Articoli 
mercoledė 23 ottobre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 06 luglio 2012 alle 10:53:04 da Enrico Cavallini. - Letto: (5700)

Niki Giussani - Il magazziniere che sognava di essere pro

Una gioventù passata in bicicletta. Otto anni da dilettante. Un contratto con la Mercatone Uno sfuggito per un pelo. Ora è impiegato come magazziniere in una tessitura, si allena dopo il lavoro ed è in attesa di diventare papà. Nel frattempo ha vinto la Granfondo Giordana, il Campionato Mondiale della salita e l'Europeo. E come tutti, sogna la salute e una vita felice.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Niki Giussani

Nato a Erba (Co) il 3 febbraio 1976
Residente a:
Carimate (Co)

Squadre e anno di competenza:
1983; Uc Costamasnaga fino alla categoria allievi
1994: Salus Seregno categoria Juniores
1996: Bici club azzurro
1998: SC Ceramiche Pagnoncelli (U23)
1999: Italfine (elite)
2000: L'Edile – Rosa Carni (elite)
2001: L'Edile Prefabbricati (elite)
2004: Team De Rosa (amatore)
2007-2012: Team Carimate Kuota (amatore)


Attuale occupazione: magazziniere
Titolo di studio: disegnatore meccanico
Attuale posizione RANG: 13

Ciao Niki,
una stagione da incorniciare questa del 2012. Due vittorie, due terzi posti, più un tot di piazzamenti nei primi dieci assoluti. Un medagliere che non è mai stato così pesante. Sono andato un po' indietro negli anni e, nonostante numerosi podi, due vittorie stagionali – di fondo - non le avevi mai collezionate. L'ultima è il percorso di mediofondo della Granfondo Giordana. In fuga fin dalle prime battute, il rientro sul fuggitivo Cunico e poi la vittoria. Balzando alle luci della ribalta non posso esimermi dal farti conoscere al grande pubblico.

Vediamo che non arrivi dal nulla, ma da una cospicua attività giovanile. Hai chiuso la carriera agonistica (quella vera) con otto anni da dilettante. Come mai non ti è riuscito il salto a pro?
Purtroppo, come ben sai, non è facile passare al professionismo. Mi sono visto sfuggire tra le mani un contratto con la Mercatone Uno per poco. E' mancato quel briciolo di fortuna necessario e, forse, una vittoria sfiorata più volte. Peccato!

Da sempre fai parte del Team Carimate. Partiti qualche anno fa con grande spirito agonistico, questo è andato via via scemando lasciandoti oggi come unica punta della squadra. E' stata una scelta o l'evolversi degli eventi?
No, dai! Nel team, capitani non ce ne sono. Siamo una squadra a cui piace divertirsi e se arrivano i risultati è un'ottima occasione in più per ritrovarsi al di fuori dell'ambito agonistico e fare festa. Questa è oggi la mia filosofia dopo tanti anni di vero ciclismo.

Ci spieghi in quattro righe in cosa consiste la tua attività lavorativa?
Lavoro in una tessitura vicino a casa, dove sono impiegato come magazziniere autista. Per mia fortuna è un lavoro abbastanza dinamico perché dopo tanti anni di bici non è facile passare la maggior parte della giornata chiuso in una ditta.

Sei sposato? Hai dei figli? Come riesci a coniugare la bicicletta con il lavoro e la famiglia?
Sono sposato da 5 anni con Stefania, e proprio questo mese arriverà la mia prima bimba, Giulia. Sono fortunato perché mia moglie è appassionata di ciclismo e mi segue tutte le domeniche, così riesco facilmente a coniugare bicicletta e famiglia; vedremo come sarà con la bimba in arrivo. Per quanto concerne il lavoro ci vuole davvero tanta passione e tanta grinta tornare a casa dopo nove ore di lavoro e prendere la bici per allenarsi. Alcune volte non è facile, ma per avere i risultati i sacrifici vanno fatti.

Sei quasi sempre nella testa della corsa e, spesso e volentieri, anche all'interno della fuga di giornata. Ora che hai 36 anni, reputi di andare più forte di quando eri dilettante, oppure il passo ai quei tempi era ben maggiore?
“Attaccare” è sempre stato il mio modo di correre; anche allora agivo cosi'. Il passo era sicuramente maggiore, ma purtroppo ho realizzato solo troppi piazzamenti. Ora da amatore la fatica è maggiore perché si deve conciliare lavoro con la bicicletta.

Ora è finita la maggior parte dei circuiti regionali. Quali sono i tuoi prossimi impegni ciclistici?
Per fine stagione non c'è un calendario prestabilito. Adesso si riposa in attesa della bimba e poi vedremo.

Raccontaci un po'... un sogno nel cassetto?
Il mio più grande sogno era quello di poter passare professionista. Tra gli amatori, se devo essere sincero, gli obiettivi che volevo raggiungere li ho raggiunti: la Granfondo Giordana, il Mondiale in salita, il titolo Europeo. Ora mi manca solo il titolo Italiano... e diventare papà.

Invece, il Niki Giussani uomo cosa si aspetta dalla vita di tutti i giorni?
Cosa mi aspetto dalla vita? Bella domanda! La cosa più importante sicuramente è la salute, perché senza quella non si va da nessuna parte. Intanto si lavora per poter crescere, e crescere, e crescere, nell'ambito professionale.


Ti ringrazio per la disponibilità.
Ti ringrazio anch'io per la disponibilità che mi hai dato per farmi conoscere meglio dall'appassionato amatore.

In bocca al lupo per le prossime gare.

enrico cavallini

 
(6 luglio 2012)

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!