Articoli 
mercoledė 23 ottobre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 28 luglio 2011 alle 09:23:05 da Enrico Cavallini. - Letto: (2502)

Alessandro Gualazzi - Passione Straducale

Organizzatore da parecchi anni della Granfondo Straducale si è ritrovato a dovere gestire in poche ore un'emergenza climatica imprevista e imprevedibile, costringendolo a sospendere la corsa e a organizzare i soccorsi e i mezzi di recupero. Criticato dai più agonisti che avrebbero voluto continuare, non tornerebbe sui suoi passi. Vediamo come è andata.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)


Alessandro Gualazzi

Nato a: Urbino (PU)

Il: 13 maggio 1959

Residente a:  Urbino

Manifestazioni organizzate:
Straducale e Muri di Urbino dal 2006

Attuale occupazione:
Quadro Aziendale in una multinazionale Farmaceutica

Ciao Alessandro,
lo scorso 24 luglio è andata in scena la Granfondo Straducale, evento di chiusura della Straducale 2011, la kermesse di eventi legati alla bicicletta, ma anche di cultura e spettacolo, che ha impegnato la città di Urbino per ben quattro giorni. Una manifestazione riuscita alla grande, peccato che la domenica sia stata una giornata totalmente anomala sotto l'aspetto meteorologico.


Il freddo pungente di inizio febbraio, la nebbia, poi tramutatasi in pioggia, ha messo in crisi l'organizzazione. Era prevista una situazione di così forte emergenza?
Assolutamente no! Eravamo in contatto con la stazione meteo dell’Università di Urbino che all’ultimo giorno aveva cambiato le previsioni dando probabili piogge al mattino e nel tardo pomeriggio,ma mai e poi mai avremmo potuto pensare ad un abbassamento della temperatura così repentino da primo inverno. Avevamo predisposto sulla cima del Nerone, ad uno dei ristori, la distribuzione di fogli di giornale e sacchetti per cercare di proteggere il corpo da un po’ di fresco in discesa. Pensa che il thè, che inizialmente era refrigerato, è stato riscaldato dai volontari e offerto come bevanda calda.

Ci risulta che quando hai dato l'ordine di fermare i ciclisti sul Monte Nerone (temperatura a 5°C) e per il loro successivo recupero in autobus, ti trovavi all'ospedale ad assistere ad un caso di ipotermia e ad un paio di brutte cadute. E' andata così?
Assolutamente sì. Sono stato molto tempo al Pronto Soccorso, dove erano già ricoverati numerosi atleti per cadute accidentali dovute alla pioggia caduta già nella prima parte del percorso, ma quando ho visto arrivare alcuni ciclisti in ipotermia, non ci ho pensato un attimo e ho sospeso la corsa.

Una decisione che ha suscitato il malumore di qualche intrepido ciclista che avrebbe voluto continuare comunque, ma anche molti complimenti per la scelta. Da una tua analisi sono stati più i ciclisti che hanno ringraziato o quelli che si sono lamentati?
In queste ore sto solo rispondendo a mail di ringraziamento; vorrei pubblicarle tutte per ringraziare i 300 volontari che per ore, nonostante il tempo infernale, hanno continuato a svolgere il proprio compito assistendo chi aveva bisogno, addirittura togliendosi di dosso la propria felpa per dare sollievo agli atleti in difficoltà.

Quanti mezzi sono stati inviati sul Nerone per il recupero dei ciclisti infreddoliti?
Un pullman da 60 posti più una decina di mezzi tra pulmini, autoambulanze e camion per il recupero delle biciclette.

Ora si presenta un problema di punteggi legati al Marche Marathon e al Campionato Udace. Hai già pensato a qualche soluzione?
Tutti gli atleti saranno classificati in base al rilevamento del passaggio sul monte Nerone più un “x” di tempo ipotetico per raggiungere Urbino. Per il Marche Marathon saranno considerati tutti i km come se la gara fosse stata conclusa e credo che non ci siano problemi neanche per il campionato Italiano UDACE; sarebbe un delitto non premiare questi sfortunati ciclisti che ne hanno già passate abbastanza.

La scelta che hai preso, dovesse accadere nuovamente (ci auguriamo ovviamente di no), la riprenderesti o questa volta, per evitare i malumori dei più agonisti, lasceresti tutti al loro destino?
Credo che sia stata la decisione più saggia che abbia mai preso in vita mia,dopo naturalmente la decisione di sposare mia moglie…. Lasciare al destino i ciclisti avrebbe voluto dire forse piangere lacrime amare in questo momento.

Stai già pensando all'edizione 2012 della Straducale, in questi giorni, o come capita a tanti organizzatori, per qualche giorno ne hai la nausea?
Avevo la nausea poche ore prima della partenza, ma l’aspetto umano che mi ha dato questa edizione, e la consapevolezza di avere una squadra vincente, mi sta già facendo pensare al futuro.

Ma tu, in bicicletta, ci vai? L'hai provato in bici almeno una volta il tuo percorso?
Vado, ma purtroppo molto raramente e solo la domenica. Ho un lavoro che non mi permette di allenarmi anche se ho avuto un passato da buon cicloamatore. Ho provato il percorso lungo in due tappe e ti assicuro che è stato un’apocalisse portarlo a termine.

Ce lo racconti un tuo sogno da organizzatore?
Riuscire a portare a termine un accordo con qualche ente per poter effettuare più controlli antidoping e convincere anche i veri agonisti ad alzare un attimo la testa per guardare i paesaggi e scambiare qualche parola con i volontari dei ristori, molti dei quali sono bambini.


Ti ringrazio per la gentile collaborazione.


(28 luglio 2011)


TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!