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Inserito il 07 agosto 2012 alle 13:56:10 da dott. Paolo Forno. - Letto: (3134)

Tutti in sella in ferie, ma occhio alla posizione

Finalmente sono giunte le ferie e chi ha corso fino a ieri ha modo di riposarsi un po', mentre tanti sfrutteranno le vacanze estive per mettere qualche chilometro nelle gambe. Per i primi è una bella occasione per un “tagliando” della posizione, mentre per i secondi è bene che i tanti chilometri siano percorsi nella posizione ottimale, altrimenti rischiano delle infiammazioni che li terranno fermi.

ott. Paolo Forno
Il dott. Paolo Forno, è laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Torino, ha conseguito il diploma interuniversitario europeo (I.S.E.F. Torino, Facoltà di Scienza dello Sport di Lione, Scuola Federale dello Sport di Macolin, Università di Losanna) sulla Preparazione Fisica negli Sport di squadra e il diploma D.O. di osteopata presso una scuola affiliata al Roi.
Svolge l’attività di preparatore atletico ed osteopata presso il suo studio a Biella, oltre a partecipare come relatore o docente a convegni e corsi sulla teoria dell’allenamento e sull’alimentazione.

Grandi campioni si affidano al dott. Forno

Negli articoli dei mesi precedenti, abbiamo visto come poter sistemare nel modo ottimale il nostro ciclista sulla bicicletta.

Riassumiamo quali possono essere le conseguenze sul nostro corpo a causa di una posizione scorretta nella pedalata.

Se la sella è troppo alta rispetto al manubrio, il ciclista per vedere la strada davanti a se, sarà costretto a inarcare la colonna vertebrale a livello cervicale, accentuando la fisiologica lordosi. Questo crea disagio e conseguente contrattura della muscolatura cervicale con dolori e limitazione del movimento.

Le spalle possono essere interessate da problemi se ad esempio la sella è troppo inclinata con la punta verso il basso: ciò costringe le braccia e le spalle a un lavoro di opposizione allo scivolamento in avanti del corpo, evidenziato maggiormente nei tratti in discesa. Il problema poi si dirama nella parte alta della schiena (trapezio).

L’area anatomica in questione, è molto stressata anche quando la sella è notevolmente arretrata rispetto al reggisella. Questo crea un sovraccarico nella zona cervicale e delle spalle, sottoposte a un’eccessiva sollecitazione a causa della posizione innaturale e molto stressante.

Se poi il manubrio non è ruotato in modo da ottenere la corretta ergonomia dell’impugnatura, si può arrecare notevole stress a livello tendineo del polso che durante la pedalata potrebbe manifestarsi con del formicolio alle dita delle mani e senso di fastidio.

Anche una posizione col busto troppo verticale, oltre a compromettere la prestazione, in quanto riduce l’aerodinamicità, crea problemi perché i carichi vengono trasmessi longitudinalmente e non perpendicolarmente alla colonna vertebrale, favorendo un notevole stress a livello dei dischi intervertebrali.

Se invece la posizione è troppo raccolta, si può verificare una sofferenza della parte bassa della schiena a causa dell’eccessiva inversione della curva lombare e un notevole carico all’articolazione coxo-femorale.

Se la sella è troppo alta, abbiamo invece un eccessivo carico a livello delle anche e della zona lombare, che ad ogni pedalata viene “stirata” verso il basso.

Le ginocchia sono uno “snodo” molto importante nella cinematica della pedalata e risentono molto della posizione della sella.

Se questa è troppo bassa o troppa avanti aumenta esponenzialmente il sovraccarico a livello dell’articolazione femoro-rotulea con notevole sforzo di frizione (attrito dinamico) tra il tendine rotuleo e la rotula.

Altro problema quando l’articolazione del ginocchio non lavora in asse rispetto alla caviglia, con conseguente mal scorrimento del tendine rotuleo nei condili femorali e rispetto alla rotula che lo ricopre.

Per ultimo le tacchette: la loro regolazione è molto importante perché vincolando il piede, se questo è costretto in una posizione non fisiologica, si determinerà un notevole stress a livello tendineo che si ripercuote spesso anche sul ginocchio.

Da ciò si evince che chi si occupa di posizionare il ciclista correttamente in sella, dovrà valutare attentamente eventuali dismorfismi del soggetto, che proprio in seguito ai vincoli imposti anche dalle tacchette, potrebbero evidenziarsi e favorire dolori ed infiammazioni.

Quindi come ho già scritto nei numeri precedenti della rivista, rivolgetevi a professionisti che abbiano una cultura anatomico-funzionale approfondita, per evitare il rischio di “farci del male da soli” affidandosi a presunti esperti magari dal passato agonistico glorioso.

Da questa breve ma globale descrizione, che non vuole creare eccessivo allarmismo, ma rendere consapevoli i ciclisti dei possibili inconvenienti che potrebbero verificarsi, si capisce quanto sia importante essere posizionati in modo corretto sulla propria bicicletta per evitare il sorgere di dolori o patologie.

Per concludere, auguro a tutti di fare tanti bei giri o competizioni sull’amata bicicletta, ma oltre a privilegiare la ricerca spasmodica della prestazione, non dimenticatevi dell’importanza del corretto assetto in sella!!!

(7 agosto 2012)

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