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Inserito il 18 giugno 2012 alle 23:58:24 da Enrico Cavallini. - Letto: (3804)

Riccardo Toia - Dalla Decathlon alle granfondo

Una promettente carriera ciclistica agonistica interrotta da un grave incidente. Ora si dedica alla bicicletta per "staccare" dal lavoro da commesso alla Decathlon. Tanta voglia di pedalare in compagnia degli amici e godersi i panorami circostanti. In gara la grande intesa con i compagni di squadra gli permette di ottenere ottimi risultati. Ora punta alla Granfondo Giordana, poi si vedrà. Ecco un ragazzo normale con la voglia di bici e di una vita normale.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Riccardo Toia

Nato a: Busto Arsizio (Va) il 4 marzo 1984

Residente a: Busto Arsizio (Va)

Squadre (giovanili, professionistiche e non) e anno di competenza:
2004: Team Fidibc.com (U23)
2007-2008: Team Botteon Viner (amatore)
2009-2011: Team Cinelli Glass'nGo (amatore)
2012: C-Performance Factory Team (amatore)

Attuale occupazione:
commesso alla Decathlon

Titolo di studio:
Diploma di tecnico elettronico

Ciao Riccardo,

una stagione ricca di soddisfazioni quella del 2012: due vittorie, altrettanti piazzamenti, e quasi sempre nei primi dieci assoluti dei percorsi di granfondo delle manifestazioni a cui hai preso parte. Che tu avessi delle potenzialità era emerso già negli anni passati dove riuscisti a cogliere una vittoria e degli ottimi piazzamenti, ma in questo 2012, finalmente arrivano le soddisfazioni. Proviamo a raccontarti al grande pubblico che ti vede a braccia alzate, ma non sa chi sei.

 

Sei salito in bici molto giovane. Dicci un po', quando hai iniziato a praticare il ciclismo e cosa ti ha spinto a farlo?

A differenza di tanti ragazzi della mia età ho cominciato un po’ tardi, all’età di 15 anni con la mountain bike presso una squadra amatoriale della zona nella quale correva già anche mio fratello maggiore Massimiliano (per la cronaca altro granfodista di ottimo livello, ndr.). Ho cominciato a correre a questa età in quanto mia madre era un po’ timorosa nel vedermi scorazzare nel traffico per allenarmi. Diciamo che la bici è una passione tramandata in famiglia, seguendo appunto mio fratello.

Categorie giovanili e anche un anno da dilettante nella formazione svizzera della Fidibc.com e poi più nulla. Come mai non hai continuato, magari passando anche professionista?

Purtroppo nel secondo anno da dilettante ho subito un incidente stradale che, a causa di una frattura ad una vertebra, mi ha costretto ad un lungo stop di circa sei mesi tra degenza e riabilitazione. Nell’inverno successivo sono passato ad una formazione dilettantistica bresciana ma, dopo il ritiro invernale, mi fecero passare la voglia di pedalare a causa di allenamenti troppo estenuanti. Da lì un anno sabbatico senza correre per poi tornare a pedalare a livello agonistico nella formazione amatoriale dove ho iniziato la mia “carriera” ciclistica.

Ormai sono passati otto anni da quell'avventura tra i dilettanti, ma la voglia di andare in bicicletta e di dare battaglia non ti è certo passata. Come vivi la bicicletta oggi?

Oggi per me la bicicletta è solo pura passione e divertimento. Mi aiuta a staccare dal lavoro e dalla vita quotidiana, pedalando per le montagne varesine, soprattutto in salita, terreno su cui mi piace sfidare gli amici in allenamento. Soprattutto la bicicletta mi permette di ammirare i paesaggi che mi circondano durante le pedalate.

Lavori come commesso alla Decathlon. Di cosa ti occupi nel dettaglio?

Per circa sette anni ho ricoperto il ruolo di tecnico di laboratorio e venditore nel reparto ciclo. Attualmente sono stato spostato nel reparto running, un reparto sempre tecnico ma mai, a mio avviso, bello e vario come quello del ciclismo.

Come riesci a coniugare gli orari di lavoro con le impegnative uscite in bicicletta che richiedono i percorsi di granfondo?

Nella mia azienda sono assunto con un contratto part-time, quindi riesco ad impegnare la mattina agli allenamenti, senza comunque trascurare il lavoro, visto il difficile periodo che si sta attraversando. Poi grazie anche all’organizzazione che sono riuscito ad avere con i miei colleghi riesco a ritagliare i giusti momenti per il training e le gare.

Nel 2012 sei entrato nel roster del C-Performance Factory Team di patron Ragazzi, insieme ad altri forti ciclisti, e ad Andrea Natali, altro nome di spicco del ciclofondismo. Come ti trovi con il team?

Per il primo anno da quando corro posso dire di trovarmi come a casa. Non mi fanno mancare nulla come anche ai miei compagni. Con Andrea si è subito stabilito un ottimo legame. In corsa riusciamo ad interderci solo con un’occhiata. Penso che avere un compagno di squadra forte come Natali sia solo un fattore in più, anche perché riusciamo a ritagliarci gli spazi necessari all’interno del team senza diatribe come a volte capita in altre realtà.

Nei due anni precedenti hai corso in un team che non ti ha mai fornito supporto in gara e, di fatto, ognuno correva per sé (più per eterogeneità delle forze che per mancanza di coesione di team). Quanto incide invece avere un compagno di squadra in grado di dare una mano e un supporto logistico durante la corsa?

Durante questa stagione ho capito cosa vuol dire avere una squadra. Cerchiamo sempre di darci una mano a vicenda, correndo nel modo più congeniale. Poi quando uno di noi è in fuga ha la sicurezza di avere qualcuno pronto a coprirgli le spalle. Come è successo in tutte le GF a cui abbiamo partecipato quest’anno. Poi avere un supporto tecnico in corsa dall’ammiraglia, condotta sapientemente dal nostro Team Manager, ti permette di correre anche più tranquillo e a pari livello con i principali avversari dei team più importanti.

Hai famiglia, moglie, figli?

Attualmente sono single, in cerca...

Come imposti gli allenamenti di una tua settimana tipo?

Tutto è sempre correlato al lavoro. Comunque, sempre meteo permettendo, mi alleno con un gruppo di amici, anche loro granfondisti o corridori di corse veloci in circuito. Bene o male mi alleno come la gran parte di tutti i granfondisti, con due giorni di carico ed il resto delle uscite a pedalare nel varesotto, senza spremersi. Da due anni a questa parte poi mi avvalgo di un misuratore di potenza, il quale mi ha aiutato parecchio nell’allenamento.

Sappiamo che sei quasi parente di Ivan Basso (tua sorella è la moglie di suo cugino). Ti è stato d'aiuto Ivan nella tua crescita ciclistica? Ti ha dispensato consigli, oppure in famiglia preferisce non parlare di ciclismo?

Ivan, diciamo non lo vedo quasi mai, causa i suoi molteplici impegni. Nonostante ciò, tramite mio cognato qualche dritta sugli allenamenti è arrivata (come l’utilizzo del misuratore di potenza), soprattutto su come gestirsi e sull’alimentazione in bici.

Quali sono ora gli obiettivi del prosieguo della stagione?

Imminente è la GF Giordana di domenica prossima. Obiettivo primario è vincere la Classifica Generale di Coppa Lombardia C-Performance, mantenedo la maglia gialla nell’ultima prestigiosa tappa in Aprica. Poi per le gare di settembre c’è ancora tempo, ma cercherò di contraccambiare tutto l’aiuto dato dai miei compagni di team per arrivare ai successi fin qui conseguiti.

Quali sono invece i progetti non ciclistici del prossimo futuro?

Al momento imminente non ho nulla in cantiere, viviamo alla giornata, più che altro speriamo di trovare una ragazza che mi “sopporti”.


Ti ringrazio per la disponibilità.

 
(18 giugno 2012)



 

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