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Inserito il 28 febbraio 2012 alle 08:01:21 da Enrico Cavallini. - Letto: (3282)

Andrea Noè - Da Brontolo a Brontolo Bike

Vanta il record di longevità nel professionismo. Ha partecipato a tutti i Giri d'Italia possibili durante la carriera. E' sempre stato generoso al servizio dei suoi capitani. Oggi ha smesso di pedalare per mestiere e ora pedala per passione, ma non solo: ora pedala anche per scopi sociali. Ecco chi è oggi Andrea Noè.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)


Andrea Noè

Nato a Magenta (MI) il 15 gennaio 1969

Residente a:  Robecco s/Naviglio (MI)

Squadre di appartenenza e relativo anno:
1993 Eldor - Viner (Italia)
1993-96 Mapei (Italia)
1997-98 Asics - C.G.A. (Italia)
1999-2002 Mapei - QuickStep (Italia)
2003-04 Alessio (Italia)
2005-09 Liquigas - Bianchi (Italia)
2010 Ceramica Flaminia (Irlanda)
2011 Farnese Vini - Neri Sottoli (Italia)
2012 Brontolo Bike (amatore)

Attuale occupazione:
Consulente sulle procure sportive presso A&J

Ciao Andrea,
una carriera lunga una vita, la tua, da lasciare sbalorditi veramente. Una militanza nei professionisti fin dalla giovane età perdurata fino al “mezzo di cammin di nostra vita”, come recitava il Sommo Poeta. Soprattutto l'appartenenza a squadre sempre di altissimo livello, segnale questo della bontà del tuo lavoro, gradito e apprezzato da tutti.

Partiamo con una domanda banale. A fine 2011, quindi da pochissimo, hai terminato ufficialmente la tua carriera da professionista: quale è stato il segnale che ti ha fatto capire che era ora di “andare in pensione”?
Il momento l’avevo scelta da anni: il Giro d’Italia ha segnato la mia lunga carriera ed era doveroso terminarla nella corsa che mi ha dato tanto.

Lasciamo perdere quello che hai fatto, che ormai è storia ed è di dominio pubblico, e dedichiamoci a cosa farai, che è sicuramente più interessante. Quindi, quali saranno i tuoi impegni per il futuro più prossimo?
Mi occuperò dei giovani talenti; collaborerò con l’agenzia A&J che si occupa di procure sportive: professionalità ed esperienza al servizio dei giovani. Sarò inoltre al seguito della squadra professionistica Farnese-Selle Italia nelle gare organizzate da RCS a cui parteciperà: Eroica, Tirreno, Sanremo, Giro e Lombardia. Avrò il compito ben preciso del consulente in pubbliche relazioni con gli sponsor del team. Sempre e solo bicicletta, per ora, nel mio futuro.

Lasciando da parte i temi legati al mondo professionistico, che non sono inerenti alla nostra linea editoriale, soffermiamoci invece sul Brontolo Bike. Come, quando e a chi è venuta questa idea?
L’idea è venuta per caso. A fine carriera, sul palco delle premiazioni del ultimo Giro d’Italia, mi hanno premiato con il “Chiodo di cristallo” e nell’occasione il team mi ha regalato la maglia legata al mio soprannome (in gruppo per tutti sono Brontolo). Da qui si è voluto, si è cercato, di unire il divertimento formando un team di amici. Un sito dove tutti gli appassionati possono aver l’abbigliamento firmato Brontolo e non solo: abbiamo voluto abbinarla ad un ente no-profit. Divertimento e beneficenza. Quest'anno si è scelto l’ente Hospice di Abbiategrasso. Si occupa dei malati terminali nel loro stato avanzato….

Non è passato molto tempo, praticamente pochi mese dalla sua costituzione, che stai già facendo “strage di cuori”, o meglio di pedali. Sono sempre più i ciclisti che si uniscono al gruppo. Qual è secondo te il segreto di questo successo?
Nessun segreto. Attualmente siamo 140 tesserati: semplici amatori, cicloturisti, bambini, donne e ciclisti della domenica….non serve correre. Tutti possono partecipare all’iniziativa. Basta andare sul sito www.brontolobike.it o iscriversi a gruppo su Facebook, Brontolo Bike ASD. Lì ci sono tutte le informazioni. Ma a dire il vero un segreto che ci unisce ce: l’amore per questo bellissimo sport.

Brontolo Bike ha anche scopi sociali: ce li spieghi?
Grazie all’aiuto di tanti sponsor amici, di cui molti legati al mondo del professionismo,  abbiamo fin da subito cercato di far qualcosa di diverso, oltre la semplice squadra amatoriale. Non interessa vincere, basta partecipare, basta andare in bici. Ma non bastava ancora; volevamo di più: aiutare chi nella vita è meno fortunata di noi e in bici non ci può andare. Subito ho voluto abbinarla ad uno scopo benefico. La scelta dell’Hospice di Abbiategrasso non è a caso: è una realtà della mia zona; una realtà molto importante e che ha bisogno dell’aiuto della gente, dei donatori, e nel nostro piccolo cercheremo di contribuire a questo con l'aiuto di tanti amici.

So che ti vedremo parecchio in giro per le granfondo nel prossimo futuro a promuovere il tuo gruppo. Pensi che si potranno avere dei gruppi di “Brontoloni” a livello nazionale ?
Saremo in giro per le granfondo e le randonneè quando il tempo ce lo permette. Le granfondo sono un ottimo veicolo pubblicitario per la nostra iniziativa. In questo modo continuerò ad andare in bici con spirito diverso e divertendomi e con l'aiuto di amici. Riuscire a far crescere questo bellissimo team…arrivare ad una cosa nazionale…non saprei. Partiamo e vediamo…

Quindi, ricapitolando: una splendida carriera, una bella casa una bella famiglia, un ottimo lavoro che ti permette di gestirti come preferisci, un grazioso hobby per stare insieme ai tanti amici, cosa manca ad Andrea Noè? Un sogno nel cassetto? Quel piccolo desiderio del tipo “Un giorno o l'altro mi piacerebbe fare...”
Sogni nel cassetto? Ho già raccolto molto, forse più di quello che mi aspettavo. Continuo a fare ciò che mi diverte, continuo a rimanere nel mio mondo: la bici. Ho una splendida famiglia che mi segue. Che cosa potrei chieder di più….per ora nulla…..sono felice!


Ti ringrazio per la collaborazione.
Auguro un grosso in bocca al lupo al Brontolo Bike e a tutti i “Brontoloni”.


A presto.

enrico cavallini


(27 febbraio 2012)



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