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Inserito il 20 marzo 2012 alle 00:13:30 da Enrico Cavallini. - Letto: (2527)

Pippo Bizzi - Lavora per la Pace da 18 anni

Risale al 1994 la nascita della Granfondo della Pace, dapprima come corsa a tappe, poi come granfondo di un giorno, in una realtà, quella umbra, dove le istituzioni non aiutano. Il basso costo di iscrizione il più delle volte costringe Bizzi a mettersi le mani in tasca, ma stoicamente non molla e ogni anno la Granfondo della Pace ritorna in calendario.

di Enrico Cavallini (foto Granfondo della Pace)

Giuseppe "Pippo" Bizzi


Nato a Messina il 9 novembre 1936

Residente a: Foligno (PG)

Manifestazioni organizzate:
18 edizioni della Granfondo della Pace;
2 Super GF della Pace Appennino Umbro Marchigiano;
1 Appennino Adriatico e ritorno.

Attuale occupazione:
pensionato
Ciao Pippo,
anche quest'anno va in scena la Granfondo della Pace, che prenderà il via da Foligno (PG) il prossimo 7 aprile, il sabato di Pasqua . Una manifestazione giunta alla sua 18a edizione,  che ha quindi raggiunto la maggiore età. Spiegaci un po' cos'è e cosa vuole essere la Granfondo della Pace.

Questa manifestazione ha emesso il suo primo vagito nel 1994 con la Trapani-Assisi a tappe. Quell'anno, in Italia, è successo qualcosa che abbiamo ritenuto  pericoloso per la libertà e la democrazia in questo Paese, per cui un gruppo di amici ha sentito il bisogno di mandare un messaggio di pace ad una buona parte degli italiani, perché prestassero maggiore attenzione ai valori fondamentali sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, appunto libertà e democrazia.  Abbiamo quindi costituito un comitato, ed essendo sei di noi appassionati di ciclismo, abbiamo cercato un gemellaggio con il Nord Italia da concretizzare in quel di Assisi, terra di un certo "Francesco", quindi città emblema della pace. Così in sei siamo partiti da Trapani e sei dal Nord e ci siamo incontrati ad Assisi idealizzando l'unione fra Nord e Sud. Lungo il percorso, ad ogni sede di tappa, siamo stati ospiti delle autorità locali che hanno organizzato incontri con le cittadinanze.   Questo è il senso della Gran Fondo della Pace che negli anni ha sempre mantenuto la sua vocazione iniziale. Di sicuro non ha espresso solo sport, anche quello fra agonisti e cicloturisti, ma soprattutto divulgazione di valori mediante gli incontri fra ciclisti di varie regioni, di estrazioni sociali diverse, ma uniti sotto la stessa bandiera dello sport e diretti, tutti assieme, verso la bandiera della nazione Italia.  Dicendo NO alle guerre e cercando di vincere la resistenza degli armaioli e dei guerrafondai.

Innanzi tutto il nome che, insieme al logo iridato, inneggia alla Pace. Come mai hai scelto un termine così altisonante?
La scelta del nome è nata ad Assisi, quando si è convenuto che la manifestazione non poteva finire ad un mero atto dimostrativo. Era necessario pensare oltre. E così è nata la 2a edizione e, ancora a tappe, si è svolta la Gubbio-Erice, portando il messaggio di pace al Prof. Zichichi, direttore del Centro Scentifico "Ettore Maiorana" con sede in Erice (Trapani), al quale abbiamo consegnato una "Nota" con la quale invitavamo gli scienziati a orientare le loro ricerche verso mezzi di pace. La 2a edizione, di transito a Roma, è stata ricevuta in Vaticano da Papa Giovanni Paolo II.
Per la cronaca vinsero la granfondo Patrizia Spadaccini per le donne e il bolognese Franco Magli per gli uomini. Poi negli anni a seguire, a causa degli alti costi per una granfondo a tappe abbiamo optato per una giornata ed è diventata itinerante in Umbria.
 
Diciotto edizioni, dicevamo. L'hai sempre organizzata tu o sei subentrato a qualche altra precedente società?
Dal C.I.U.L.D. .- "Comitato Italia Unita Libera e Democratica" si è passati al "Progetto Drim", quindi al "Progetto Dream" ed oggi con la fusione di nuove forze siamo la ASD "Global Dream". Io ho avuto sempre l'onore ed il piacere di essere il presidente delle Associazioni Sportive e Culturali menzionate  e presidente dei vari Comitati Organizzatori delle manifestazioni.

L'obiettivo finale di ogni organizzatore è di tirare su qualche soldino da impegnare nei modi più disparati: chi per un proprio personale interesse, chi per acquistare l'abbigliamento nuovo della società o altri, come il GC Fausto Coppi - quello della Nove Colli - per mandare avanti la moltitudine di ragazzini che seguono. Qual è l'obiettivo organizzativo di Pippo Bizzi?
L'obiettivo di Pippo Bizzi è sempre stato quello di riuscire a dare il via alla partenza della GF della Pace a 2000 partecipanti senza il pagamento della quota d'iscrizione, perché la quota diviene di fatto un "do ut des", fornendo loro tutti i comfort per passare assieme una bella giornata di festa fra Sport e Cultura.
Purtroppo fra i buoni propositi e le belle idee, c'è la realtà economica. Niente interessanti contributi pubblici, niente grandi sponsorizzazioni per cui la copertura delle spese di organizzazione grava tutta sulle spalle dei partecipanti. Alla nostra manifestazione, per il modesto numero degli iscritti e per la filosofia del basso costo d'iscrizione che noi operiamo, spessissimo, non arriviamo al pareggio di bilancio e quindi tocca mettere le mani in tasca, che ancora più spesso sono quelle del presidente. Ma io sono un fiducioso e se l'economia italiana prenderà il via potrò trovare quelle due/tre grandi sponsorizzazioni da permettermi di realizzare il mio obiettivo.

L'Umbria è una tra le regioni più belle d'Italia. Orograficamente simile alla Toscana, intercala vaste vallate a monti e colline ricoperte da manti boschivi. Una vera culla per la storia d'Italia, soprattutto quella religiosa. A quali problemi o difficoltà si va incontro organizzando una granfondo in Umbria?
Le difficoltà ad organizzare questo tipo di manifestazioni sono ovunque. L'Italia è bella tutta e non fa differenza la località. Le difficoltà sono principalmente create dalle istituzioni che non hanno un indirizzo comune in tutta Italia. Si naviga a vista. Ogni regione, ogni provincia ha le sue regole che, aggiunte a quelle dei comuni attraversati, diventa un calvario  che si aggroviglia in un ginepraio di imposizioni al limite del "grottesco". Nessuno si assume  alcuna responsabilità di servizio. Viene tutto scaricato sulle spalle dell'organizzazione e con responsabilità penali su quelle del presidente.
Secondo il mio parere questo ginepraio è creato ad arte, affinché gli organizzatori si stanchino ed abbandonino, smettendo di disturbare il "manovratore".
Ma costoro non tengono minimamente conto dell'alto servizio sociale che svolge la pratica dello sport e quello di massa, come nel nostro caso, in particolare. 
Ma tutto questo succede perché non c'è una Federazione Cicloturistica Amatoriale Italiana, come in altre nazioni, che abbia un proprio potere per un confronto ad alto loco per mettere ordine e sicurezza in un settore completamente nel caos. Sono consigliere dell'Assofondo (Associazione organizzatori di Granfondo) e su mia proposta spero che questo organismo, con l'adesione di molte società che hanno a cuore le loro manifestazioni e la sopravvivenza stessa delle gran fondo, possa diventare il punto di riferimento e, perché no, trasformarsi nella Federezione necessaria.

Purtroppo la posizione geografica la vede un po' distante dal quel Nord che pedala, ma soprattutto totalmente isolata dal mare, grande attrazione per gli accompagnatori. Cosa si deve inventare l'organizzatore per portare i ciclisti a Foligno?
Non c'è nulla da inventare. Le bellezze naturali ci sono tutte. Piuttosto si rende sempre più necessaria la collaborazione degli operatori:  soprattutto alberghi e ristoranti che con prezzi accessibili convenzionati possano dare la possibilità anche a chi conosce già l'Umbria di ritornarci e passare qualche giorno di relax con la famiglia. Noi quest'anno abbiamo promosso una collaterale da svolgersi su pista accanto alla zona di partenza e arrivo della granfondo. Abbiamo convenzionato un pacchetto pasquale di tutta convenienza grazie all'apporto dei uno dei miglior hotel della zona. Si può trascorrere la Pasqua, fare sport e rilassarsi.

Organizzare diventa sempre più complicato, sia i termini di permessi, che sul lato economico. In questo periodo di crisi, di sponsor se ne trovano sempre meno, e i costi lievitano invece sempre più. Come riesci a mantenere la quota di iscrizione a soli 20€?
Non lo so. Come ho detto sono ottimista; conto sull'alto numero dei partecipanti e se ancora una volta dovrò mettere le mani in tasca vuol dire che ci rifletterò sopra per scegliere fra il "divorzio" familiare o mollare. Non mi resta che darci appuntamento a Foligno il 7 aprile.

E le riviste di settore tengono in considerazione il vostro impegno?
Sicuramente ognuna ha una propria filosofia e programmazione di lavoro e comunque devo dire che in linea di massima, nel piccolo, ci tengono in considerazione quasi tutte. Se posso, però, alla luce di quanto sopra, vorrei suggerire ad una certa "rivista" del settore, una qualche riflessione sul proprio operato nei nostri confronti e nel mio in particolare, e vorrei far notare che la vita non è fatta solo di interessi economici, ma anche, e soprattutto, di valori e rispetto per i sacrifici altrui.


Bene, Pippo, ti ringrazio per la gentile cortesia.
In bocca al lupo per la tua granfondo.

A presto.

enrico cavallini

(19 marzo 2012)
 

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