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Inserito il 22 febbraio 2011 alle 01:18:12 da Enrico Cavallini. - Letto: (6452)

Andrea Natali - Benzinaio bergamasco

Salito in bicicletta in giovane età per perdere peso, si innamora della bici e dà inizio ad una lunga carriera tra attività giovanile, dilettantismo, sino a sfiorare il professionismo. Oggi lavora part-time come benzinaio e sogna una famiglia e dei bambini con la sua Tania, ma anche centrare la "sua" GF Felice Gimondi.

di Enrico Cavallini (foto Andrea Natali)

 

Andrea Natali

Nato a: Bergamo

Il:
4 giugno 1981

Residente a:  Ranica (BG)

Squadre:
1998-99 Juniores Almenno irn
1999-01 Dilettante U.C.Bagnatica
2001-02 Dilettante Team Aurora Named
2002-03 Dilettante Pragma pubblicit`-Bagnatica
2003-04 Dilettante U.C.Bergamasca 1902
2004-05 Dilettante G.S.Parmense
2006-08 Team Orobica (granfondo)
2009-2010 Team Kuota Carimate (granfondo)

Attuale occupazione:
Benzinaio con contratto pomeridiano a part-time.


Ciao Andrea, due vittorie alla GF 3 Laghi-Carrera nel 2010 e nel 2009, più numerosi podi di tutto rispetto; dal 2009 fai parte dell'organico del Team Kuota Carimate, dopo una militanza nel Team Orobica (quello dei cambio ruota Shimano, per la cronaca), nel quale sei il capitano dopo l'abbandono di Podesta. Però di te non si sa molto in giro e ci piacerebbe conoscerti un po' meglio.

Partiamo dalla vita di tutti i giorni. Raccontaci un po'... cosa fai di mestiere?
Ciao Enrico! La mia giornata normale si svolge così: la mattinata dopo aver fatto colazione la dedico ai miei quotidiani allenamenti, nel pomeriggio lavoro part-time a 300 mt da casa presso una stazione di servizio.

Quanto tempo ti occupa la tua giornata lavorativa e come riesci a gestire gli allenamenti?
Beh,come già detto prima gli allenamenti li gestisco molto bene perchè sono ancora quasi solo un corridore; ho tutta la mattina libera e questo vuol dire molto! Considero ancora il ciclismo quasi come il mio lavoro. Nel pomeriggio lavoricchio. Sono molto fortunato perchè i miei titolari sanno quanto ci tengo e quanto do per la bicicletta così da essere comprensivi con me! Diciamo che mi lasciano orari flessibili e giorni liberi per stage di allenamento e corse, poi quando arriva l'inverno gli ritorno i favori che mi fanno, dando loro le giornate libere, se sono necessarie per la stazione di servizio.

A che età sei salito in bici e cosa ti ha portato a farlo?
Ho iniziato a conoscere e provare la bici all'età di 14 anni anche per perdere un po' di peso. Quando ero piccino avevo il vizio di mangiare molto e sedermi a giocare alla Playstation diventando così ero un po' cicciottello! Le gare ed il ciclismo in tv mi hanno sempre affascinato, così i miei cugini mi regalarono una vecchia bici da corsa del loro papà e da lì ho iniziato a prenderci gusto. Più avanti mia madre mi regalò una nuova bici da corsa più moderna e da lì la mia avventura è iniziata per arrivare fino ad oggi.

Hai svolto attività giovanile? Se sì, in quali categorie?
Ho iniziato a fare gare agonistiche solo da juniores; prima la bici era solo un diversivo e piano piano è diventata una grande passione e parte della mia vita quotidiana! Penso che più tardi inizi e più hai la voglia di continuare a lungo. Ho visto di persona alcune situazioni in cui i genitori forzavano alla bicicletta il loro figlio, pur consapevoli che il piccolo avrebbe desiderato praticare un altro sport. Per questo non è giusto. Credo che un bambino debba sentirsi dentro lo sport che vuole praticare e non deve essere una forzatura del genitore, appassionato di quel particolare sport.

Hai dei passati da elite o professionista? Se sì, in quali squadre? Con quali risultati?
Ho fatto gli ultimi tre anni da Elite prima di approdare al mondo delle granfondo. Ho avuto la fortuna di provare a fare qualche corsa con i professionisti tra cui il Gp Carnago con l'U.C.Bergamasca nel 2004. Posso dire che sono state grandi soddisfazioni correre in gruppo con gente del calibro di Garzelli e tanti altri. Purtroppo sono molto realista e devo dire che il professionismo è un mondo che non fa per tutti. Ci ho provato ma non faceva per me. Il mio limite era quello e quindi dopo un'altra stagione da Elite non ho più avuto la possibilità di ripetere l'esperienza. Mi rimarrà sempre una grande esperienza di vita e portare sempre con me tanti bei ricordi, ma anche amare delusioni! Ma la vita deve andare avanti.

Dal 2009 sei con il Team Kuota, come mai hai lasciato il Team Orobica?
Sì, dalla stagione 2009 sono approdato qui al team Kuota Carimate. Con il team Orobica ho passato tre belle stagioni vincendo subito il Trofeo Pegaso. Mi hanno dato la possibilità di correre ancora perchè ne avevo davvero ancora voglia, così Giancarlo Rinaldi mi ha dato la bici e i materiali e abbiamo iniziato. Poi dopo tre anni ho deciso io di cambiare e cercare un team vero e con compagni anche in corsa. Ho parlato con Gigi Meloni che ha creduto in me ed ora sono ancora qui. In Kuota si sta davvero bene perchè nessuno ha pretese di risultati e tutti siamo sereni. Oltre ad essere un gruppo amalgamato e unito, siamo anche amici fuori e questo lo ritengo importante. Se tutto gira bene nel gruppo, le cose arrivano molto facilmente e senza cercarle troppo. Naturalmente niente viene da niente!
Tengo anche a precisare la serietà e la correttezza del mio staff attuale del team. Se dicono qualcosa, sicuramente sarà come hanno detto. Questo e' importante per me: la serietà delle persone con cui si lavora. Ritengo che il Team Kuota Carimate sia la squadra più seria che abbia mai trovato in tutti questi anni di carriera agonistica. Purtroppo nel ciclismo di questi ultimi anni la gente seria ed onesta sta svanendo piano piano...

All'interno della tua squadra, per quanto riguarda i percorsi lunghi, sei ormai il capitano indiscusso. A quali obiettivi punterai in questa stagione?
Beh non mi sento di dire di essere il capitano. Credo che ognuno di noi sia un capitano! Sui lunghi sono sicuro che ci sarà anche il mio compagno di squadra Valsecchi. E'' giovane ma può fare bene anche lui! Riguardo a me, mi piacerebbe rivincere la Coppa Lombardia e magari, se ci sarà occasione, qualche corsa. So di aver lavorato bene sin dai primi giorni di novembre insieme al mio trainer Marco Pinotti quindi i risultati arriveranno sicuramente.

Passiamo al gossip... Ti vediamo spesso con la tua compagna di squadra Tatjana (Tanja) Kaliakina. Che rapporto c'è tra voi? Come coniugate l'attività ciclistica con quella sentimentale?
Ma io e Tania viviamo insieme sia in Italia che in Lituania. Ci alleniamo sempre insieme. Io cerco di insegnarle sempre di più e di darle consigli utili. Lei è giovane ma sa già molto perchè pedala da quando ha 12 anni.
Nella nostra vita c'è la stessa passione e credo che sia una grande cosa che ci permette ancora più di continuare a stare insieme. Tante volte le faccio mille raccomandazioni prima di partire in gara, di stare attenta e di non farsi male. Se ci sono cadute e non la vedo subito, penso male. Quando poi mi arriva vicina tutto torna alla normalità!

Non hai mai pensato di smettere di correre per te per aiutare lei?
Per adesso non penso a questo perchè la voglia per me è ancora tanta e credo che lei non vorrebbe che io facessi questo. L'anno scorso però' in una delle ultime corse, essendo io proprio in giornata nera, ho girato la bici e sono tornato ad aspettarla, riuscendo a salire sul terzo gradino del podio. E' stata una bella esperienza e penso che quando smetteremo la nostra attività penseremo prima di tutto ad una nostra famiglia e ad un futuro insieme, magari con dei bambini.

Siamo giunti all'ultima domanda. Il tuo più grande sogno nel cassetto?
Mah guarda Enrico, fino a quando ho sperato in un passaggio sicuro da professionista ho sempre sognato di vincere il Giro di Lombardia nella mia Bergamo. Adesso il professionismo e il "Lombardia" restano ormai due cose inarrivabili, ma nella mia Bergamo c'è la GF Felice Gimondi...

Ti ringrazio per la cortesia e ti faccio un grosso in bocca al lupo per la stagione.


(22 febbraio 2011)

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