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Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 06 giugno 2012 alle 00:22:50 da dott. Paolo Forno. - Letto: (5367)

Vediamo come posizionare la sella

Come valutare l'altezza della sella e il suo arretramento: ecco le formule di base. Da queste si parte per sistemare tutto il resto, ma l'intervento di un biomeccanico non va mai escluso a priori.

dott. Paolo Forno
Il dott. Paolo Forno, è laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Torino, ha conseguito il diploma interuniversitario europeo (I.S.E.F. Torino, Facoltà di Scienza dello Sport di Lione, Scuola Federale dello Sport di Macolin, Università di Losanna) sulla Preparazione Fisica negli Sport di squadra e il diploma D.O. di osteopata presso una scuola affiliata al Roi.
Svolge l’attività di preparatore atletico ed osteopata presso il suo studio a Biella, oltre a partecipare come relatore o docente a convegni e corsi sulla teoria dell’allenamento e sull’alimentazione.

Dopo le premesse degli articoli precedenti, andiamo a vedere nei particolari come sistemare correttamente il nostro sig. Rossi sulla sua amata bicicletta.

La prima cosa che si nota è se il ciclista è alto o basso in sella, che a un occhio esperto risulta subito evidente, ben prima di eseguire le misurazioni del caso.

Posizionando la pedivella nel punto morto inferiore (cioè perpendicolare al terreno) con il piede orizzontale, l’angolo misurato posteriormente al ginocchio, dovrebbe essere compreso tra 25 e 30 gradi.

Se si esce eccessivamente da questi parametri, si rischia di avere una posizione in sella troppo bassa (es con 40-45 gradi di piegamento) o troppo alta (es 15-20 gradi).

Bisognerà inoltre controllare che la sella sia “in bolla”, per evitare che non sia rivolta con la punta eccessivamente verso il basso o verso l’altro.

Contemporaneamente bisogna controllare l’avanzamento rispetto al movimento centrale, perché alzando o abbassando la sella, essendo il tubo piantone inclinato, si varia anche questo parametro.

Per avere una buona regolazione ci si può aiutare con un filo a piombo, facendo si che la rotula “cada” sull’asse del pedale, quando si ha la pedivella parallela al terreno.

A questo punto bisognerà sistemare anche la posizione del busto. Quindi è importante verificare che la pipa non sia troppo lunga, costringendo il nostro ciclista a una posizione magari più aerodinamica, ma poco confortevole.

Inoltre se il manubrio sarà troppo basso rispetto la sella, si creeranno parecchie sollecitazioni sulle spalle e sul collo del nostro Sig. Rossi, che per guardare la strada dovrà aumentare la fisiologica curvatura della colonna vertebrale a livello cervicale con aumento del sovraccarico locale e diminuzione dell’ergonomia in sella.

La schiena poi dovrà avere una curvatura armonica e ad ampio raggio.

Anche l’impugnatura del manubrio nelle varie posizioni dovrà evitare il formarsi di angoli eccessivi tra l’articolazione del polso e l’avambraccio.

Per ultima ma non certo per importanza è la regolazione delle tacchette delle scarpe: la loro regolazione dovrà essere millimetrica per evitare fastidiose sollecitazioni ai tendini del nostro ciclista che essendo vincolato ai pedali, se il vincolo è eccessivamente tale, ma non consono rispetto alle sue attitudini posturali, rischia di diventare una sollecitazione ascendente, coinvolgendo anche l’articolazione del ginocchio.

A questo punto bisognerà controllare che il bacino sia simmetrico nell’appoggio sulla sella (succede il contrario se il soggetto ha una gamba più lunga dell’altra). E se non lo fosse, intervenire sulle tacchette o inserire uno spessore tra la tacchetta e la scarpa della gamba più corta.

Tutto a posto quindi?

Teoricamente sì, ma l’ultimo responso lo deve dare il nostro caro Sig. Rossi: se la posizione che gli abbiamo confezionato rispetta tutti i canoni riportati su riviste, siti, blog ecc., ma per conformazione antropometrica particolare o perché il nostro amico ha cominciato ad andare in bici con 40 anni, dopo magari anni di sedentarietà e non si trova proprio a suo agio anche dopo alcune uscite di rodaggio, cosa facciamo???

In questa frequente circostanza si evidenza la necessità di rivolgersi a un biomeccanico serio e preparato. Questo per evitare che pur avendo diligentemente seguito le indicazioni dell’ultimo modello di software sul posizionamento biomeccanico utilizzato come mentore per sistemare il ciclista, il malcapitato sia completamente a disagio nelle uscite successive su strada.

Come ho già evidenziato precedentemente, è quindi molto importante affidarsi a persone con competenze certificate per evitare di spendere male il proprio denaro e ritrovarsi magari con dolori e fastidi vari che ci farebbero erroneamente allontanare da questo bellissimo sport.



5 giugno 2012

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