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Inserito il 14 marzo 2011 alle 19:54:19 da Enrico Cavallini. - Letto: (3615)

Federico Incardona - Sognando i pro

Un passato da atleta completo dal nuoto, al triathlon per fermarsi al ciclismo. Un'esperienza, anche gloriosa, tra i dilettanti e ora, tra una granfondo e l'altra, spera di riuscire a fare il salto nei pro. Nel frattempo si occupa di amministrazione e gestione degli immobili.

di Enrico Cavallini (foto Enrico Cavallini e Federico Incardona)

 

Federico Incardona

Nato a: Milano

Il:
24 maggio 1985

Residente a:  Pioltello (MI)

Squadre:
2006 - U23 - Cicli Preda
2007 - U23 - Eurobike
2008/2009 - U23 - Team Schivardi Boltiere Fiorenzo Magni
2010 - U23 - Team Aurora Named M.I. Impianti
2011 - MG - TEAM X-BIONIC

Attuale occupazione:
amministrazione e gestione di immobili


Ciao Federico, un passato da vero sportivo il tuo. Quattro anni di nuoto agonistico in tenera età, tre anni di triathlon con ottimi risultati, un anno di Cross Country, cinque anni di ciclismo dilettantistico segnato anche da una vittoria e alcuni piazzamenti di tutto rispetto.

Sono curioso. Prima il nuoto, poi il triathlon, quindi il ciclismo; un'evoluzione che non andrebbe neanche spiegata, invece raccontaci un po' come mai questa scelta, soprattutto perchè hai abbandonato il triathlon, nel quale hai ottenuto ottimi risultati?
Il nuoto mi ha permesso di svilupparmi fisicamente e atleticamente, ma la bici è stata sempre la mia passione sin da bambino; così mi sono detto perchè non unire il lavoro che avevo svolto fino ad allora in piscina e la bicicletta? Il triathlon è stata una vera scoperta, mi ha regalato grandi soddisfazioni e un'esperienza atletica davvero completa. Come ho detto prima, però, la bici era comunque la disciplina che più preferivo e complice anche un piccolo problema al ginocchio che non mi permetteva di correre a piedi come volevo, ho deciso di specializzarmi nel ciclismo.

Come mai, dopo i cinque anni di dilettantismo, non ti è riuscito il salto nei pro? Ci speri ancora?
La mia avventura nel ciclismo agonistico è iniziata molto tardi, a 20 anni. Basti pensare che quando ho cominciato c'era chi correva già da 10 anni! Nonostante questo mi sono trovato subito bene e al secondo anno di dilettantismo è arrivata anche una vittoria. Passare professionista non è per niente facile, serve una grande maturità fisica e nel mio caso sono convinto di non aver ancora tirato fuori tutte le mie potenzialità. E' per questo motivo che presto affiderò la mia preparazione fisica a Luca Guercilena: lui mi mostrerà che cosa significa allenarsi con metodo scientifico e cercare di raggiungere un obiettivo in cui credo fortemente: il passaggio al professionismo.

Veniamo al TEAM X-BIONIC. Da quest'anno Luigi Isola & CO. hanno deciso di mettersi in evidenza nel mondo delle granfondo con la squadra della quale tu fai parte insieme al compagno Giuseppe. Come ti trovi con loro?
Luigi lo conosco dal 2007, me lo ha presentato un amico e massaggiatore di esperienza come Eugenio Viganò. Con loro mi trovo benissimo e spero di onorare al meglio la maglia che vesto. Poi ho un compagno di squadra, Giuseppe, che ha grandi doti da scalatore e sono convinto che, nelle corse più impegnative, saprà fare la differenza.

Veniamo al personale. Come occupi la tua giornata, o meglio, come ti "guadagni la pagnotta quotidiana"?
L' allenamento occupa una parte importante della giornata e non può che essere così se si vuole lottare per la vittoria. Nel resto della giornata mi occupo di amministrazione e gestione di immobili, un campo che nonostante la crisi riveste sempre un grande valore.

Quali sono i tuoi obiettivi sportivi?
Quest' anno vorrei far valere l' esperienza nel dilettantismo e vincere 2 granfondo. In questo modo spero di farmi notare dai tecnici della massima categoria e approdare così a quello che per me è un sogno, il professionismo.

E quali quelli personali?
Oltre allo sport bisogna comunque pensare al proprio futuro perchè la carriera di uno sportivo finisce relativamente presto:per questo un domani mi piacerebbe mettermi in proprio e aprire un'attività. L' importante è sapersi mettere in gioco e avere voglia di iniziare sempre nuove sfide.

Grazie per la collaborazione
In bocca al lupo per questa nuova esperienza

(14 marzo 2011)

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