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Inserito il 27 marzo 2012 alle 07:38:17 da Enrico Cavallini. - Letto: (7207)

Stefano Nicoletti - Grinta e metodo

Il massaggiatore modenese sulla soglia dei 45 anni è ancora in grado di mettere alla frusta ragazzi ben più giovani di lui. Un carattere da "cagnaccio" che non lo fa mollare mai. Nuovo alfiere del sodalizio bolognese del Max Team, ha già colto due vittorie in questo inizio di stagione. Scopriamone i segreti.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Stefano Nicoletti

Nato a: Pavullo nel Frignano (MO) il 6 ottobre 1967

Residente a:  Modena

Squadre:
1994-1999: Cicli Orlandi
2000-2002: Nuova Corti
2003-2006: Cicli  Orlandi
2007-2011: Iaccobike 
2012: Max Team 

Attuale occupazione: fisioterapista

Titolo di studio:
fisioterapista
   
Ciao Stefano, dopo 12 anni sei tornato a vincere la Granfondo di Laigueglia. Fu proprio nel 2000 la prima volta che la vincesti. Dodici anni di acqua sotto i ponti, ma anche dodici primavere aggiunte al fisico. Tempo che però sembra non averlo intaccato, anzi, sembra quasi averlo rinforzato al tal punto da riuscire a battere il giovane ex-professionista Manuele Caddeo sulle strade di casa.

Abbiamo rivisto le foto dell'arrivo su Colla Micheri e abbiamo colto nei tuoi occhi tutta la soddisfazione per una vittoria che ci è parso di capire avesse qualcosa di speciale per te, o mi sbaglio?
Per la verità io vinsi il Laigueglia anche nell'ormai lontano 1995 o 1996 (non ricordo esattamente).  Su questo arrivo vinsi anche nel 2000 arrivando insieme al mio compagno di squadra di allora Davide Montanari e vincere nuovamente, a distanza di 12 anni, sullo stesso arrivo proprio quest’'anno che vestiamo nuovamente gli stessi colori di maglia ha un sapore del tutto particolare…..


Sulla soglia dei 45 anni quest'anno sei tornato alla vittoria per ben due volte (la prima è stata Camogli), battendo in entrambe le occasioni un ex-pro di 20 anni più giovane. Qual è il tuo segreto?
Non vi sono segreti particolari se non dei semplici dettagli che si conoscono bene ma che spesso vengono sottovalutati. Tra questi citerei: stile di vita sana e ottimizzazione del tempo dedicato agli allenamenti e al recupero; spesso gli amatori esagerano nei volumi di lavoro trascurando la qualità degli allenamenti svolti in bici, elemento che, a  mio avviso, per chi ha poco tempo a disposizione diventa fondamentale.
Un aspetto importantissimo è anche il gruppo in cui si è inseriti. Cerco di spiegarmi meglio: nel  ciclismo, come in tutti gli sport, la prestanza fisica è importantissima, ma ancor di più lo è la mente. Se si è tranquilli e psicologicamente motivati, con i giusti canoni in equilibrio tra agonismo sincero, sportivo e leale, in un contesto di squadra che ti mette in queste condizioni senza pretese di risultato a tutti i costi, si riesce anche a dare quel di più che a volte fa la differenza. Io posso dire che nelle squadre in cui ho militato ho sempre cercato questo aspetto a discapito dell’'agonismo eccessivo, che vedo di frequente in altre compagini. Quest'’anno abbiamo un gruppo in perfetto equilibrio tra l’'agonismo e la giusta spensieratezza che deve accompagnare lo sport amatoriale.

L'approdo in un gruppo tutto nuovo, il bolognese Max Team di capitan Montanari, ti ha forse dato quello stimolo in più rimasto sopito negli ultimi tempi?
Nella risposta precedente mi sono dilungato arrivando a toccare quest’'argomento; Davide è per me un grande amico prima ancora di un compagno di squadra, ci conosciamo da tanti anni ed è una persona leale ed altruista come ve ne sono poche. Non solo Davide, ma tutto il gruppo che si è formato al Max Team mi dà quello spunto in più che serve per rendere al massimo.

Siamo solo a Marzo, ma hai già eguagliato il numero di vittorie dell'anno scorso che riuscisti ad ottenere sul percorso di mediofondo della Selle Italia e alla Mediofondo della Ceramica. Il buon giorno si vede dal mattino?
Chi lo sa…? …Speriamo! Io sono molto soddisfatto di ciò che ho ottenuto fino ad ora, ma questo non significa che mi senta appagato…. Fino ad ottobre sarò in sella cercando sempre il risultato, che è quello di divertirmi dando sempre il massimo di me stesso.

Quante vittorie hai totalizzato nella tua lunga carriera e quale di queste è quella che ti è rimasta di più nel cuore e, ovviamente, perché?
Ti potrà sembrare strano, ma non ho mai contato il numero di gare vinte nelle stagioni. Serbo invece ricordi di alcune gare rispetto ad altre, non per importanza della gara stessa ma per come si è svolta la corsa o per il periodo che stavo vivendo. Per esempio la mia seconda 9 colli in arrivo solitario dopo 80 km di fuga nel 1996, o la MF Via del Sale dello scorso anno dove mi trovai da solo contro tre compagni di una stessa squadra.

Veniamo a qualche domanda più personale per conoscerti un po' meglio. Innanzi tutto, da quanti anni ti dedichi al ciclismo, chi ti ha fatto salire per la prima volta su una bici e perché ti sei appassionato a questo sport?
Mi sono appassionato al ciclismo per caso, utilizzando una MTB nei boschi dell'’appennino, nell’'estate del 1991, poi piano piano mi sono “ammalato” di questo splendido  sport.

Hai praticato o pratichi tutt'ora altri sport?
Ho praticato calcio e sci da discesa, saltuariamente tennis e squash.

Sappiamo che professionalmente sei un massaggiatore. Ci spieghi meglio in cosa consiste il tuo lavoro e come strutturi la giornata condividendo professione e bicicletta?
La mia giornata lavorativa inizia alle 7:30 del mattino e termina alle 20:30, durante questo lasso di tempo svolgo trattamenti fisioterapici/osteopatici a pazienti che seguo abitualmente e occasionalmente. Seguo inoltre dal punto di vista della preparazione e/o della biomeccanica diversi ciclisti. Appena ho uno spazio di 1:30-2h tra gli appuntamenti, salto sulla bici e mi alleno. Sto anche frequentando la scuola di osteopatia, quindi un po'’ di tempo lo dedico allo studio.

Sei sposato? Hai dei figli? Come vive la tua famiglia questa passione?
Sposato e separato con una figlia di nome Margherita. Mia  moglie e mia  figlia non hanno mai apprezzato particolarmente questa mia passione.  La mia attuale compagna Patrizia, invece, pur non essendo una ciclista, mi sostiene con passione.

Veniamo a ciò che il pubblico ama leggere: che tipo di allenamento segui durante la settimana?
E' impossibile in poche righe descrivere una preparazione; cercherò per sommi capi di descriverla: innanzitutto io utilizzo il rilevatore di potenza su tutte le bici che posseggo e il programma di allenamento è basato sulla potenza. La mia stagione su strada termina a metà ottobre, ma prosegue con il ciclocross fino all'’8 dicembre. 15 giorni di riposo assoluto da bici, durante i quali eseguo esercizi per addominali, poi riprendo con un training di pressa alternata alla bici con pignone fisso e pedivelle semilibere, che utilizzo per aumentare il rendimento neuromuscolare della pedalata. Di seguito passo ad un macrociclo incrementale di lavori endurance di circa 40 giorni. Il lavoro successivo si riduce di volume e aumentano invece le intensità, andando a lavorare sulle carenze valutate a seguito di specifici test, per poi passare alle gare mantenendo/ottimizzando il lavoro svolto sino a quel momento.

Ci puoi svelare il segreto di questa tua grinta che non ti fa mollare mai e che ti porta ad essere costantemente all'attacco pronto a sferrare il colpo di grazia all'avversario?
Credo sia una dote innata che non è facile creare se non è già presente in te.

Abbiamo terminato: siamo alla volata. Quali saranno i tuoi prossimi impegni e qual è il tuo sogno nel cassetto?
Proseguo con il programma della squadra senza particolari obiettivi se non quello di divertirmi con gare, allenamenti e gruppo.

Ti ringrazio per la disponibilità e per la bella chiacchierata.

In bocca al lupo per i prossimi eventi.

Crepi il lupo e il branco!!

Grazie a voi dell’'opportunità che mi avete dato di raccontarmi…

(26 marzo 2012)


 

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