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Inserito il 12 ottobre 2011 alle 19:54:01 da Enrico Cavallini. - Letto: (3296)

Emma Mana - Un amore per le montagne

Vent'anni di organizzazione della granfondo più "storica" del Piemonte: la Fausto Coppi. Una manifestazione in costante "lotta" con un territorio stretto tra mille problemi. Da un lato gli Enti che non riconoscono il valore del ciclismo, dall'altro la popolazione che non è rivolta al turismo. Ma la Leonessa della Granda non molla il tiro e continua nella perenne lotta per valorizzare le sue montagne. Intanto la Granfondo Alta Langa prende sempre più piede.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Emma Mana

Nata a: Cuneo

Il: 11 settembre 1963

Residente a:  Cuneo

Manifestazioni organizzate:
Fausto Coppi e GF Alta Langa

Attuale occupazione:
coordinatore sedi provinciali della LILT
Ciao Emma, senza ombra di dubbio sei una tra le organizzatrici pioniere di questo mondo, avendo alle spalle numerose edizioni della granfondo più amata in Piemonte, ma anche su tutto il territorio nazionale: la Fausto Coppi. Una manifestazione che, dopo essere stata il vanto della provincia di Cuneo, la Granda, per tantissimi anni, nelle ultime edizioni ha visto nascere tutta una serie di problemi che non hanno trovato soluzioni, o le hanno trovate tra mille difficoltà. Ci dai una mano a capire dove termina l'impegno di un organizzatore e dove inizia quello di un Ente?

Innanzi tutto ti rubo qualche minuto per conoscerti meglio. Qual è il tuo rapporto con il ciclismo? Lo pratichi attivamente? Come ti sei avvicinata a questo sport?
Il ciclismo è uno sport che unisce corpo, benessere fisico e psichico e rapporto con la natura, che non pratico attivamente, anche se l'utilizzo quotidiano della bici può diventare un sistema di vita. Dopo l'esperienza organizzativa nel campo automobilistico ed in particolare nei rally ho avuto l'occasione di incontrare il gruppo che per anni si è occupato della Granfondo Fausto Coppi. E' nata una collaborazione che progressivamente è diventata un impegno sempre crescente.

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?
Lavoro alla LILT e mi occupo del coordinamento delle sedi provinciali

Sei sposata? Hai dei figli?
Sono sposata, ma non ho figli

Da quanti anni segui l'organizzazione della Fausto Coppi e cosa ti ha portato a prenderne le redini in mano?
La mia prima Fausto Coppi è stata nel 1992 e dal 2003 sono presidente dell'associazione. Il mio è un impegno personale per la promozione dello sport e del territorio cuneese, in particolare delle montagne.

Hai sempre messo in campo numerose iniziative, sia associandole alla Fausto Coppi che facendole vivere di vita propria, come la “neonata” Granfondo Alta Langa, giunta alla sua quarta edizione. Una gran voglia di proporre il Cuneese e tutto il suo territorio, quindi. Ma tutta questa passione per la Granda viene ripagata dagli Enti preposti, o è tutto uno sforzo inutile?
Nel cuneese l'organizzazione di eventi è impegnativa sotto molti profili e si deve anche superare l'ostacolo della configurazione di un territorio senza molte alternative di percorsi degni di una granfondo internazionale come la Fausto Coppi.

Dicevamo che la Fausto Coppi, che a luglio ha portato a compimento la sua 24a edizione, ha vissuto una vita molto travagliata. Personalmente mi ricordo il veto da parte dei Francesi che di fatto levò lo sconfinamento oltralpe, poi le edizioni spostate di data a causa delle nevicate abbondanti dove la neve non voleva abbandonare il Fauniera, per arrivare addirittura al troncamento del percorso a causa dell'impraticabilità delle strade di alta montagna che non vengono sistemate dalle Autorità, tanto meno per fare passare la corsa. Sembrerebbe di capire che la granfondo dia più fastidio che piacere, o sbaglio?
E' l'evento ciclistico più importante e con maggior tradizione e numero di edizioni in Piemonte a livello amatoriale: 2400 iscritti provenienti da 24 nazioni rappresentano un tesoro dal punto di vista dell'accoglienza e della promozione del territorio. L'evento non dovrebbe essere considerato un disagio per la chiusura delle strade, ma una gara che fa conoscere il cuneese in tutto il Mondo. L'organizzazione ha bisogno della collaborazione di Enti pubblici e privati a partire dal settore imprenditoriale che si occupa di ristorazione e accoglienza alberghiera.

Qualche ora di chiusura delle strade è certamente compensata dal ritorno a livello d'immagine e conoscenza delle vallate. E' necessario un sempre maggior coinvolgimento dei paesi attraversati dalla gara per considerarla un evento di tutti e raggiungere il livello di rapporto con il territorio come avviene per le granfondo in altre regioni. Progressivamente negli anni, dalle ritrosie e dubbi che hanno caratterizzato diverse edizioni per la chiusura delle strade, negli ultimi tre anni il principale problema è stata proprio la viabilità: le strade in quota hanno necessità di interventi generali e sistematici, non solo cantieri di manutenzione ordinaria. I colli sono un patrimonio di tutti: da chi vive in quelle valli ai margari, dai turisti agli appassionati di ciclismo.

Nel 2011 si è dovuto cambiare percorso a pochi giorni dalla gara con l'annullamento della salita al Sampeyre, mentre il passaggio all'Esischie è stato possibile soltanto grazie ad un intervento in estremis del comune di Marmora. Il futuro della Fausto Coppi, come di altre gare nel cuneese, dipende dal preciso impegno degli enti pubblici a garantire la transitabilità delle strade, senza dover dipendere da imprevisti e dalla necessità di risolvere emergenze.

La Fausto Coppi è un piccolo gioiello italiano in ambito fondistico, amato da moltissimi ciclisti,  nostrani e non, come dimostrano le tante nazioni rappresentate in griglia di partenza. Una manifestazione che ha un successo tale dovrebbe essere, non dico accettata, ma addirittura richiesta dalla popolazione e dall'amministrazione locale. Invece?
L'evento sta diventando un appuntamento ben oltre l'aspetto agonistico: è ormai una manifestazione di livello internazionale.

In questa edizione della Coppi non abbiamo più trovato la super-randonneè. Come mai? L'evento non è riuscito a prendere piede?
Per il momento non prevediamo una nuova edizione della randonnèe, anche se questa maratona per temerari del ciclismo rappresenta un'occasione per confermare l'unicità della Fausto Coppi.

Hai appena chiuso la quarta edizione della Granfondo Alta Langa. Una manifestazione relativamente giovane, con un grande potenziale, ma che stenta a decollare. Tra l'altro è una delle poche realmente voluta da un Ente locale. Quali sono i problemi maggiori per portare nella “Perla delle Langhe” almeno un migliaio di partenti?
L'edizione 2011 è stata un successo e ha fatto apprezzare le strade dove colline, vigneti e noccioleti fanno da palcoscenico alla gara. Puntiamo a far diventare questa granfondo un appuntamento di rilievo di fine estate. Il numero di stranieri fa ben sperare per il 2012

So che, insieme ai CicloAmateurs Mondovì, gli organizzatori del Giro delle Valli Monregalesi, state portando avanti una sorta di “petizione” da presentare alle Autorità locali al fine di sensibilizzarli su ciò che il movimento fondistico porta al turismo del territorio. Qual è l'effetto che vorreste ottenere?
Il nostro appello è stato raccolto. Come organizzatori di granfondo e gruppi ciclistici abbiamo chiesto un incontro con Regione Provincia e Comuni per fare il punto sulle esigenze e priorità per il 2012. Il 27 settembre è previsto un confronto a Cuneo in Provincia e due giorni dopo in Regione. I numeri della granfondo sono conosciuti da tutti e sarebbe davvero un grande errore pregiudicare la crescita di questa manifestazione a causa di problemi stradali.

Bene, siamo arrivati alla fine della tortura. Ci lasciamo con un ultima domanda: un sogno nel cassetto?
Le montagne cuneesi sono paragonate alle Dolomiti, per la 25a edizione della Fausto Coppi Selle San Marco mi auguro un livello di strade simili a quelle delle Dolomiti.


Ti ringrazio per la collaborazione e ti auguro in bocca al lupo.

enrico cavallini


(12 ottobre 2011)


 

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