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Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 01 maggio 2012 alle 17:47:26 da dott. Paolo Forno. - Letto: (4044)

I segreti di una posizione corretta in bici

Piano piano ci si avvicina a capire come raggiungere la migliore posizione in bicicletta, che tenga conto della performance, ma anche del comfort. Sempre sotto gli occhi attenti del biomeccanico.

dott. Paolo Forno
Il dott. Paolo Forno, è laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Torino, ha conseguito il diploma interuniversitario europeo (I.S.E.F. Torino, Facoltà di Scienza dello Sport di Lione, Scuola Federale dello Sport di Macolin, Università di Losanna) sulla Preparazione Fisica negli Sport di squadra e il diploma D.O. di osteopata presso una scuola affiliata al Roi.
Svolge l’attività di preparatore atletico ed osteopata presso il suo studio a Biella, oltre a partecipare come relatore o docente a convegni e corsi sulla teoria dell’allenamento e sull’alimentazione.

Negli articoli precedenti ho riassunto le peripezie che possono capitare al nostro sig. Rossi alle prese con la definizione della corretta posizione sulla bicicletta.

Veniamo quindi al dunque, cioè a ciò che dovrebbe fare il biomeccanico.

La prima cosa da fare per posizionare correttamente il ciclista sulla propria specialissima o mtb è di osservare attentamente, e con occhio e competenze “mediche”, la conformazione anatomica del soggetto, ponendo attenzione sugli eventuali para o dismorfismi presenti.

Importante controllare che non ci siano dismetrie tra gli arti inferiori per evitare il rischio di una posizione asimmetrica del bacino in sella.

Dopodiché bisognerà valutare che la bicicletta sia stata acquistata della misura corretta (cosa che ormai succede sempre più spesso).

A questo punto se il biomeccanico ha posto la corretta attenzione, avrà già capito parecchie cose.

Si fa quindi salire il ciclista sulla sua bicicletta precedentemente issata sull’ergometro e lo si fa pedalare.

In questa fase le cose da sistemare, a un occhio esperto, si rendono subito evidenti.

Per avere una valutazione oggettiva delle discrepanze osservate rispetto alla posizione ottimale, si eseguono quindi delle misurazioni.

Viene rilevato la posizione della sella rispetto al movimento centrale, l’angolo di piegamento del ginocchio quando la gamba si trova nel punto morto inferiore (PMI), angoli di lavoro della schiena, del collo, dei gomiti dei polsi e delle caviglie.

Queste rilevazioni devono essere rapportate, oltre che ai canoni statistici di riferimento, alla postura ed eventualmente alla camminata del ciclista, in modo da ottimizzare la posizione alla conformazione della persona.

Filmare la pedalata serve per evidenziare al ciclista le componenti da migliorare nel gesto e nell’accoppiata uomo-macchina.

A questo punto si procede nell’intervento sulla bicicletta al fine di raggiungere i parametri ottimali.

A volte non è sufficiente agire sull’escursione dei vari componenti per ottenere la posizione corretta, ma subentra la necessità di consigliare la sostituzione della pipa del manubrio o del tubo reggisella perché magari di modello con attacco troppo arretrato.

Un’attenzione particolare deve essere inoltre rivolta alle tacchette delle scarpe, che essendo regolabili in innumerevoli posizioni, devono essere sistemate nel modo più opportuno.

La posizione ottenuta dopo l’intervento del biomeccanico dovrà quindi conciliare le esigenze salutistiche, prestative e di comfort dell’atleta.

Nel prossimo numero ci addentreremo ulteriormente a parlare di angoli, gradi e millimetri vari.

Seguitemi…..



1 maggio 2012

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