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Inserito il 14 ottobre 2010 alle 00:25:37 da Enrico Cavallini. - Letto: (3339)

Luca Fioretti - Il "Gladiatore" abruzzese

Abruzzese, classe '84, vanta 16 anni di attività ciclistica, di cui anche un anno da pro. Lasciato a piedi dalla squadra, è approdato nel mondo delle granfondo. Nel frattempo, prende la patente per gli autocarri e per gli autobus. Soffre in salita, ma tiene duro. Incontenibile se viene portato in volata.

di Enrico Cavallini (foto Play Full Nikon)


Luca Fioretti

Nato a:
San Benedetto del Tronto (AP)

Il:
6 marzo 1984

Residente a:
Tortoreto Lido (TE)

Squadre:
2009 Centri della Calzatura - Partizan (continental)
2010 Viner Factory Team Nautilus (granfondo)

Attuale occupazione:
Istruttore di spinning e accompagnatore squadre juniores




Noi di Granfondonews.it abbiamo seguito Luca Fioretti in alcune granfondo e ci ha subito colpito per la sua grinta, tenacia e capacità di soffrire.
Ritrovatosi all'interno del gruppo dei fuggitivi, stretto nella morsa degli avversari, ha sempre combattuto con forza, tanto da riuscire, sebbene con grande fatica, a vincere le corse. Per questa sua caparbietà e capacità nel lottare contro i mille avversari, lo abbiamo soprannominato il "Gladiatore abruzzese".

Ciao Luca, sei stato il mattatore del finale della stagione 2010, raccogliendo numerosi successi, soprattutto in volata, il tuo campo di battaglia ideale. Vorremmo sapere qualche cosa di te. Iniziamo dalla sfera ciclistica.
Da quanto tempo vai in bici, a che età hai iniziato e in quali categorie hai militato?
Vado in bici da 16 anni. Ho iniziato all'età di 10 anni nella categoria G6, l 'ultima dei giovanissimi. Poi sono passato esordiente, allievo, juniores, dilettante, professionista e adesso mi dedico alle granfondo.

In che hanno sei passato professionista? In quale squadra? Quale era il tuo compito all'interno della squadra?
Sono passato professionista nel 2009 nei Centri della Calzatura, squadra marchigiana con licenza continental, e il mio ruolo è sempre stato quello di stare al servizio dei capitani e, quelle volte che avevo carta bianca, cercavo - riuscendoci benissimo - di mettermi in evidenza andando in fuga.

Come ti sei trovato nell'ambiente della massima categoria? E' un bell'ambiente o ci si deve guardare da iene ed avvoltoi?
Mi sono trovato tutto sommato bene, anche se devo dirti che devi avere un carattere forte altrimenti rischi di essere puntualmente preso in giro, perchè non ti puoi fidare di nessuno.

Le vittorie più importanti della tua carriera? E quelle che ricordi con maggior piacere?
La vittoria più importante della mia carriera credo sia l'Internazionale di Caivano che vinsi nel terzo anno da dilettante, mentre quelli che ricordo più volentieri sono la maglia azzurra che conquistai al Giro del Trentino professionisti sull'Alpe di Pampeago e il Trofeo Cibes di Castelfidardo, perchè nel finale di corsa ero da solo contro 9 avversari che mi attaccavano in continuazione per cercare di farmi fuori e non portarmi in volata, ma ho saputo reggere bene e poi in volata ho vinto.

In questo 2010 sei approdato alle granfondo alla corte di Silvagni. Come mai sei venuto via dai professionisti e non sei riuscito a trovare una squadra?
Devo dirti la verità??? Beh, potevo rinnovare il contratto, ma prevedeva una cifra molto bassa, quasi nulla ...e ho preferito rifiutare. Al mio paese si dice che a ''zero'' non si canta nemmeno la messa.

Nel 2010, in alcune granfondo, hai dichiarato che ti sei buttato in questo mondo, per continuare ad avere una visibilità tale per tornare tra i pro. Qualora questo non dovesse capitare, hai pensato quale mestiere ti piacerebbe fare?
Ma sinceramente questo mondo mi piace molto e credo che per un bel po di anni resterò qui a dare battaglia tutte le volte che posso. In futuro mi piacerebbe portare i bimbi a scuola, dato che ho preso anche la patente apposita. (Luca, tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, ha preso la patente C e D, rispettivamente per i camion e per i pullmann, nda)

Ed ecco la domanda scomoda. Che il doping sia un problema del nostro sport è fuori discussione, i fatti, purtroppo lo confermano ogni giorno. Purtroppo però, per colpa di pochi, sono poi tutti a pagare. Qual'è il tuo pensiero personale e sincero a riguardo?
Credo che una volta era piu facile fare i furbi, adesso questo non è piu permesso. Ed è giusto che chi sbaglia paghi. Sono del pensiero comunque che una volta scontata la squalifica si debba dare un altra possibilità all'alteta, che poi se ricadrà di nuovo nella trappola, allora sì, che ci vorrà la radiazione.

Se al termine del mandato di Di Rocco, tu venissi eletto a presidente della FCI, quali sarebbero le tue prime azioni?
Una su tutte, potenzierei i controlli antidoping tra gli juniores e i dilettanti.

Ora andiamo pacatamente sulla sfera privata. Andiamo a conoscere il Fioretti uomo e non ciclista. Come occupi la tua giornata?
La mia giornata la occupo generalmente a seguire degli atleti di una squadra juniores nelle mie vicinanze....Do consigli che riguardano, piu che altro , gli allenamenti e l'alimentazione giusta da fare. Poi per il resto sono istruttore di spinning e mi diverto a fare le lezioni in palestra ogni tanto.

Sei sposato? Hai dei figli? Hai una compagna?
No non sono sposato, però ho un bimbo che si chiama Alessandro che ha cinque anni e mezzo...e per quanto riguarda la compagna, sono single.

Che titolo di studio hai?
Ho studiato geometra, poi non ho continuato l 'università perche sinceramente mi sono voluto dedicare interamente alla bicicletta.

So che hai preso la patente del camion e degli autobus. Come mai una scelta così atipica?
Ho fatto questa scelta perche in famiglia mio padre, che porta lo scuolabus durante la settimana, la domenica spesso viaggia con il turismo in giro per l'Italia, inoltre mi è sempre piaciuto seguire le orme di mio padre.
Poi nella vita non si mai...il ciclismo purtroppo non è tutto e comunque dopo una certa età non puoi piu competere con i migliori e devi comunque crearti una vita.

Per concludere, qual'è il sogno di Fiore-Jet, il Gladiatore abruzzese?
Il mio sogno da atleta è quello di poter tornare un giorno nel mondo dei professionisti, perchè credo che con la giusta maturazione potrei giocarmela tranquillamente con i migliori. Tutti i corridori che ho battuto da dilettante militano ora in squadre blasonate; sono stati piu fortunati di me, per questo io non voglio mollare perché credo fermamente di avere le doti per stare in quel mondo.

E quello di Luca Fioretti, uomo?
Il sogno che ho nel cassetto nella vita privata, invece, è di avere una famiglia serena, unita. Io, mia moglie e i miei figli. Al giorno d'oggi purtroppo non è facile trovare la donna giusta, ma io, nella vita privata come nello sport, sono uno che non si arrende tanto facilmente, poi sono giovanissimo e ho tutto il tempo per riuscire a trovare la donna ideale. (per lo meno spero)


(18 ottobre 2010)



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