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Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 03 aprile 2012 alle 23:42:11 da dott. Paolo Forno. - Letto: (4894)

La giusta posizione... non è un gioco!

Spesso ci affidiamo ai consigli di ciclonegozianti, amici, “campioni” vari, basandoci sulle loro esperienze. Solo un valido biomeccanico saprà posizionarvi in bici tenendo conto della vostra struttura fisica e non di quella della bicicletta.

dott. Paolo Forno
Il dott. Paolo Forno, è laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Torino, ha conseguito il diploma interuniversitario europeo (I.S.E.F. Torino, Facoltà di Scienza dello Sport di Lione, Scuola Federale dello Sport di Macolin, Università di Losanna) sulla Preparazione Fisica negli Sport di squadra e il diploma D.O. di osteopata presso una scuola affiliata al Roi.
Svolge l’attività di preparatore atletico ed osteopata presso il suo studio a Biella, oltre a partecipare come relatore o docente a convegni e corsi sulla teoria dell’allenamento e sull’alimentazione.

Continuando l’argomento sulla biomeccanica concernente la corretta posizione in bicicletta, iniziato sui precedenti numeri di questa rivista, andiamo ad approfondire ulteriormente l’argomento.

La questione quindi si fa scottante, perché quando si viene al dunque, cioè alla regolazione precisa della posizione sulla bicicletta, si entra in un ginepraio che manda in totale confusione la persona che vorrebbe pedalare in modo corretto.

Quindi facciamo il caso tipico del sig. Rossi che vorrebbe avere la corretta posizione sul mezzo in modo da ottimizzare i suoi sforzi e non aver antipatiche conseguenze “salutistiche”.

Il ciclonegoziante lo sistema in un modo che reputa corretto, a volte assistito dall’ausilio di un software opportuno.

Vorrai mica che il ciclonegoziante non sappia quale sia la soluzione opportuna?

Poi al primo giro con gli amici, arriva l’esperto del gruppo, che percorre 30000 km l’anno e che sa tutto e gli dice che così non va bene e che deve arretrare completamente la sella.

Come fare a non credere a uno così?

Poi nell’uscita successiva, l’amico che fa gare amatoriali consiglia di alzare la sella di 3 mm e di abbassare magari un po’ il manubrio.

Lui ha fatto 1000 gare, quindi saprà?

Infine un giorno casualmente s’incontra un altro ciclista per strada che sostiene di regolare le tacchette e avanzare un po’ la sella.

Mi sembrava molto esperto…..

A questo punto a chi credere???

Tutti erano in teoria esperti e sicuramente in buona fede, ma con pareri diametralmente opposti.

Nel frattempo al nostro amico ciclista, a forza di operare spostamenti di assetto sulla bici, oltre ad essere in uno stato di totale confusione sull’argomento, sono sorti dolorini vari che prima non si erano mai manifestati.

Cosa fare a questo punto?

La cosa migliore sarebbe quella di affidarsi a persone competenti non solo di biciclette e di gare, ma anche di anatomia e fisiologia articolare, in modo da fare un corretto esame posturale che dia indicazioni sulle priorità da applicare in base alla conformazione osseo-articolare del soggetto.

Quindi attuare tutti gli accorgimenti opportuni per adattare ciò che si è riscontrato in questo esame preliminare alla corretta posizione sulla bicicletta.

Arriviamo quindi al cuore del problema

Cioè adattare la posizione alla conformazione del soggetto in modo da avere il miglior compromesso tra comfort e prestazione, conciliando l’aerodinamicità alla guidabilità, la stabilità alla reattività ecc.

Purtroppo o per fortuna, non siamo fatti tutti uguali e quello che va bene per me, magari non è opportuno per il mio amico con cui esco sempre assieme in bici che “è come me”.

Solo il controllo dei dettagli anatomici da parte di occhi preparati ed esperti possono dare dei responsi più precisi.

Qui spesso la ricerca del particolare fa la differenza.

Seguitemi sul prossimo articolo che vedremo come.



3 aprile 2012

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