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Inserito il 29 marzo 2011 alle 23:19:44 da enrico. - Letto: (5461)

Davide Montanari - Un ciclista alla frutta!

Non è certo arrivato alla fine della sua carriera, ma il forte ciclofondista emiliano, da maggio appende la bici al chiodo per dedicarsi alle sua coltivazioni di frutta. Atleta da ben 26 anni, è padre di due bei bambini e sogna un "sistema agricoltura" migliore.

di Enrico Cavallini (foto Enrico Cavallini e Davide Montanari)

 

Davide Montanari

Nato a: Modena

Il:
31 luglio 1972

Residente a:  Spilamberto (MO)

Squadre:
1985 - GS Barbieri e Fraulini - Esordiente 1° anno
1986-90 - GS Fulgor di Vignola - tutte le giovanili fino a juniores
1991-92 - GS Ravonese - U23
1993 - GS Cebora - U23
1994  - La Rocca - U23
1995  - GS Penna - Elite
1996-97 - Team Paultex - Elite
1998 - Mapei Kona MTB - Elite
1999-2005 - Team Nuova Corti - Granfondo
dal 2006: Max Team Emporio Bici - Granfondo

Attuale occupazione: agricoltore


Ciao Davide, la tua presenza nel mondo delle granfondo è ormai atavica e il tuo nome è scritto a caratteri cuneiformi negli Albi d'oro di quasi tutte le manifestazioni di inizio stagione. Infatti è solo in questo periodo che ti vediamo affiorare con spirito battagliero, per poi sparire nell'oblìo durante il resto della stagione. Chi è nell'ambiente da anni e ti conosce, sa perfettamente il motivo, mentre i "novelli" lo ignorano. Quale migliore occasione per spiegare chi è Davide Montanari.... il ciclista delle susine!

Innanzi tutto, ci racconti quando hai conosciuto la bicicletta e cosa ti ha portato a praticare il ciclismo?
Mio papà era, e lo è ancora, un appassionato (organizziamo una manifestazione di ciclocross e MTB tutti gli anni l'8 dicembre a casa nostra), poi andavo a vedere mio fratello - che ha 6 anni più di me - alle gare, e lì mi sono appassionato. Aveva uno stile inconfondibile; sempre in fuga, sempre all'attacco... e gli altri vincevano, perchè non era veloce, ma vederlo era bellissimo....
Quando ho avuto l'età ho lasciato il calcio e ho iniziato come esordiente.

Una carriera di tutto rispetto fino ai dilettanti. E poi? Niente professionismo, come mai?
Escluso da esordiente, ho sempre vinto tutti gli anni, anche i primi anni da dilettante! I migliori sono stati comunque gli ultimi, quando ho vinto gare internazionali come il "Matteotti", davanti a Bettini e a Ponsacco, la prova a crono e classifica finale. Poi 2° al Liberazione a Roma (quell'anno fu open!).
Non sono mai passato pro perchè cercavo una squadra  dove il mio lavoro per gli altri sarebbe stato apprezzato (non vincevo in salita e non ero un velocista, ma mi difendevo in gare selettive; il tipico passistone). Forse sarei stato un gregario che avrebbe saputo fare il proprio dovere.
Ho subito "rifiutato" offerte da piccole squadre, sposando l'idea di passare in blocco con tutta la mia squadra, progetto poi fallito. A quel punto demotivato, e non volendo andare a bussare a nessuna porta, mi sono dato alla MTB e in seguito alle gran fondo.

Cosa ti ha spinto nel mondo delle granfondo?
Avevo partecipato a qualche GF in MTB con la Mapei e mi erano piaciute. La MTB Cross Country non faceva per me con quelle partenze troppo veloci. L'anno dopo ho deciso di iscrivermi alla Nuova Corti e così ho iniziato a partecipare alle granfondo, perchè avevo voglia di gareggiare.

Qualche anno alla Nuova Corti e poi all'Emporio Bici Max al quale sei ormai affezionato. Cosa trovi in questa squadra?
Serenità e amicizia: tutto il resto viene da solo. Nel 2006 mi sono trasferito al Max team, dove Massimo Iori mi dà la possibilità di gareggiare con il ciclocross e con le granfondo quando voglio e dove voglio, inoltre il negozio Emporio Bici è a 10 km da casa mia. In più i miei amici sono con me e così, anche durante le trasferte, siamo insieme. Ci conosciamo da tempo e scherziamo l'uno con l'altro e, come si dice, abbiamo fatto gruppo!

Dicevamo... ti vediamo nella prima parte della stagione e poi sparisci. Ci spieghi il perchè?
La frutta mi attende o meglio, ogni anno lo spero! Come ho detto sono contadino. Nell'azienda di famiglia produciamo frutta: ciliegie, susine, pere e vite x il Lambrusco; tutti prodotti tipici della mia zona. Per questo ogni anno a maggio abbandono completamente la bici per dedicarmi "in toto" alla mia campagna; la frutta non conosce domenica o festivi....quando è ora, bisogna raccoglierla. La mia azienda è la tipica impresa a conduzione famigliare e se dovessi prendere degli operai al mio posto, mi mangerei tutto il guadagno per pagare il loro stipendio. Purtroppo il nostro settore è decisamente messo male; si guadagna la giornata, quando ti va bene, e non guardi le ore che lavori....

E' ben famosa nel modenese la festa che organizzi in inverno nella tua azienda. Ci ricordi bene di cosa si tratta?
Tutti gli anni l'8 dicembre (quest'anno è stata la 18a edizione) io, mio padre e alcuni amici che ci aiutano, organizziamo una gara di ciclocross, una di MTB, più una podistica di 10 km e una gara di handybike. Alla fine la festa prevede un ristoro gratuito per tutti con tigelle e il mio Lambrusco (alla faccia di quelle granfondo che fanno pagare oltre 50€ di iscrizione). A casa mia pagano 1€ i podisti, 10 i ciclisti e gratis le handybike. E poi prosciutti ai primi classificati e un premio tipo pacco gara per tutti i partecipanti. Una bella festa di sport.

Veniamo ora al personale. C'è una signora Montanari? E l'erede?
Sì c'è Ilaria. Siamo sposati dal '99 e abbiamo 2 figli: Veronica che ha 10 anni e Simone che ne ha 8.

La famiglia cosa ne pensa del tuo peregrinare in bicicletta? Ti sostengono o dai loro fastidio?
Ci convivono. E' la normalità. Mi sostengono quando possono alle gare (i miei figli nuotano e qualche fine settimana anche loro gareggiano) e sono i miei primi tifosi. Io ho sempre pedalato e gareggiato, quindi è una cosa normale per tutti noi.

Siamo quasi giunti alla fine. Ultime due domande di rito. Un sogno atletico nel cassetto?
Non ne ho uno in particolare, ma vorrei partecipare ad una maratona.... però a piedi, quelle da 42.190 m per intenderci...

E uno personale?
Riguarda il lavoro: spero che nel nostro settore (l'agricoltura) le cose vadano meglio e che ci possa essere un po' più di tranquillità per tutti. Alla fine chi lavora e fa fatica non guadagna, mentre chi va a comperare la frutta al dettaglio la vede trattata male e a prezzi almeno 3 volte superiori di quanto viene pagata a me! Credo che ci sia qualche cosa che non va!

Grazie e in bocca al lupo per tutto.

Enrico Cavallini

(29 marzo 2011)

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