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Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 04 febbraio 2012 alle 10:45:02 da dott. Paolo Forno. - Letto: (2788)

La biomeccanica: una scienza che non si improvvisa

dott. Paolo Forno
Il dott. Paolo Forno, è laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Torino, ha conseguito il diploma interuniversitario europeo (I.S.E.F. Torino, Facoltà di Scienza dello Sport di Lione, Scuola Federale dello Sport di Macolin, Università di Losanna) sulla Preparazione Fisica negli Sport di squadra e il diploma D.O. di osteopata presso una scuola affiliata al Roi.
Svolge l’attività di preparatore atletico ed osteopata presso il suo studio a Biella, oltre a partecipare come relatore o docente a convegni e corsi sulla teoria dell’allenamento e sull’alimentazione.
La biomeccanica è la scienza che studia le relazioni tra il corpo umano e il mezzo meccanico.

Una delle prime ricerche a questo proposito risale addirittura ad Aristotele che scrisse il testo titolato De Motu Animalium.

Attualmente viene utilizzata in vari campi per migliorare le prestazioni o l’ergonomia del connubio uomo-macchina o nella costruzione degli arti artificiali.

Nel ciclismo studia l’ergonomia tra il corpo umano e la bicicletta.

Le finalità di questa ricerca nell’ambito del ciclismo sono varie e tutte fondamentali:
  • il miglioramento del confort per il ciclista che deve trascorrere anche varie ore sulla propria bicicletta,
  • ricercare una posizione che consenta all’atleta di esprimersi al massimo delle proprie potenzialità,
  • prevenire o rimediare a dolori articolari che si possono manifestare nella pratica della disciplina.
Questo si ottiene innanzitutto disponendo di un telaio della misura più conforme alle proprie caratteristiche antropometriche e poi mettendo in atto tutti i presupposti per adattare ulteriormente la posizione del ciclista sul mezzo.

Vediamo quindi quali sono le componenti importanti in quest’ambito.
Quando siamo seduti sulla nostra bicicletta abbiamo cinque vincoli: le mani appoggiate a manubrio, il bacino sulla sella e i piedi agganciati ai pedali. Questi vincoli limitano la possibilità al nostro corpo di adattarsi liberamente alla posizione assunta durante la pedalata. Quindi la biomeccanica interviene proprio per cercar di amalgamare le finalità sopraelencate nel modo più opportuno.

Lo scheletro umano è composto da leve (le ossa) ed ingranaggi (le articolazioni). Se si riesce ad ottimizzare il lavoro di queste leve si ottiene sia un aumento di prestazioni, sia una minor sollecitazione degli “ingranaggi”.

Da ciò si deduce che il biomeccanico deve avere una profonda conoscenza dell’anatomia e della fisiologia articolare per interpretare nel modo più opportuno le necessità del ciclista che si rivolge a lui. Purtroppo in quest’ambito c’è ancora molta confusione e soprattutto notevole improvvisazione da parte dei cosiddetti “esperti” che spesso sono dei buoni pedalatori ma con scarse se non nulle conoscenze anatomiche o competenze sulle eventuali patologie derivate da un errato allineamento delle “leve” e degli “ingranaggi” del corpo umano e sugli opportuni rimedi atti a porre rimedio al problema.

Questo fa si che ci si affidi con eccesso di fiducia alle interpretazioni matematiche di software opportuni, che però non potranno mai avere le competenze di cui sopra per interpretare il senso di confort del ciclista rapportato anche alle sue esperienze sportive pregresse e agli eventuali dismorfismi scheletrici.

Quindi essere posizionati correttamente sulla bicicletta con l’esatta interpretazione di tutti i parametri necessari a raggiungere l’ideale compromesso tra il comfort, la richiesta di prestazione e l’integrità fisica dell’atleta, evita spesso di ricorrere ad innumerevoli terapie, quando il poblema era risolvibile agendo sulla causa e non sull’effetto, come mi succede di osservare spesso durante la mia attività.

Nei prossimi numeri di questa rivista andremo ad approfondire i vari aspetti della biomeccanica applicata alla corretta posizione sulla bicicletta, per capire quanto sia importante questa variabile nell’ambito di questo bellissimo sport.

3 febbraio 2012

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