Gianandrea Azario


I
l marchio Lightweight è senza alcun dubbio uno dei più esclusivi ed affascinanti tra quelli che producono accessori per bici da corsa. È piuttosto frequente per i fortunati possessori delle “magiche” ruote in carbonio che portano questo nome venire osservati con ammirazione quando si schierano alla partenza di una granfondo e di subire un vero e proprio interrogatorio sulle loro caratteristiche e prestazioni, lo posso confermare in prima persona.
Molto del fascino è sicuramente legato al fatto che queste ruote sono comparse inizialmente sulle bici di famosi professionisti (da Riis a Ullrich, da Armstrong a Pantani a Cipollini) con un po’ di alone di mistero, legato al fatto che erano ruote assolutamente artigianali, costruite sulle esigenze specifiche del singolo professionista.

LA STORIA: dalle ruote per sulky al Campionato del Mondo su Strada

Heinz Obermayer con la ruota per sulky

La vera storia di queste ruote è che il sig. Heinz Obermayer ed il suo socio, due persone con la passione dei materiali compositi, dopo aver costruito, nei tempi liberi della loro attività lavorativa, componenti in carbonio per auto e ruote per sulky in un garage per trattori, accettarono la scommessa di qualcuno che gli disse: “Perché non create qualcosa per le bici da corsa?”.
Ci volle qualche anno, anche perché né Obermayer né il suo socio avevano alcuna esperienza nel mondo del ciclismo, ma alla fine, in quel garage per trattori, nel 1990 nacque la prima ruota a disco e nel 1996 la prima ruota in carbonio con raggi in kevlar, con la quale Johan Musseeuw vinse il Campionato del Mondo su strada. Da allora si diffuse la frase: “Quando le usi, dopo il primo allungo ti volti indietro a vedere se qualcuno ti sta spingendo”.

E così molti professionisti famosi bussarono alla porta di quello che ormai era diventato un famoso garage, chiedendo di poter avere una coppia di queste ruote. Furono soddisfatti, ma sempre e solo ad una condizione, che pagassero quello che stavano prendendo. La regola d’oro di Mr. Obermayer è sempre stata: “Prima paghi, poi avrai le ruote”, sicuro delle prestazioni del suo prodotto.

Nel 2003 Herr Obermayer decise di andare in pensione e cedette il suo marchio Lightweight ed il suo fantastico know-how alla Carbonsports, un’azienda con una notevole competenza nel campo della lavorazione dei materiali compositi.

Da quel giorno le ruote artigianali sono state realizzate secondo un processo “industrializzato”, utilizzando i materiali in fibra di carbonio realizzati dalla CarboFiberTec, azienda che tutt’oggi realizza componenti per l’industria aeronautica e aerospaziale e che fa parte dello stesso gruppo della Carbonsports, ma sempre in modo artigianale, con la stessa precisione che ne aveva ispirato i modelli originali e soprattutto con lo stesso “ingrediente segreto”, con il vantaggio di riuscire a realizzare fino a 30 ruote al giorno contro le due che Obermayer realizzava nel famoso garage.

Negli anni successivi sono nate le evoluzioni note contrassegnate come seconda serie e come terza serie, quest’ultima caratterizzata da raggi totalmente in fibra di carbonio, laddove quelli originali erano in fibra e kevlar.

Lightweight 2.0

A distanza di 10 anni da quel fatidico momento, Carbonsports ha deciso di lanciare un nuovo brand, che Joerg Ludewig, ex corridore professionista e ora direttore vendite e marketing, definisce Lightweight 2.0 e che, fatte salve le caratteristiche di unicità e artigianalità del brand originale, tenga in considerazione le esperienze ad oggi maturate e soprattutto i suggerimenti del mercato, soprattutto di quello italiano che è particolarmente esigente e che ha indicato ai responsabili del prodotto una serie di problematiche da risolvere.
Di qui la creazione di un nuovo logo atto a testimoniare l’obiettivo di regalare ai clienti un’emozione unica, una roadmap di nuovi prodotti, alcuni dei quali ancora molto segreti, un nuovo sito web, a mio avviso davvero ben strutturato, ma soprattutto la volontà di essere più vicino all’utilizzatore finale, in modo che sia totalmente consapevole delle modalità di utilizzo delle ruote, della cura che ne deve avere e che abbia un’assistenza impeccabile.

Una comunicazione globale e consistente
A questo scopo i responsabili dei Lightweight point (25 in tutta Italia, selezionati proprio per garantire il massimo dell’assistenza e dell’esperienza al cliente) sono stati invitati insieme alle principali riviste italiane per un meeting di due giorni con un fitto programma di presentazioni alla presenza di tutto il Team LW, ovvero il management aziendale, il distributore italiano (Giovanni Mastrosimone con il suo collaboratore Dino Favoino) e soprattutto il “genio” Heinz Obermayer che ha raccontato la sua storia.

Il programma si divideva in quattro parti principali:
•    L’evoluzione di Lightweight: il nuovo brand e la nuova strategia
•    Rassegna dei prodotti esistenti e presentazione delle novità future
•    Il rapporto con i rivenditori, l’assistenza e la manutenzione del prodotto
•    Visita all’azienda

La gamma Lightweight
Il nuovo sito Lightweight (http://www.lightweight.info) è veramente ricco di dettagli nella descrizione dei prodotti, per cui qui di seguito è presentata solamente una veloce carrellata dei vari modelli, indicandone l’utilizzo principale. Da notare che tutte le ruote LW del catalogo 2013, grazie ad un nuovo disegno della raggiatura, possono tranquillamente ospitare il corpo ruota libera Shimano 11V. Basta ordinare il modello con il relativo corpo ruota libera realizzato da DT Swiss.
Tutti i modelli esistono nella versione Weiss con raggi e mozzo bianco grazie ad un rivestimento in duraflon, che incrementa di 40 grammi il peso di ogni ruota. Inoltre tutte le ruote possono essere personalizzate come colore su richiesta, concordando il relativo prezzo.

MEILENSTEIN

La prima grossa novità è la ruota Meilenstein (Pietra Miliare), che va in pratica a sostituire la celeberrima Standard. E’ una ruota che incrementa ulteriormente la rigidità rispetto alla Standard III, migliora le caratteristiche di guidabilità grazie alla riduzione dell’altezza del cerchio ora alto 47.5 mm e migliora le caratteristiche di frenata grazie ad una pista frenante totalmente nuova. Disponibile nella versione per tubolare o per copertoncino e nelle due possibili configurazioni di raggiatura 16 anteriore/20 posteriore oppure 20 anteriore/20 posteriore. E’ la cosiddetta ruota all-around, utilizzabile anche nelle gare di ciclocross.
Accanto alla Meilenstein c’è la sorella più leggera (meno di 1 kg per una coppia, incluso il corpetto ruota libera), la Meilenstein Obermayer, che è identica alla Obermayer III del catalogo 2012 (altezza cerchio 53.5 mm), con la differente raggiatura per poter ospitare senza problemi anche il corpetto Shimano 11V. Esiste solo nella configurazione di raggiatura 16/20 e per tubolare. E’ la ruota per le grandi salite.
 
FERNWEG

La ruota per i percorsi dritti e piatti, con spiccate doti di areodinamica, pur mantenendo un peso tutto sommato contenuto. Altezza cerchione 81 mm, disponibile sia per tubolare che per copertoncino nella raggiatura 16/20.
 
GIPFELSTURM

L’erede della famosa Ventoux, la ruota che unisce leggerezza, rigidità ad una maggiore guidabilità, soprattutto in presenza di forte vento laterale. Cerchio da 27 mm, 20 raggi sulla ruota anteriore e 24 raggi sulla ruota posteriore.
 
RUNDKURS

La ruota da pista, disponibile nella versione a raggi (20 sia all’anteriore che alla posteriore con un cerchio da 53 mm) e nella versione a disco. Ruota sprovvista di pista frenante proprio per l’utilizzo cui è dedicata.

AUTOBAHN

La ruota lenticolare ideale per le cronometro. Adottata da parecchi team World Tour cammuffandone le sembianze.

Le novità 2013 ed il futuro

Oltre alle ruote, Lightweight ha deciso di uscire nel 2013 con un portaborraccia leggerissimo ricavato con i raggi delle ruote rotte che sono state restituite dai clienti perché sostituite ed una curva manubrio del peso di 160 grammi, entrambi disponibili sul mercato nel mese di giugno. Al momento non ci è concesso fornire le fotografie dei due componenti.
Una grossa novità è poi attesa e sarà probabilmente presentata a Eurobike a fine agosto, ma di questo non possiamo assolutamente rivelare nulla.
Infine è possibile acquistare un abbigliamento personalizzato con i loghi LW realizzato da Assos e denominato Edelstoff.

Il programma PROOF
Lightweight ha deciso di lanciare il programma Proof dedicato ai rivenditori per promuovere le vendite del prodotto.
Grazie a questo programma ogni rivenditore che aderirà, avrà a disposizione una coppia di ruote Meilenstein da far provare ai propri clienti nel periodo 1.3.2013 – 30.6.2013, con il solo obbligo, per chi le prova, di scrivere una piccola recensione sul sito Lightweight in una sezione dedicata.
Sono previsti premi per i rivenditori che riescono più rapidamente a far provare le ruote ad almeno cinque clienti e per chi riuscirà a vendere il maggior numero di ruote.

L’assistenza e la manutenzione del prodotto
Un’intera sessione dell’incontro è stata dedicata a discutere con i rivenditori di assistenza e manutenzione del prodotto. Lightweight vuole che quanto descritto nel seguito sia chiaro agli acquirenti ed utilizzatori delle ruote.

Il presupposto fondamentale è che queste ruote sono dedicate ad una clientela competente e consapevole, attenta alla loro manutenzione e capace di utilizzarle secondo quanto indicato nel manuale d’uso.

Per ogni dubbio è opportuno rivogersi ai rivenditori che conoscono perfettamente le caratteristiche del prodotto e possono venire in aiuto dei clienti.

Occorre però evidenziare che queste sono ruote robuste e al tempo stesso delicate, proprio perché sfruttano in pieno le caratteristiche strutturali della fibra di carbonio. Sono robuste, perché sono in grado di reggere le sollecitazioni di utilizzatori fino a 110 kg. Sono delicate perché in caso di caduta o di urti laterali, si possono danneggiare. Paradossalmente la ruota si può danneggiare se cade di mano o se durante il trasporto qualcosa batte sul cerchio o sui raggi (si consiglia di utilizzare sempre le borse date in dotazione proprio per evitare questi problemi) e non presenta problemi in caso di strade particolarmente dissestate affrontate a velocità sostenuta. Questo è legato alla disposizione delle fibre di carbonio, ottimizzata per le finalità cui sono dedicate.

Una buona parte dei danni può essere riparata, rimandando la ruota alla casa madre (tramite i rivenditori ufficiali), l’unico danno realmente impossibile da riparare, o meglio il cui costo è tale da non rendere opportuna la riparazione, è quella di un raggio.
In ogni caso Lightweight ha previsto il cosiddetto Service Up, un’assicurazione che prevede fino a 2 sostituzioni gratuite di ciascuna delle ruote acquistate in caso di rottura. Il costo dell’assicurazione è pari al 10% del prezzo di listino delle ruote ed è valida per 3 anni dalla data d'acquisto.

A proposito delle ruote rotte, vengono tutte gelosamente custodite. Di tanto in tanto Heinz Obermayer fa una visita in azienda e controlla tutte le ruote rotte. Ne seleziona alcune, le porta nel famoso garage di trattori e le lavora personalmente, regalandole poi ai ragazzini che corrono in bici.

Per quanto riguarda l’utilizzo, è caldamente consigliato l’utilizzo dei pattini freno dati in dotazione, realizzati dalla Swiss Stop con una mescola speciale su specifiche della Lightweight. Anche i nuovi pattini Black Prince sempre della Swiss Stop possono essere utilizzati (tanto che i tecnici Lightweight e Swiss Stop stanno studiando un nuovo pattino che utilizzi le caratteristiche del Black Prince), mentre sono sconsigliati i pattini in sughero.
Il concetto è che il sughero frena meno delle mescole Swiss Stop e quindi il cerchio viene sottoposto per un maggiore tempo alla frenata, aumentando così considerevolmente la temperatura del carbonio che non riesce più a dissipare il calore ed il cerchio può bloccarsi. E il sughero è un materiale che non dissipa calore, al contrario del materiale con cui sono realizzati i pattini Swiss Stop. Inoltre le prestazioni di frenata dei pattini in sughero sul bagnato è molto inferiore a quella dei pattini realizzati in materiali gommosi, studiati appositamente per il carbonio (test effettuati dalla rivista tedesca RoadBike).
Proprio queste caratteristiche del carbonio suggeriscono di effettuare frenate intense, ma di breve durata e non di tenere per lunghi tratti il pattino a contatto con il cerchio (il carbonio si raffredda molto velocemente quando si rilascia la frenata), mentre sul bagnato occorre ripulire la pista frenante di acqua con piccoli colpi di freno per mantenere una temperatura adeguata sul fianco del cerchio.
Per ottimizzare la frenata, bisogna porre una cura particolare al posizionamento dei pattini (il più alto possibile sul fianco del cerchio e paralleli alla pista frenante) e ripulire frequentemente i residui di gomma lasciati sul cerchio durante le frenate.

La visita in azienda
La parte finale dell’incontro è stata dedicata ad una visita alla sede di  CarboFiberTec, dove il managing director Ehrard Wissler ha illustrato le varie fasi della lavorazione della fibra di carbonio.
Abbiamo iniziato dalla preparazione degli strati di fibra a partire dai filamenti (da notare che la fibra è resistentissima in una direzione di trazione, ma può diventare fragilissima appena si cambia questa direzione), abbiamo poi visto come la fibra viene ritagliata e disposta negli stampi per dare vita agli oggetti più disparati (dai sedili degli aerei, ai componenti per satelliti alle ruote da bicicletta) e abbiamo infine visto gli enormi forni in cui gli oggetti realizzati subiscono il procedimento di cottura e le ventole utilizzate per il successivo raffreddamento.
L’impressione è stata che dietro una grande tecnologia ci sia sempre una grande manualità, che richiede tempo e conseguente incremento dei costi.
E la competenza dimostrata nella lavorazione della fibra di carbonio, anche in settori differenti da quello ciclistico, è stata l'assicurazione della qualità del prodotto Lightweight.


La preparazione degli strati di fibra a partire dai filamenti
Il taglio degli strati di fibra La disposizione degli strati negli stampi

 

I forni per "cuocere" i manufatti in fibra
Le ventole di raffreddamento dei manufatti

 

 

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