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Inserito il 12 giugno 2012 alle 12:38:41 da Enrico Cavallini. - Letto: (4357)

Francesco Cipolletta - Dalla Flaminia ai VVF

Un'ottima carriera giovanile. Tante vittorie da dilettante, poi quattro anni da pro, di cui l'ultimo in Flaminia. Due gravi incidenti lo mettono fuori uso e fuori dai giochi. Resta l'animo agonista che oggi sfoga nella squadra di Franceschi togliendosi anche qualche soddisfazione, ma senza lo stress della prestazione. E' occupato nei Vigili del Fuoco, sposato e sogna una vita felice con la moglie e di diventare papà.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Francesco Cipolletta

Nato a: Napoli il 9 agosto 1978
Residente a: Massa ma vive a Lucca

Squadre (giovanili, professionistiche e non) e anno di competenza:
1997-1998: Vellutex 99 Aran cucine
2001-2002: Pitti shoes
2003: Yura Swiss
2004: Icet
2005: Ceramiche Flaminia
2007: Team Guru Parkpre Selle Italia
2008: Team Lucca
2009-2011: Veloline Promotech
2012: Gfdd Altopack Promotech

Attuale occupazione:
Vigile del Fuoco discontinuo

Titolo di studio:
geometra
Ciao Francesco,
con la tua recente vittoria alla Granfondo del Castello Diego Ulissi, ci è venuta voglia di conoscerti un po' meglio. Ti abbiamo visto soffrire più di una volta per dare una mano ai tuoi compagni di squadra, così come abbiamo visto la tua vittoria sul percorso di mediofondo della Granfondo Mario Aversa dello scorso 13 maggio. Un passato, il tuo, di tutto rispetto con ben quattro stagioni nella massima categoria dal 2002 al 2005 quando hai chiuso nella Ceramica Flaminia.

Cosa ti ha fatto smettere con il professionismo?
Be', diciamo che nella stessa stagione in cui cominciavo a raccogliere i frutti di tutti gli anni di sacrifici fatti, due brutte cadute, che mi hanno causato un coma e una frattura del condilo mandibolare e al gomito, mi hanno messo fuori gioco. Inoltre, ero circondato da team manager poco seri che, dopo avermi fatto rifiutare varie offerte in Francia, mi hanno lasciato a piedi.

Ormai sono parecchi anni che ti dedichi all'attività amatoriale, anche con ottimi risultati. Come è stato il passaggio da pro ad amatore?
Diciamo che anche se vinco, nelle mie vittorie c'è sempre del rammarico. Il mio pensiero è ancora rivolto a ciò che avrei potuto essere da professionista. Però la vita continua! Il mondo delle granfondo è un ambiente divertente, ci sto bene e ora vado in bici senza stress.

Delle stagioni altalenanti le tue, tra anni con vittorie e bei piazzamenti, alternati ad altri senza grandi risultati. Questa stagione con il team GFDD Altopack ci pare alquanto promettente. Merito dei nuovi stimoli?
Nuovi stimoli, ma soprattutto ora ho più tempo per allenarmi. Avendo cambiato i turni, ma soprattutto avendo perso circa 14 chili, i risultati vengono da soli.

Che lavoro svolgi quotidianamente?
Sono occupato come Vigile del Fuoco discontinuo.

Mi è parso di capire che presto diventerai papà, o mi sto sbagliando?
Ti stai sbagliando. Mia moglie (Elisa Frascati, ottima mediofondista. ndr) l'inverno passato ha subito un grosso incidente in cui ha rotto tre vertebre; ad oggi non può ancora caricare la colonna vertebrale, per cui il progetto di un figlio, al quale stiamo seriamente pensando, è attualmente rimandato.

Come riesci a destreggiarti tra bicicletta, lavoro e famiglia?
Quando correvo da professionista era davvero complicato. Oggi è tutto più semplice; non ho lo stress che mi attanaglia e non devo sopportare i sacrifici di prima.

Come imposti i tuoi allenamenti? A sensazione oppure segui delle tabelle?
Lascio tutto al caso. Non mi va di sottopormi a tabelle o programmi di allenamento, mi farebbero sentire ancora un corridore. Oggi la bici, per me, è solo un puro piacere e divertimento.

Dopo due anni di militanza, sei uscito dalla Veloline. Come mai?
Preferisco non commentare. Ti dico solo che mi è stato portato via, con l'inganno, qualcosa che era mio e a cui avevo dedicato anima e corpo.

Come ti trovi nel gruppo di patron Franceschi?
Sto benissimo. Siamo un bel gruppo, unito, in cui è bello ridere, scherzare, ma anche vincere.

Qual è la tua relazione con i compagni di squadra Rumsas, Bazhenov e Merlo?
Siamo in perfetta simbiosi, anche se non nego che con Alexander (Bazhenov ndr) c'è un rapporto di quasi morbosa amicizia.

Sull'onda di queste due vittorie stagionali, ora come imposterai il tuo calendario personale?
Per il momento mi interessa divertirmi ancora correndo, è ovvio. Poi, se dovesse arrivare qualche altra vittoria, non mi dispiacerebbe affatto.

Pensi di volerne/poterne vincere ancora qualcuna o lascerai completamente la scena ai tuoi capitani?
Guarda, di capitani nella nostra squadra non ce ne sono. C'è solo chi ha più responsabilità di portare a casa un risultato pieno. Chi va di più vince, tutto lì. Non ti nascondo che però qualche obiettivo l'ho anch'io.

Un sogno (ciclistico o no) per il futuro?
Con il ciclismo ho ormai smesso di sognare da un pezzo; mi ha dato tanto (vedi tutte le mie vittorie da dilettante), ma forse mi ha tolto ancora di più! Per il futuro vorrei realizzarmi nella vita, insieme a mia moglie Elisa e, ovviamente appena possibile, diventare papà.

Ti ringrazio per la disponibilità.


In bocca al lupo per le tue prossime gare.


 
(12 giugno 2012)
 

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