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Inserito il 10 febbraio 2011 alle 08:31:24 da Enrico Cavallini. - Letto: (3668)

Enrico Peretti - Da agonista a randagio

Ha passato una vita sui campi di gara di numerosi sport, ma quando si è avvicinato alle randoneè, se ne è subito innamorato, spostando la competizione "ad personam" verso una competizione contro i propri limiti. Stradista, biker e organizzatore, Enrico tratta la bicicletta in ogni sua forma.

di Enrico Cavallini (foto Enrico Peretti)

Enrico Peretti

Nato a: Biella

Il:
7 febbraio 1960

Residente a:  Biella

Manifestazioni organizzate:
Granfondo MtB SerraBike 2011 7^ edizione
BiellaBikeFestival 2011 4^ edizione con
Campionato Europeo BikeTrial
CrossCountry dell’Orso 1^ edizione
Raduno MTB formula Randonnée
TourBlancRando 600km 2^ edizione
Randonnée dei santuari 4^ edizione

Attuale occupazione:
Studio Grafico/Pubblicitario, però vorrebbe occuparsi di più di marketing turistico/sportivo e organizzazione viaggi in bici.
Ciao Enrico,
senza tanti clamori, piano piano ti stai ritagliando uno spazio sempre più importante nel mondo delle randonneè, grazie all'organizzazione delle tue manifestazioni.
Sei un ciclista, amatore, di tutto rispetto. Granfondista, maestro di MTB, randonneur, tanto da avere preso parte alle tre più importanti Ultra Rando Europee: Parigi-Brest-Parigi (1250 km), Londra-Edinburgo-Londra 1400 km) e alla durissima 1001 Miglia (1600 km), completandole in tempi ragguardevoli.
Sei inoltre un appassionato organizzatore di eventi ciclistici, quali il Biella Bike Festival, la Granfondo MTB Serra Bike, e le randonnée “TourBlancRando” da 600km e quella dei Santuari di 200km.

Raccontaci brevemente la tua biografia ciclistica.
Sono sempre stato uno sportivo praticante appassionato di varie discipline (dalla vela allo skyalp). Tre le discipline da "agonista": pallavolo fino ai trentanni, poi tennista fino a che problemi a un tendine mi hanno dirottato sulla bicicletta che, già molto amata in gioventù, in poco tempo e divenuta una grande passione. Prima Granfondista su strada e MTB, poi Randonnèeur e “viaggiatore a pedali” mi piace organizzare viaggi in bici con gli amici, fra gli ultimi ricordo con grande piacere il Raid sulle montagne dell’Atlante in Marocco.

Quando e perchè ti sei avvicinato alle randonneè?
Mi sono avvicinato alle Rando perchè, affascinato dai racconti della PBP, mi sono messo in testa di provare a fare questi 1250km tutti d’un fiato e ho cominciato a fare i brevetti (200-300-400 e 600Km) necessari per iscriversi. Nel mentre mi sono accorto che l'ambiente rando, più genuino e meno stressante delle Granfondo, mi faceva gustare di più la bicicletta anche come scoperta e viaggio.  Infatti, pur non disdegnando la voglia di sfida è possibile competere, a volte contro i propri limiti, senza eccedere nell'esasperazione che non si concilia, a mia avviso, con una sana pratica amatoriale.

Chi ti ha spinto a prepararti e a partecipare alla Parigi-Brest-Parigi, la mamma delle randonneè europee?
Un amico ciclista di nome Marco, che io ora chiamo il "coricato" perchè pedala su una Recumbent o Bici reclinata.

Come ti è venuto in mente di organizzare il Tour Blanc Rando, che nel 2011 sarà alla sua seconda edizione?
In seguito ad una riunione fra gli organizzatori ARI (audax randonnée Italia) in Vallelvobike ci eravamo presi l'impegno di organizzare una 600Km piemontese, che avrebbe dovuto raggiungere il mare in Liguria per poi fare ritorno a Biella. Ma  l’idea mi sembrava troppo usuale, poco stimolante. Volevo pensare ad un tracciato che potesse divenire una sfida, un tracciato non ancora proposto e così ho pensato alle montagne del nord ovest vicine a Biella: M.Bianco, M.Rosa, M.Cervino le più alte delle Alpi. Ma quanti Km bisogna fare per giraci attorno? Risposta: 600Km circa; ed ecco come è nata la Tour Blanc Rando.

Cosa ne pensi, con una visione generale, del mondo delle randonneè, oggi dove le granfondo stanno spopolando?
Le rando si propongono come una maniera diversa di fare ciclismo: innanzitutto, al contrario delle Granfondo, alla partenza non ci si prende a sberle e non si rischia l’osso del collo per passare dalla 701esima posizione alla 682sima!! Ci si può sfidare sui tempi stando con i gruppetti di testa ma non è disonorevole pedalare al proprio ritmo concedendosi di guardare il panorama chiacchierando con i compagni di viaggio del momento. L’importante è completare il percorso entro il limite stabilito. E poi 200km, distanza del brevetto ACP più corto, non sono pochi! Anche se ora con regolamento ARI si stanno introducendo distanze ridotte per permettere a più ciclisti di partecipare.

Cosa sta facendo il mondo dei "randagi", grazie alla sua organizzazione italiana, l'ARI, per aumentare l'affluenza degli iscritti (perchè no, guardando al bacino delle granfondo) ?
Si sta lavorando per migliorare il livello dei servizi, cercando di mantenere uno spirito genuino del pedalare che valorizza l’aspetto di aggregazione del ciclista rispetto al puro agonismo.
Inoltre il regolamento ARI, come ho accennato in precedenza, ha dato la possibilità agli organizzatori di prevedere tracciati “ridotti” inferiori ai 200Km distanza minima del brevetto BRM (Brevet Randonnéeur Mondiaux).

Alcune manifestazioni di fondo, nell'edizione 2011 (vedi il Granducato di Toscana), stanno aprendo ad una visione più cicloturistica del loro evento. Vedi una possibilità di accumunare le due realtà?
Non so dire se si possono accomunare le due realtà, credo che comunque di poter dire che molti appassionati ciclisti, anche agonisti, siano attratti da una formula meno esasperata, più amatoriale, ed anche, particolare non irrilevante, meno costosa.

Si sa che l'organizzazione di una randonneè, oltre al cartellino di viaggio ed il road-book, non prevede null'altro. Su cosa stanno quindi "battagliando" gli organizzatori per accedere ad un maggior numero di adepti?
Intanto per prima cosa l’organizzatore deve progettare un percorso che utilizzi strade a basso impatto di traffico e che offrano, il più possibile, la visione degli scorci più panoramici e suggestivi del territorio.
Poi, la formula della partenza alla francese permette di ridurre drasticamente il pericolo di cadute disastrose nei primi Km. Mentre sta prendendo piede la consuetudine di offrire ristori di ottimo livello unitamente alla segnalazione precisa del tracciato che unita alla fornitura dei file .gpx per la navigazione con satellitare che permette al ciclista di pedalare senza l’assillo della consultazione del Road Book cartaceo. Riuscire a comunicare queste caratteristiche in maniera efficace e moderna contribuiranno sicuramente ad aumentare il numero di iscritti a questi eventi ciclistici.

Quali saranno le novità delle tue due Rando del 2011?
La novità sicuramente più rilevante riguarda il TourBlancRando: infatti vengono introdotte le 2 due partenze. Oltre a quella del sabato mattina, brevetto ACP-BRM con tempo massimo di 40 ore, viene proposta la partenza del Venerdì sera in formula SuperRandonnée ARI che permette di avere un tempo massimo di 50 ore.
Un limite più adeguato che rispetta le difficoltà altimetriche di questo spettacolare percorso, e che accoglie il suggerimento di molti appassionati randagi che così si sentono più certi di voler raccogliere la sfida del Monte Bianco.
Per quanto riguarda la Randonneè dei Santuari proporremo sempre le 3 distanze 200, 135 e 75 km, la novità è che per il percorso lungo eviteremo la parte sterrata di Tracciolino che porta ad Andrate.
Per tutti e tre i tracciati cercheremo di segnalare nel miglior modo possibile il percorso.

Prossimi impegni ciclistici personali?
Nulla di troppo impegnativo, purtroppo gli impegni di organizzatore mi tolgono il tempo per pedalare. Ma sto comunque meditando un viaggio Italia-Grecia oppure il ritorno in Marocco in MTB, non escludo però di tornare alla PBP con un gruppetto di “Settegalli”,  il gruppo dei miei amici cicloturisti fra i quali Aldo Flecchia che lo scorso anno si è fatto Biella-Marsala in ricordo di Garibaldi.
Per intanto mi appassiono a seguire, con un po’ di invidia, il viaggio in bici in solitaria dell’amico e concittadino Enrico Gremmo che dopo aver raggiunto il Giappone (http://bikingtour.it/), ha deciso di non fermarsi e si sta dirigendo in Australia. Lo sento attraverso “Skype” e a volte faccio un po’ di strada con lui… ieri ho fatto una salita di 20 km in Laos con paesaggi incantevoli!!

E di organizzatore?
Per ora mi pare ci sia già parecchia carne al fuoco, ma di idee ce ne sono tante, alcune anche veramente stimolanti, ma prima di proporle è necessario verificare la fattibilità economica. E di questi tempi, non è facile  trovare i soldi per avviare i nuovi progetti!!


Ti ringrazio per la gentile pazienza.
Un cordiale saluto

enrico cavallini

(9 febbraio 2011)

 

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