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Inserito il 14 febbraio 2012 alle 15:39:28 da Erica Lombardi. - Letto: (3737)

La figura della DIET COACH nel ciclismo: “dalla tavola ai pedali”

dott.ssa Erica Lombardi

Nasco ad Abbadia San Salvatore il 17.08.1984.
Qualcuno direbbe che ho 28 anni ma pratico sport almeno da trenta, tale la mia dedizione per ogni forma di movimento ma in particolare per gli sport di endurance. Dopo  aver praticato nuoto fin dall’età di tre anni, sono approdata al calcio, giocando per 6 anni nel ruolo di attaccante in una squadra di soli ragazzi. Tuttavia le notevoli capacità aerobiche nella corsa, mi hanno permesso di conseguire le prime vittorie nei campionati studenteschi di corsa campestre, pista e strada, e da queste si sono susseguite innumerevoli vittorie nei campionati provinciali e regionali in tutte le specialità di corsa, fino al conseguimento del titolo di campionessa italiana F.I.D.A.L. di corsa su strada per due anni consecutivi, e altri titoli italiani U.I.S.P.
Sono tutt’oggi detentrice del record toscano 5000mt piani under 18 ed ho partecipato a numerose manifestazioni nazionali e internazionali conseguendo un quarto posto nella mezza maratona internazionale di Praga. Inoltre sono stata membro della nazionale italiana di atletica ai campionati europei e mondiali di corsa campestre nel 2002 e 2003.

La mia carriera si è conclusa proprio a causa di una scorretta alimentazione; da ciò ho deciso di intraprendere gli studi sulla nutrizione e dopo un tirocinio presso l’istituto di Medicina e Scienza dello sport del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e numerosi convegni e corsi di formazione (anche presso il settore tecnico F.G.C. di Coverciano), ho conseguito la laurea di I°livello in dietistica presso l’Università degli Studi di Siena con la votazione finale di 110/110 e lode con tesi dal titolo “REGIME ALIMENTARE NEL MARATONETA D’ELITE” svolta con la collaborazione del campione olimpico di maratona Stefano Baldini.

Nonostante l’amore per il ciclismo, mi sia stato trasmesso sin da piccola da uno zio biker,  l’esperienza sul campo inizia con il GIROBIO , Giro d’Italia ciclistico under 27, nel 2009, come membro del comitato scientifico per la tutela della salute della F.C.I. in qualità di dietista.

Tutt’oggi dietista del Girobio e della Coppa delle Nazioni di ciclismo under 23, svolgo il mio lavoro di diet coach presso le principali squadre di dilettantistiche italiane e da quest’anno  grazie alla collaborazione con il CTA Coach Team Assistant diretto dal coach Fabrizio Tacchino, svolgo le mie consulenze di coaching nutrizionale anche per  il team professionistico Androni Giocattoli, oltre a seguire singoli  atleti professionisti di varie squadre italiane e straniere, nonché Handbikers e atleti  del settore amatoriale.


Chi di noi, colto dalla curiosità di reperire informazioni sull’alimentazione del ciclista non ha mai consultato un motore di ricerca? E chi non si è mai trovato a leggere molteplici articoli e recensioni dai toni talvolta contrastanti?

Siamo davvero certi che esista  un protocollo univoco di nutrizione per il ciclista o forse sarebbe più corretto parlare di alimentazione del singolo biker?

Ad oggi, il perseguimento della migliore performance atletica nel ciclismo è passata esclusivamente attraverso l’ottimizzazione della meccanica e dell’allenamento, trascurando l’alimentazione e l’idratazione e sottovalutando come una  corretta educazione alimentare possa migliorare non solo la prestazione ma anche il recupero muscolare dell’atleta.

La qualità, la quantità e le tempistiche nel rifornimento sono determinati per l’esito più o meno positivo della prova. Da ciò, nasce l’esigenza di un connubio tra allenamento e alimentazione. L’elaborazione di un  training di preparazione atletica va di pari passo con la formulazione di un programma alimentare personalizzato, che tenga conto delle caratteristiche metaboliche, delle necessità energetiche e psicologiche del singolo atleta.

La tipologia, la durata, il luogo (out/indoor) e le condizioni fisiologiche dell’atleta, rappresentano alcuni fattori che determinano la necessità di variare quotidianamente la dieta. A fronte di tali variabili sarebbe quindi più corretto parlare di PROGRAMMA, anziché di REGIME ALIMENTARE.

Nasce dunque l’esigenza di una stretta collaborazione tra l’atleta, il coach, il medico sociale, il team di appartenenza e la DIET COACH, nell’ancor utopica prospettiva di un vero e proprio team-equipe del biker.

Ma chi è la diet coach?
La diet coach è una vera e propria “allenatrice al cibo” che affianca  quotidianamente l’atleta, durante tutte le fasi della preparazione e in gara. Attraverso un percorso di coaching nutrizionale lo conduce all’acquisizione di una totale autonomia nella gestione della propria alimentazione, fornendogli un supporto per ritrovare in se stesso gli stimoli per migliorare la sua prestazione portandolo ad acquisire una adeguata  sensibilità corporea verso gli effetti fisiologici del cibo.

Il diet coaching non si basa soltanto sull’importanza delle Kilocalorie, ma sulle giuste associazioni alimentari, sulla qualità degli alimenti e sui metodi di cottura, ponendosi come obiettivo  quello di portare l’atleta al raggiungimento del suo “peso funzionale”, liberandolo dall’uso tedioso della bilancia.

Perdere peso infatti non è sempre sinonimo di perdita di grasso: un radicale cambiamento della composizione corporea, in termini di  riduzione di  grasso e incremento della massa muscolare, ottimizza la prestazione atletica senza indurre alcuna riduzione della forza e  della potenza.

Il percorso di diet coaching si articola su varie fasi delle quali l’elaborazione del programma nutrizionale e di integrazione alimentare rappresentano l’ultimo step. Nei prossimi articoli passeremo in rassegna le singole fasi del coaching nutrizionale.

Buon lavoro,buon appetito e un grande in  bocca a lupo a tutti voi!!

14 febbraio 2012

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