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Inserito il 04 settembre 2012 alle 23:14:54 da dott. Paolo Forno. - Letto: (3825)

Portare le misure dalla bici vecchia a quella nuova

La portabilità delle misure tra la vecchia specialissima e la bicicletta nuova fiammante appena acquistata, sembrerebbe un'operazione semplice, ma può nascondere numerose insidie capaci di creare molti fastidi al nostro fisico.

ott. Paolo Forno
Il dott. Paolo Forno, è laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Torino, ha conseguito il diploma interuniversitario europeo (I.S.E.F. Torino, Facoltà di Scienza dello Sport di Lione, Scuola Federale dello Sport di Macolin, Università di Losanna) sulla Preparazione Fisica negli Sport di squadra e il diploma D.O. di osteopata presso una scuola affiliata al Roi.
Svolge l’attività di preparatore atletico ed osteopata presso il suo studio a Biella, oltre a partecipare come relatore o docente a convegni e corsi sulla teoria dell’allenamento e sull’alimentazione.

Nell’articolo precedente, abbiamo visto le conseguenze sul nostro corpo a causa di una posizione scorretta sulla bicicletta.

Succede spesso che il ciclista, avendo acquistato una bicicletta nuova, riporti su di essa le misure presenti su quella vecchia, sulla quale si trovava magari completamente a proprio agio.

Sembrerebbe la cosa più banale e immediata, ma quasi mai è così.

Da un modello all’altro, anche della stessa marca produttrice, ci possono essere delle differenze negli angoli del telaio, che possono variare la posizione sul mezzo.

Negli ultimi anni poi si usano delle biciclette piuttosto “piccole”, cioè con un telaio con un triangolo molto ristretto anche in seguito allo sloping più o meno pronunciato del tubo orizzontale.

Ciò determina una maggiore compattezza della bicicletta, riducendo eventuali flessioni del telaio per capitalizzare al massimo l’energia trasmessa sui pedali.

Per compensare si usano dei cannotti reggisella molto pronunciati e a volte anche una pipa del manubrio piuttosto lunga.

Questo fa si che ci voglia una certa “inventiva” per sistemare correttamente il ciclista sulla bicicletta che a prima vista, sembrerebbe troppo piccola rispetto al suo proprietario.

Sarà importante, quindi ritrovare la corretta ergonomia sul mezzo, che pur essendo una “macchina” da corsa, deve assolutamente evitare di sottoporre ad eccessive sollecitazioni il fisico del ciclista per non incorrere in alcuni degli inconvenienti visti nell’articolo del mese scorso.

Si può capire che riportare le misure della precedente bicicletta non sia la soluzione ottimale, anche se la bici era piuttosto recente e della stessa marca.

Peggio ancora, quando si vuole riportare le misure della bicicletta da strada sulla mtb o viceversa. Qui ci troviamo su due mezzi diversi, come se si trattasse di una moto da strada ed una da cross: sono sempre due moto, ma con peculiarità e posizione di guida notevolmente diverse. Stessa cosa per le bici.

Non incorriamo quindi, magari per risparmiare qualche decina di euro sul test biomeccanico, nell’errore di uniformare le varie biciclette a nostra disposizione sulle stesse misure, perché questo potremmo pagarlo poi con prestazioni non all’altezza delle aspettative o peggio ancora in fastidi fisici e dolori vari.

Come succede col vino, attenzione a fare i travasi, perché se non si è competenti, si rischia che il vino d’annata, diventi più simile all’aceto……

(4 settembre 2012)

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