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Appunti di viaggio Europa Tour 2013   
Inserito il 20 gennaio 2013 alle 18:48:38 da enrico. - Letto: (3172)

Giancarlo Vagnini alla ricerca del Guinness

Una nuova sfida per il randonneur cervese, che si prepara a vivere tre mesi intensi: il record da stabilire sarà percorrere in bicicletta ben 15.000 km, attraverso 14 Stati, senza mai fermarsi. Partenza prevista il 7 aprile 2013, in concomitanza con il via alla Granfondo del Sale. Cercasi volontari per la creazione dell'equipaggio di supporto.

 

Il cervese Giancarlo Vagnini pedalerà senza pause per 15.000 chilometri

 (a cura di Andrea "Pelo" Di Giorgio dalla redazione di INBICI)

20 gennaio 2013 - Chilometri nell’ombra, tanti, tantissimi, a tal punto che sarebbe difficile e stancante solo a leggere la cifra.

Giancarlo Vagnini, lontano dagli occhi dei più, lontano dalla ribalta, pedala per un piacere personale, per regalarsi grandi emozioni attraverso sfide personali, sfide che dovrebbero essere, di diritto, degne di nota in qualsiasi rotocalco/testata sportiva che si rispetti ma che, ahimè, per la nicchia sportiva che occupano, solitamente non vengono prese in considerazione.

Nasce a Cervia il 5 febbraio 1954, sportivamente parlando comincia con il pattinaggio a rotelle, praticandolo con un certo impegno e raggiungendo livelli di tutto rispetto. La successiva esperienza con la corsa a piedi non gli dà particolari soddisfazioni, ma gli è utile per quella che sarà la sua temporanea carriera di arbitro di calcio, durante la quale arriverà ad arbitrare quella che oggi è l’Eccellenza e soprattutto gli sarà utile, fisicamente, per sfogare la sua passione per il tennis da tavolo, sport che lo rapisce, ma che gli creerà seri problemi ad entrambi i menischi.

All’età 32 anni, abbraccia il mondo del ciclismo, vestendo i panni della società sportiva G.C. Polisportiva 2000 Cervia (che tutt’ora lo accompagnano) con la quale si avventura nel mondo delle mediofondo, prima, e granfondo, poi.

La bici diventa ben presto una passione, una sana passione e ne vive le soddisfazioni nel riuscire a raggiungere i traguardi che si prefigge, spostando, man mano, l’asticella più in alto.

Traguardi personali legati ai km, alla difficoltà dei percorsi, ai risultati personali e slegati da quello che è il classico piazzamento all’arrivo.

Sentirsi appagato per aver dato il massimo è la sensazione regina: le emozioni che ne scaturiscono sono quelle che trainano ed indicano la strada da seguire a Giancarlo che, nel giro breve, comincia a cambiare i metodi di allenamento, seguendo maggiormente il suo istinto che lo porta a respirare la libertà.

Diminuiscono gli allenamenti imposti, tecnici, spesso non fatti neanche bene, forse perché rappresentano un confine da rispettare, lasciando, nel contempo, spazio a quelli dettati dalla sensazione che scaturisce dal proprio corpo, sempre impegnativi e difficili, ma con il valore aggiunto di un appagamento mentale.

C’è un'altra aria da respirare nella quale si amplificano i sensi, si vive una libertà diversa, la vista viene proiettata oltre la coltre dei ciclisti delle granfondo che ti avvolge, a volte ingabbia.

È così che inizia ad aver necessità di spazio attorno, che il gruppo, che fino ad allora era protagonista delle sue uscite ciclistiche, comincia a stargli stretto ed è così che i metri di distanza dalla ruota davanti si tramutano in una cosa positiva e smettono di rappresentare una fatica maggiore per la sua prova.

Il ciclismo diventa ancora più il “suo” ciclismo, lui e la sua sfida, lui e la sua bicicletta, sempre pronto a fare km dopo km da solo o in buona compagnia, sempre pronto a complimentarsi con “l’avversario” che ha concluso prima di lui, senza invidie, ma con rispetto, sempre pronto a chiacchierare e condividere emozioni con chi, al contrario, va più piano, senza mai far pesare la cosa.

Vive i paesaggi nei più piccoli particolari, fiero di se stesso per la forza che, andando oltre la fatica, permette alle sue gambe di portarlo in giro per il mondo.

“La bicicletta è una maestra di vita che parla molte lingue diverse, il tempo l’unico strumento per ascoltare e per capire quello che desidera comunicarti”, il motto di Giancarlo.

È talmente tanto il feeling che ha con il proprio mezzo tecnico, che dal 2002 diventa una guida-turistica, mettendo la sua esperienza a disposizione del turismo cervese. Nel contempo Giancarlo - non poteva essere diversamente - diventa randonneur, cancellando definitivamente ogni tipo di confine kilometrico.

Iniziano le sfide in tappa unica, quelle che gli permetteranno di abbattere i muri dei 300, 400, 600 km e oltre, arrivando fino agli oltre 1236 km della rinomatissima Parigi-Brest-Parigi che conclude per ben 3 volte negli anni 2003/2007/2011, transitando anche per lo splendido Giro di Sicilia no stop con i suoi impegnativi 1019 km percorsi e conclusi sia nel 2006 che, recentemente, nel 2012.

Sarà tuttavia il 2013, l’anno destinato a lasciare il grande segno nella “carriera” ciclistica del randonneur cervese.

Il regalo per i suoi prossimi 60 anni, che non sembrano neanche essere passati su di lui, non poteva che essere quello: il grande sogno, il grande progetto che si era prefissato dopo aver conosciuto un randonneur proveniente dalla Germania.

Quattordici Stati europei sotto le ruote della sua bicicletta, tre mesi di costante pedalata senza giorni di riposo, 166 km di media giornaliera che porteranno il ciclista cervese a percorrere oltre 15.000 km a cavallo della sua fida Olmo.

Il 7 Aprile 2013 da Cervia, in concomitanza con la granfondo del Sale, la partenza ufficiale per la grande sfida.

Prima ad essere percorsa la nostra penisola, Sicilia compresa, che verrà abbandonata solo dopo la visita al Santo Padre.

La Costa Azzurra - dove Giancarlo si cimenterà in un giro di pista del famoso circuito monegasco di F1 - sarà il proseguo verso un tragitto già stabilito. Al seguito del pedalatore cervese, un equipaggio di assistenza a bordo di un camper nel quale sarà stivato tutto il necessario per affrontare tutte le evenienze che potrebbero presentarsi nei tre mesi di “passeggiata” e che fungerà come base e punto di riferimento per l’atleta.

Tre gli uomini di equipaggio previsti (ad oggi i 2/3 dell’equipaggio è già stato confermato) che, oltre alla guida del mezzo, si occuperanno di tutto quello che è il reparto tecnologico, meccanica, telefonia, collegamenti internet, navigazione satellitare, mappe stradali, public relations, misurazione parametri medici corporei e massaggi.

Per informazioni maggiori, per supportare Giancarlo, proporsi come membro dell’equipaggio o, ancora, seguire quest’impresa che porterà il coriaceo atleta, qualora la terminasse, a conquistare un World record da Guinness (sono già in corso le pratiche burocratiche che andranno a stabilire la validità del primato), gli interessati potranno scrivere a vaglo54@aliceposta.it.

Un uomo, la sua bici, le sue sfide, le sue emozioni: è nell’ombra che si celano i grandi campioni.

 

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