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Inserito il 23 agosto 2011 alle 11:00:43 da Enrico Cavallini. - Letto: (3302)

Edith Vanden Brande - La ciclista delle Ardenne

Belga di Sleidinge è dottoressa in Scienze Politiche e si occupa di ricerca all'Università di Ghent. Si avvicina al ciclismo nel 2005 e alle competizioni nel 2007 con la MTB. Dopo una seria caduta si dedica alla strada entrando nel mondo delle granfondo. Ama le salite che viene a trovare sulle nostre Alpi. Partecipa a numerose manifestazioni in Italia, Francia e Austria, inserendo quasi sempre il proprio nome negli Albi d'Oro. Spera di avere più granfondo in Belgio e sogna di venire a vivere sulle Alpi.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Edith Vanden Brande

Nata a: Brugge (Belgio)

Il: 11 gennaio 1982

Residente a:  Sleidinge (Belgio)

Squadre:
2008 - Saeco Mountainbike Team Amateur Marathon
2009-2011 - Veltec team Gran Fondo
2010 - RABC Ladies team 2010 (squadra femminile amatoriale non-UCI)

Titolo di studio:
dottoressa in Scienze Politiche

Attuale occupazione:
assistente ricercatore universitario all'Università di Ghent
Ciao Edith,
il tuo nome non è nuovo nelle liste degli iscritti di numerose granfondo italiane, nonostante la tua provenienza belga. Un nome che è sempre comparso nelle parti più alte delle classifiche femminili dei percorsi lunghi delle manifestazioni più importanti in Italia. Vittorie di tutto rispetto, così come quella recente alla Maratona dles Dolomites, dopo la quale la stampa italiana (e qui noi di GranfondoNews.it ci dissociamo totalmente), hanno infangato il tuo nome con la “non-negatività” rilevata ai controlli antidoping, prima ancora che il caso fosse arrivato agli organi competenti che, come ben sappiamo, hanno chiuso il tuo fascicolo in quanto “non sussiste fatto di doping”. Dopo tutto questo vociare ci piacerebbe conoscere un po' meglio Edith Vanden Brande: ci aiuti?

La bicicletta è la tua grande passione, abbiamo letto dal tuo comunicato stampa: quando è nata questa passione e chi ti ha portato a conoscere il ciclismo?
Ho cominciato ad andare in bici 6 anni fa. Non ho mai praticato alcuno sport prima. Strano perché mio padre e mio nonno erano appassionati di ciclismo. Mio padre è morto quando avevo 11 anni, così ho perso un modello di riferimento. Nel 2007 ha iniziato con la mountain bike. Ho iniziato pedalando nelle vicinanze, poi sono passata alle granfondo nelle Ardenne. In mountain bike ho scoperto il mio talento per le lunghe distanze e per la salita, ma la mountain bike richiede competenza tecnica che è molto difficile imparare in pochi anni. Nel 2008 ho comprato la mia prima bicicletta da corsa; a seguito di una brutta caduta nel maggio 2008 con la mountainbike, ho deciso di darmi alle Gran Fondo su strada. Ho esordito con la Marmotte nel 2008, dopodiché mi sono appassionata definitivamente alle granfondo. Il 2009 è stato il mio primo anno nella squadra Veltec Granfondo. Ho iniziato ad allenarmi con le tabelle, facendo potenziamento in inverno e la maggiore esperienza in montagna con salite e discese mi ha portato al livello al quale sono ora.

La tua “posizione” non è chiara secondo le normative italiane, in quanto risulti essere èlite, ma corri da amatore, mentre abbiamo trovato anche qualche tua partecipazione a corse èlite, come ad esempio il 37° posto del 1° maggio 2010 al Gran Prix Elsy Jacobs vinto da Emma Pooley. Come funziona il regolamento del tesseramento in Belgio (che mi immagino sarà meno complicato che in Italia) ?
In Belgio abbiamo solo una categoria per le donne: lo chiamano "donne elite senza contratto". Nel 2010 sono stata, oltre che nella squadra Veltec Granfondo, anche un membro di una squadra amatoriale femminile non-UCI. Su invito ho partecipato ad una gara in Lussemburgo.

Sei stata in passato nell'organico di qualche squadra professionista? Sei mai stata sotto contratto? Se sì in quali squadre e in quale anno?
No. Non sono mai stata un membro di un team professionistico. Ho iniziato con il ciclismo solo 4 anni fa e l'anno prossimo compirò 30 anni; ho iniziato troppo tardi con il ciclismo. La mia vera passione è la salita e l'alta montagna. Le gare femminili professionistiche sono troppo corte e troppo piatte per le mie caratteristiche.

Vieni spesso in Italia e partecipi a molte manifestazioni alpine, siano esse italiane, oppure francesi o austriache. Come mai delle trasferte così lunghe?
Io vivo a Sleidinge vicino alle Ardenne fiamminghe, con un sacco di ciottoli e le colline scoscese. In Belgio abbiamo solo una Gran Fondo e nella parte meridionale del Belgio abbiamo solo brevi colline. Io preferisco le alte montagne e le salite. Da febbraio fino ad agosto faccio molti viaggi; tutte le mie vacanze sono dedicati alla mia passione: il ciclismo in montagna. Mi piace l'atmosfera delle granfondo italiane. Gente simpatica, bei paesaggi, gli eventi ben organizzati ... e in Italia ci sono avversari che corrono ad alto livello.

Mi immagino che non sia stato piacevole vivere l'esperienza mediatica italiana post-Maratona. Quali pensieri ti sei fatta su tutta questa faccenda? Tu e il tuo team pensate di avviare procedimenti legali contro chi ha diffuso la notizia creandovi un danno d'immagine?
Non è stato affatto piacevole. Con l'aiuto di alcune persone sono riuscita a contattare la FCI. Come straniera è stato molto difficile trovare un contatto con le autorità ufficiali, in più non parlo italiano. Per scrivere il comunicato stampa ho avuto l'aiuto dello sponsor Veltec e di un ciclista italo-belga. Il danno è stato per la mia reputazione impeccabile, ma non abbiamo intenzione di impegnarsi in un procedimento legale. Sono un amatore e non una professionista. Spero che i miei buoni risultati confermeranno la mia immagine come granfondista.

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni, ovvero, che mestiere svolgi?
Sto lavorando come ricercatore universitario presso l'Università di Ghent. Come assistente del professore ho avuto un contratto di 6 anni e il mio contratto presso l'Università finirà a ottobre. Ora sono alla ricerca di una nuova esperienza professionale sperando di combinarla con la partecipazione alle granfondo.

Hai famiglia? Marito, figli?
Vivo con il mio ragazzo Frederic Coopman, anch'egli granfondista, a Sleidinge e non abbiamo figli. Tutto il mio tempo libero è dedicato al ciclismo.

Qual è un tuo sogno ciclistico per il futuro?
Spero che vengano organizzate più Gran Fondo in Belgio, ma vorrei partecipare anche a qualche altra celebre Gran Fondo in Italia. E in futuro remoto vorrei spostarmi sulle montagne, in Austria o in Italia. La salita è la mia più grande passione. Amo le alte montagne.

E un sogno professionale o famigliare?
Mi piacerebbe vivere in montagna e fare qualcosa con il ciclismo e con il turismo. I miei piani non sono così chiari: forse rimarrà un sogno, ma continuerò a sognare correndo alle granfondo.


Ti ringrazio per la gentile collaborazione e ti auguro un in bocca al lupo per le prossime gare.


(23 agosto 2011)



 

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