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sabato 17 novembre 2018
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Sezione delle cicloturistiche storiche    
Inserito il 19 settembre 2012 alle 17:31:10 da Enrico Cavallini. - Letto: (4443)

Luciano Berruti - L'icona del ciclismo eroico

E’ per noi tutti un riferimento, è l’icona del ciclismo Eroico , è stato il primo a ricalcare le gesta dei giganti della strada, tutti lo salutano e lui saluta tutti, è gentile, disponibile, preparato simpatico, e allora andiamo a conoscerlo da vicino questo simpatico e singolare personaggio

di Alessio Berti - per concessione del sito Bici d'Epoca (www.bicidepoca.com)

 

 

 
Si chiama Luciano Berruti: nato a Cosseria in provincia di Savona il 25.novembre del 1943.  Attualmente vive a Cosseria, è sposato con Zofia Ha due figli,Leszek e Jacek di 41 e 33 anni.
 

 
Luciano Berruti con Alessio Berti
 
E’ stato anche lei bambino signor Luciano?
 
Certo che si, ero vivacissimo, sempre in movimento. Vivevo in campagna ed ero costantemente all'aperto a contatto con la natura. Mi piaceva costruire ogni tipo di oggetto, ero molto creativo e me la cavavo bene. Una volta feci pure un aereo che poggiava su degli sci da usare come slittino e una barchetta in bottiglia. Provengo da una famiglia umile, giochi non ne avevamo, bisognava sempre inventarci qualcosa. Mi piaceva a molto anche arrampicarmi sugli alberi e disegnare. A scuola spesso ero messo in castigo perché non riuscivo proprio a stare fermo.
 
Lei è un simbolo nel mondo del ciclismo d’epoca, un punto di riferimento, c’è stato un simbolo un punto di riferimento per lei?
 
Si certo Petit Breton è il personaggio dal quale sono maggiormente affascinato. La sua storia ha dell'incredibile. Sono venuto a conoscenza di diversi eventi della sua vita che mi hanno appassionato moltissimo. Innanzitutto lui era una persona molto intraprendente ed all'avanguardia, era un tecnico, sperimentava nuove soluzioni. Addirittura perse un giro d'Italia per un guasto al suo prototipo di "cambio". Per questa cosi scrisse persino una lettera di scuse specificando che il mozzo che si era rotto era stato montato su suo specifica richiesta e che la bici andava benissimo (all'epoca correva per la Fiat). Tentò con successo l'assalto al record dell'ora e la sua carriera fu interrotta dalla prima guerra mondiale. Morì ne '17 sul fronte tedesco pare in un incidente tra camion militari.
 
  
Quando è cominciata e come, la sua passione per il ciclismo eroico?
 
Nel '95 feci una cronoscalata qui vicino a casa con una vecchia Bianchi modello Parigi Roubaix degli anni '50, volevo dimostrare che la differenza la fanno gli uomini, non le biciclette. Fu divertente, arrivai 2° perchè dove spianava la salita non riuscii a cambiare ed a rilanciare l'azione, all'epoca non ero ancora tanto padrone di certe tecniche. In seguito mi presentai anche ad una corsa in linea ma i giudici non mi fecero partire perchè dissero che con quel mezzo prendevo in giro gli altri partecipanti, ma di sicuro non era quella la mia intenzione. Qualche tempo più tardi ebbi la notizia che in terra Toscana si svolgeva una corsa su Strade Bianche su bici d'epoca, era l'Eroica. Nacque subito un amore disarmante, il resto ormai è storia risaputa.
 
Ci racconti un po’ del suo museo, come è nata l’idea, dove si trova, cosa c’è di particolare da visitare, insomma mi descriva un po’ quello che ritiene che la gente dovrebbe sapere di questo museo.
 
Spinto da una forte passione, iniziai a collezionare e restaurare un bel po' di bici e materiare d'epoca, compresi abbigliamento ed accessori vari. Un bel giorno la Sig Luisa Bianchi organizzatrice del 'ex circuito di Granfondo Aliparma che si disputava sulla riviera del ponente Ligure, mi chiese di venire ad esporre un po' dei miei "pezzi" nel villaggio di partenza. Fu subito un grande successo tra gli appassionati ed i turisti che arrivavano in Liguria. In seguito fui invitato in vari posti in tutta Italia a contorno di manifestazioni o gare ciclistiche sempre riscuotendo riconoscimenti ovunque mi recassi. Pian piano prese corpo l'idea di istituire un museo permanente nel mio paese natale. qualche anno fa, grazie alle sinergie tra l'amministrazione Comunale ed alla Regione, si sono trovati gli spazi ed i fondi per allestire il nostro Museo della Bicicletta qui a Cosseria in loc. Bosi. A tal proposito ne approfitto subito e vi comunico che è da poco online il nostro sito, http://www.veloretro.it/ visitatelo e fateci avere le vostre opinioni.
 
Quali sono le manifestazioni più belle che ha fatto in bici d’epoca e con quale mezzo?
 
Senza dubbio l'Eroica e La Polverosa qui in Italia, e l'Historique in Francia.
 
Sappiamo che lei ricalca le gesta dei giganti della strada nelle varie manifestazioni del ciclismo storico, tipo L’Eroica, una volta Aucouturier le Terrible, un'altra volta Pellissier
 
Si mi è capitato di ricalcare alcuni eroi del passato, ma più che altro è il mio amico Ermes a scegliersi i personaggi ed "riprodurli a puntino", comunque qualcosina in occasioni particolari ho fatto anch'io
 
Cosa vorrebbe dire a tutti gli appassionati?
 
Mi rivolgo soprattutto a i giovani che vogliono veramente “assaporare” l'essenza del ciclismo eroico, prendete delle bici vecchie con i loro rapporti originali, macinate dei chilometri senza supporto e senza assistenza, mangiando e bevendo cosa trovate lungo il vostro percorso. Questo era la normalità per i pionieri del ciclismo, solo provando sulla propria pelle tutto ciò, potrete veramente capire quello che era il ciclismo degli “eroi” del passato.
 

(settembre 2012)


 

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