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Inserito il 29 maggio 2012 alle 23:53:32 da Roberto Cunico. - Letto: (15760)

Il modello EAS: cos'è e a cosa serve

Dopo aver analizzato attentamente come si procede alla costituzione di un’associazione dilettantistica, tratteremo uno degli obblighi principali previsti per le A.S.D., da molti sottovalutato: il “famoso” modello EAS.

Roberto Cunico
Nato a Thiene (VI) il 18/11/1979.
Diplomato in Ragioneria presso l’I.T.C.G. CECCATO di Thiene.
Dopo la scuola superiore si diploma in Consulenza del lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza di Padova (diploma ora diventato laurea).
Nel 2005 prepara e passa l’esame di stato per l’abilitazione alla pratica di consulente del lavoro.
Da giugno 2005 è libero professionista presso il suo studio, ha una ditta individuale che svolge l’attività di redazione paghe e una società (Studio B.) con le sue sorelle che si occupa del settore contabile e fiscale.
Essendo consulente del lavoro può svolgere entrambe le attività e si è da sempre dedicato al settore contabile e tributario.
Partecipa periodicamente a convegni, obbligatori per i consulenti del lavoro ed i commercialisti, per tenersi aggiornato sulle ultime novità fiscali.
Corre in bici per hobby e perciò gli interessa anche la normativa relativa alle ASD, curando anche clienti di questa tipologia.

Che cos'è il modello Eas?

Il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli ENTI ASSOCIATIVI (MOD. EAS) è un adempimento obbligatorio cui devono sottostare la quasi totalità degli enti di tipo associativo per fornire all' Agenzia delle Entrate per scoprire eventuali posizioni di indebito utilizzo delle agevolazioni fiscali. 
L’obiettivo dell’Amministrazione Finanziaria è quello di realizzare un vero e proprio censimento (dal latino censere, che significa “valutare”) delle realtà di tipo associativo operanti nel mondo no profit e verificare se effettivamente le entrate (quote associative, contributi, corrispettivi….) abbiano tutti i requisiti per non essere imponibili sia ai fini Iva che delle imposte sui redditi.


MODELLO EAS - OBIETTIVI: con Provvedimento Agenzia Entrate 2.9.2009 è stato approvato il modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativi agli enti associativi (modello Eas).

L'art. 30, co. 1, 2, 3 e 3-bis, D.L. 29.11.2008, n. 185, conv. con modif. dalla L. 28.1.2009, n. 2, ha introdotto a carico degli enti associativi che usufruiscono di una o più agevolazioni di cui all'art. 148, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 e all'art. 4, co. 4, secondo periodo, e co. 6, D.P.R. 26.10.1972, n.633, l'obbligo di comunicare all'Agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti a fini fiscali.

In pratica, al fine di usufruire dei regimi agevolati è ora necessario che gli enti associativi inviino all'Agenzia delle Entrate un apposito modello nel quale dichiarino il possesso delle condizioni per l'applicazione delle norme fiscali agevolative.

Infatti, come dichiarato dell'Agenzia delle Entrate (C.M. 9.4.2009, 12/E), il modello EAS costituisce uno strumento antielusivo.


AMBITO SOGGETTIVO: l'identificazione dei soggetti interessati alla presentazione del modello Eas può essere così suddivisa (CC.MM.12/E/2009 e 29.10.2009, n. 45/E): soggetti obbligati, soggetti ammessi alla compilazione semplificata e soggetti esonerati.


SOGGETTI OBBLIGATI: gli enti che devono compilare il modello Eas in tutte le sue parti sono gli enti associativi di natura privata, senza personalità giuridica, che svolgono solo attività istituzionale ricevendo quote associative erogate dai loro soci e gli enti associativi di natura privata, senza personalità giuridica, che svolgono attività commerciale.


SOGGETTI AMMESSI alla COMPILAZIONE SEMPLIFICATA: la C.M. 45/E/2009 ha consentito una modalità di compilazione semplificata per alcune tipologie di enti associativi. Gli enti associativi obbligati a compilare parzialmente il modello Eas, trattandosi di associazioni già iscritte a determinati registri, elenchi o albi, per le quali l'Amministrazione pubblica può ottenere gran parte delle informazioni richieste nel modello, sono:

- le associazioni di promozione sociale iscritte ai registri di cui all'art. 7, L. 7.12.2000, n. 383;

- le organizzazioni di volontariato iscritte ai registri di cui all'art. 6, L. 11.8.1991, n. 266 che svolgono attività commerciali e produttive marginali, diverse da quelle individuate dal D.M. 25.5.1995;

- le associazioni e società sportive dilettantistiche (diverse da quelle esonerate) iscritte al registro del coni;

- le associazioni che abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica (iscritte ai registri tenuti da Prefetture, Regioni o Province autonome);

- le associazioni religiose riconosciute dal Ministero degli Interni (svolgenti in via preminente attività di religione e di culto);

- le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;

- i partiti e movimenti politici tenuti alla rendicontazione per ottenere i rimborsi per le spese elettorali o che abbiano presentato liste alle ltime elezioni del Parlamento europeo o nazionale;

- le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel Cnel;

- le associazioni in funzione di tutela e rappresentanza degli interessi di categoria, funzione che deriva da disposizioni normative o da partecipazioni presso Amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale;

- le articolazioni territoriali e/o funzionali delle associazioni sindacali e di categoria;

- gli enti bilaterali costituiti dalle associazioni sindacali e di categoria;

- i patronati che svolgono in luogo delle associazioni sindacali promotrici le attività istituzionali proprie di queste ultime;

- le associazioni riconosciute di ricerca scientifica destinatarie di determinati provvedimenti agevolativi (art. 14, D.L. 14.3.2005, n. 35, conv.

con modif. dalla L. 14.5.2005, n. 80 e art. 1, co. 353, L. 23.12.2005, n. 266);

- le associazioni Onlus parziali (art. 10, co. 9, D.Lgs. 4.12.1997, n. 460), se hanno natura di enti associativi e fruiscono, per le attività diverse da quelle istituzionali di cui all'art. 10, co. 1, lett. a), D.Lgs. 460/1997, delle agevolazioni previste dall'art. 148, D.P.R. 917/1986 e dall'art. 4, D.P.R. 633/1972. Sono Onlus parziali gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all'art. 3, co. 6, lett. e), L. 25.8.1991, n. 287, le cui finalità assistenziali siano ricomprese tra quelle previste dal Ministero dell'Interno.

La C.M. 45/E/2009 precisa che l'Agenzia delle Entrate "provvederà ad acquisire gli ulteriori dati desumibili dai registri nei quali le sopra citate associazioni sono iscritte, secondo modalità che saranno definite di comune accordo con gli organi depositari dei registri stessi nonché con l'Agenzia per le Onlus". La stessa circolare precisa, ulteriormente, che in relazione ai dati non desunti dai predetti registri, l'Agenzia delle Entrate, "d'intesa con l'Agenzia per le Onlus e sentito il Forum del terzo settore", potrà inoltrare, altresì, specifiche richieste alle singole associazioni oppure alle strutture centrali di appartenenza cui le associazioni interessate abbiano conferito apposito mandato.

 

MODELLO EAS - PRESENTAZIONE

 

Tipologia di associazione interessata

Termini di presentazione del modello Eas

Ente di nuova costituzione

Entro 60 giorni dalla data di costituzione

Variazione delle risposte fornite nel Modello Eas inviato precedentemente (escluse risposte a carattere numerico) (*)

Entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la modifica dei dati medesimi

Perdita dei requisiti previsti dalla normativa tributaria

Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti

(*) non costituisce modifica da comunicare la variazione degli aspetti quantitativi

riferiti all':

- ammontare dei ricavi derivanti da effettuazione di sponsorizzazioni e pubblicità

(punto 20 del Modello Eas);

- ammontare dei costi sostenuti per pubblicità per autopromozione (punto 21);

- ammontare delle raccolte pubbliche di fondi (punto 33);

- ammontare delle entrate complessive (punto 23);

- numero degli associati (punto 24);

- ammontare delle erogazioni liberali (punto 30);

- ammontare dei contributi pubblici (punto 31).


 

SOGGETTI ESONERATI: non hanno l'obbligo di invio del modello eas gli enti associativi che sono:

- esonerati per espressa previsione normativa (art. 30, D.L. 185/2008, conv. con modif. dalla L. 2/2009);

- esclusi per mancanza dei presupposti di legge.

In particolare, ne sono esonerate (C.M. 12/E/2009):

- le associazioni di volontariato regolarmente iscritte ai registri del volontariato di cui alla L. 266/1991 e che svolgono solo attività istituzionali oppure che non svolgono attività commerciali e produttive al di fuori di quelle marginali individuate dal D.M. 25.5.1995;

- le associazioni pro-loco che hanno optato per il regime previsto dalla L. 16.12.1991, n. 398. La C.M. 12/E/2009 ha chiarito che le associazioni pro-loco che non hanno optato per il regime di cui alla L. 398/1991, oppure che hanno superato il limite dei ricavi commerciali di e 250.000 annuali, sono tenute a compilare ed inviare il modello;

- le associazioni sportive dilettantistiche (Asd) in possesso dell'iscrizione al Registro telematico delle associazioni sportive rilasciato dal Coni, con certificato in corso di validità e non svolgenti attività commerciale, né decommercializzata.


Sono, quindi, tenute alla comunicazione del modello Eas le associazioni sportive dilettantistiche che:

- oltre all'attività sportiva dilettantistica riconosciuta dal Coni, effettuano cessioni di beni (ad esempio somministrazione di alimenti e bevande, vendita di materiali sportivi e gadget pubblicitari) e prestazioni di servizi (ad esempio prestazioni pubblicitarie, sponsorizzazioni) rilevanti ai fini Ires e Iva; oppure

- effettuano operazioni "strutturalmente commerciali", anche se non imponibili ai fini Ires e Iva ai sensi dell'art. 148, co. 3, D.P.R. 917/1986 e dell'art. 4, co. 4, D.P.R. 633/1972.

In pratica, sono tenute alla trasmissione del modello Eas tutte le associazioni sportive dilettantistiche che, a fronte delle prestazioni rese nell'ambito di attività strutturalmente commerciali, percepiscano corrispettivi specifici, a nulla rilevando la circostanza che detti corrispettivi vengano eventualmente qualificati a titolo di contributo o quota associativa. In caso di svolgimento delle suddette attività commerciali, l'obbligo di comunicazione in esame si applica anche alle associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime fiscale di cui alla L. 398/1991.

In particolare, non sono tenuti all'invio del modello Eas (C.M. 45/E/2009): gli enti che non hanno natura associativa (ad esempio le fondazioni), gli enti di diritto pubblico (il Modello Eas deve essere compilato unicamente dalle associazioni di carattere privato), gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (ad esempio i fondi pensione), gli enti associativi commerciali, le Onlus e le Onlus di diritto, ossia le organizzazioni non governative (riconosciute ai sensi della L. 26.2.1997, n. 49), le organizzazioni di volontariato che svolgono esclusivamente attività commerciali e produttive marginali e le cooperative sociali di cui alla L. 8.11.1991, n. 381).


MODALITA' di PRESENTAZIONE: il modello Eas deve essere presentato all'Agenzia delle Entrate esclusivamente per via telematica, con due alternative:

- direttamente da parte dell'ente associativo, se ha accesso ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate;

- avvalendosi di un intermediario abilitato dall'Agenzia delle Entrate. Si ricorda che l'intermediario abilitato deve rilasciare al contribuente, al momento del ricevimento del Modello Eas o della presa in carico della sua compilazione, l'impegno a trasmettere in via telematica il modello in oggetto, redatto in forma libera, datato e sottoscritto dall'intermediario stesso.


OBBLIGO di INVIO del MODELLO EAS: l'invio del modello Eas ed il possesso dei requisiti fiscali previsti dal D.P.R. 917/1986 sono condizione necessaria per continuare a beneficiare delle agevolazioni fiscali consistenti nella decommercializzazione delle attività di cui all'art. 148, D.P.R. 917/1986 e all'art. 4, D.P.R. 633/1972 (C.M. 12/E/2009).

OMESSA PRESENTAZIONE del MODELLO EAS: per omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati del modello Eas non sono state previste specifiche sanzioni.

Tuttavia, l'omessa o incompleta comunicazione del Modello Eas, come precisato dalla C.M. 45/E/2009, determina la perdita della possibilità di usufruire dei benefici fiscali disposti dall'art. 148, D.P.R. 917/1986 e dall'art. 4, co. 4, D.P.R. 633/1972 (non sarà più possibile beneficiare della neutralità fiscale delle quote associative, dei contributi, dei corrispettivi specifici versati agli enti associativi). Si cita, a tal proposito, quanto espresso dall'Agenzia delle Entrate con la C.M. 12/E/2009: "resta inteso che gli enti associativi interessati dalle disposizioni fiscali di favore di cui agli articoli 148 del Tuir e 4 del Dpr n. 633 del 1972, non potranno più farne applicazione qualora non assolvano all'onere della comunicazione nei termini e secondo le modalità stabilite con il menzionato provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate".

In pratica, l'omessa o incompleta comunicazione fa diventare l'ente associativo "commerciale" a tutti gli effetti, attirando nella commercialità (pagamento di imposte e adempimenti contabili connessi) qualsiasi attività svolta (art. 149, D.P.R. 917/1986).

L'infedele comunicazione espone il rappresentante legale dell'ente a sanzioni civili e penali per dichiarazioni mendaci. Al riguardo, l'Agenzia delle Entrate si è impegnata a non applicare sanzioni in caso di errori di compilazione esclusivamente formali.

Essendo il modello Eas un modello di comunicazione e non una dichiarazione, si ritiene che la mancata presentazione dello stesso non sia sanabile con l'istituto del ravvedimento operoso.

REPERIBILITA' DEL MODELLO: il modello Eas può essere scaricato gratuitamente dal sito internet dell'agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it. Il modello può essere scaricato anche da altri siti Internet a condizione che sia conforme, per struttura e sequenza, a quello approvato e rechi l'indirizzo del sito dal quale è stato prelevato, nonché gli estremi del Provvedimento Agenzia Entrate 2.9.2009.


29 maggio 2012

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