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Inserito il 05 dicembre 2012 alle 23:09:55 da Avv. Emiliano Borgna. - Letto: (3405)

La WADA, il referente mondiale della lotta al doping

Sentiamo parlare molto spesso dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA-AMA) che rappresenta sia per le federazioni sportive internazionali che per i comitati olimpici il massimo referente a livello mondiale per la lotta al doping.

(a cura dello Studio Legale Borgna)

A livello generale è possibile affermare che esso rappresenta appunto l’organo di riferimento a livello mondiale mentre a livello nazionale opera, sul nostro territorio, il CONI, recependo le indicazioni della WADA e applicandole uniformemente a tutte le federazioni associate.

La costituzione della WADA avvenne a Losanna nella prima conferenza mondiale sul doping promossa dal CIO, un organo sportivo internazionale.

L’Agenzia venne fondata nel 1999 ed ai suoi indirizzi dovettero uniformarsi sia il CIO stesso, che le federazioni internazionali, che le federazioni sportive nazionali dei singoli paesi.

Ciò non avvenne in modo automatico ma progressivo ed in particolare tale procedimento fu attuato nel 2003 durante la conferenza mondiale antidoping laddove fu sottoscritta la Dichiarazione di Copenaghen e venne approvato il Primo Codice Mondiale Antidoping (detto anche Codice WADA).

Tale codice rappresenta il documento fondamentale della lotta al doping a livello mondiale disponendo conseguentemente un obbligo di applicazione a carico di tutti i soggetti firmatari; in Italia è stato recepito integralmente dal Regolamento antidoping del CONI con delibera datata 30 giugno 2005.

E’ doveroso ricordare che con tale importantissima riforma fu modificata anche la regolamentazione del procedimento disciplinare sportivo in materia di doping.

La competenza è ora infatti del Tribunale Nazionale Antidoping (TNA) per tutte le federazioni sportive nazionali in primo grado mentre il Giudice di appello, in secondo grado, è il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), con sede a Losanna.

Tornando alla WADA è doveroso specificare che il suo funzionamento, la struttura, i propri obbiettivi e poteri, sono specificati e disciplinati dalla Statuto (Constitutive Instrument of Foundation), che è composto da 19 articoli.

La “direzione” dell’Agenzia, ai sensi dell’art. 6 del suindicato statuto, è affidata ad un “ Foundation Board” o Consiglio di Fondazione, composto da 10 membri (il numero può variare ed essere aumentato fino al massimo di 40 elementi) con derivazione sia olimpica che governativa.

Il Consiglio ha poteri molto estesi, operando come organo regolante di tutta l’organizzazione nel suo complesso e le decisioni vengono assunte a maggioranza assoluta dei componenti.

Altro organo di rilevanza della WADA è il Comitato Esecutivo che è competente a statuire su tutte le questioni relative all’amministrazione della fondazione (qualora però non siano specificamente riservate dallo statuto al Consiglio stesso).

Altra peculiarità riguarda il potere di istituire commissioni ad hoc su specifiche e peculiari materie (es. Comitato ricerca medica e salute).

Ogni cinque anni l’Agenzia predispone un piano degli obbiettivi che la stessa si prefigge di raggiungere che è denominato “Strategic Plan”.

Il lavoro della Fondazione genericamente è indirizzato al raggiungimento dei seguenti obbiettivi:

  • la promozione ed il coordinamento della lotta al doping, in tutte le sue forme, a livello internazionale, anche al di fuori della competizione, cooperando sia con gli organi sportivi che con quelli governativi;
  • il rafforzamento a livello internazionale dei principi etici di una pratica sportiva libera dal doping, al fine di contribuire a tutelare la salute degli atleti;
  • la pubblicazione annuale di una lista contenente le sostanze ed i metodi vietati;
  • l’incoraggiamento ed il coordinamento, assieme ai soggetti pubblici e privati interessati, dei controlli antidoping a sorpresa, creando un laboratorio di riferimento ed una procedura di omologazione per i laboratori accreditati;
  • la promozione di una disciplina armonizzata riguardante le procedure disciplinari e le sanzioni da irrogare agli atleti, nel rispetto dei loro diritti;
  • l’elaborazione di campagne di istruzione e prevenzione, a livello internazionale, sulla lotta al doping;
  • la promozione e il coordinamento della ricerca contro il doping nello sport.

Questi i tratti essenziali di questo importante e molto spesso nominato strumento della lotta mondiale al doping che ci auguriamo possano essere utili al profano ciclista che desidera documentarsi riguardo alla tutela della salute e alla repressione del fenomeno doping.


5 dicembre 2012

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