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Inserito il 20 luglio 2011 alle 10:05:31 da Enrico Cavallini. - Letto: (4581)

Alessandro Bertuola - Sognando il Giro

Sono ventitré anni che è in sella il giovane trevigiano che può vantare un passato ciclistico di tutto rispetto. In mancanza di un contratto con una squadra seria e duratura, è ora impiegato tra le fila del Viner Factory Team. Trentadue anni,  fidanzato con Miriam, sogna di tornare ancora tra i pro e di partecipare al Giro d'Italia.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Alessandro Bertuola

Nato a: Montebelluna (TV)

Il: 13 settembre 197

Residente a:  Postioma (TV)

Squadre:
1988-1995 : G.C.Postioma (dalla cat.G3 dei giovanissimi alla categoria allievi);
1996-1997 : Velo Club G.Bianchin (Juniores);
1998-2000 : MG Boy's (Under 23);
2001-2004 : Team Ima spercenigo (under 23 ed Elite);
2005 : Naturino Sapore di Mare (professionista);
2006-2007 : Team Tenax (professionista);
2008 : Preti Mangimi (professionista);
giugno 2009-maggio 2010 : MgKvis (Granfondo);
da maggio 2010 : Team Kalev Chocolate (professionista);
2011 : Viner Factory Team Nautilus (Granfondo)

Attuale occupazione: ciclista amatore, nonché disoccupato

Titolo di studio:
diploma professionale tecnico industrie meccaniche
Ciao Alessandro,
un passato agonistico di tutto rispetto il tuo con la militanza in squadre del calibro della Naturino Sapore di Mare e della Tenax, al servizio di grandi campioni; sei incappato nel triste vortice delle squadre che chiudono, della mancanza di contratti da firmare e gli ultimi tre anni sono stati un andirivieni tra il mondo delle granfondo e quello professionistico.

Da quanti anni corri in bicicletta e cosa ti ha spinto a farlo?
Ho iniziato a correre in bici nel 1988 da giovanissimo (categoria G3) per gioco, a seguito di una proposta dalla squadra del mio paese, il G.C.Postioma.

Ci sembra palese che il tuo obiettivo sia quello di tornare, per restarci, nel mondo professionistico. Qual è l'ostacolo maggiore che stai incontrando per raggiungere il tuo obiettivo?
Appena iniziata la stagione 2011 nelle granfondo, del professionismo non ne volevo più sapere, però ora vorrei ritrovare qualcuno che mi dia la fiducia e ritornare tra i professionisti per poter recuperare il tempo perso. La difficoltà è essere fuori da quel mondo ora e la mia età che ormai è salita.

Il tuo problema è abbastanza comune e lo abbiamo riscontrato in numerosi attuali granfondisti, come Cavalli, Carriero, Lucciola, Fioretti, quel DeMatteis che la stagione scorsa spopolò in Piemonte e che fu anche tuo compagno di squadra in Tenax, piuttosto che Barbero e tanti altri. Secondo la tua esperienza e punto di vista, cosa non va nel mondo professionistico che causa la generazione di tutti questi ragazzi delusi?
Negli ultimi anni, soprattutto con la riforma ProTour, molte squadre hanno chiuso o qualcuno va avanti con mille difficoltà e con un calendario gare povero, quindi molti ragazzi che passano professionisti non riescono ad esprimersi al meglio e i Team Manager non danno loro tempo, così li lasciano a piedi e ne cercano altri; in pratica un continuo cambiamento.

Non pensi o credi che forse sarebbe meglio avere un apparato professionistico più solido e magari meno vasto, che desse meno possibilità alla creazione di squadre, soprattutto le Continental, che non sono in grado di assicurare un futuro ai ragazzi, evitando di “partorire” un numero elevato di ex professionisti delusi/trombati da quel sistema per il quale hanno sacrificato la giovinezza?
Concordo in pieno, per me il professionismo dovrebbe essere formato da squadra ProTour e Professional, eliminando le Continental, che in certi casi sono squadre più piccole di una di dilettanti, e che mettono i corridori allo sbando.

L'arrivo nel mondo delle granfondo è stato più volte dichiarato essere una sorta di stimolo per continuare ad allenarsi e a tenersi in forma in attesa di trovare una squadra pro nella quale tornare. Ti chiedo, da ignorante, non sarebbe più proficuo retrocedere tra gli élite, piuttosto che passare amatore?
In base ai regolamenti, se non mi sbaglio, se torni tra gli élite puoi fare solo le corse internazionali dei dilettanti e non sono molte, quindi diventa difficile trovare la forma e ottenere buoni risultati se non corri con continuità.

Ti abbiamo visto correre e vincere granfondo importanti, quali la recente Granfondo Giordana che hai vinto davanti all'amico Giuseppe Sorrenti Mazzocchi, che ha dichiarato di seguire i tuoi consigli. Lo stesso “Beppe”, domenica 17 luglio, al Passo Maniva, ti ha dato il ben servito. Sei comunque stato contento di avere visto il “discepolo” superare il “maestro” o la cosa ti ha indispettito?
Il mio amico Beppe l'ho conosciuto giusto un anno fa alla GF Pinarello e abbiamo iniziato ad allenarci assieme da settembre, accorgendomi subito che aveva delle buone doti, solo che era parecchio acerbo con la bici. Sono contento dei risultati che ha ottenuto finora; è migliorato moltissimo, non solo fisicamente, ma anche di testa e nella guida della bicicletta, e questo grazie anche ai miei piccoli consigli. Non mi ha affatto indispettito essere stato battuto da lui; ha dimostrato il buon periodo di forma che sta attraversando e la vittoria se l'è guadagnata meritatamente.

Sei sposato, hai famiglia?
No non sono sposato, sono fidanzato con Miriam da 6 anni e mezzo.

Svolgi qualche altra attività durante il giorno o ti dedichi solo alla bicicletta?
Per ora mi sto dedicando solo alla bicicletta, però mi farebbe piacere riempire la rimanente mezza giornata con un lavoretto.

Mi immagino che il tuo sogno nel cassetto sia di tornare tra i pro. Qualora non dovesse accadere, cosa vorresti fare “da grande”?
Se dovessi cessare con l'agonismo, mi piacerebbe comunque rimanere nell'ambiente sportivo, tipo in un'azienda di bici o comunque che operi nel settore del ciclismo, e anche fare il Direttore Sportivo tra i dilettanti o juniores non sarebbe male.

Se dovessi invece tornare professionista, che ti auguro con tutto il cuore, quale sarebbe il tuo sogno da atleta?
Da ciclista italiano, un piccolo sogno sarebbe quello di poter partecipare almeno una volta al Giro d'Italia.


Ti ringrazio per la gentile collaborazione e ti auguro un in bocca al lupo per i prossimi appuntamenti.

Enrico Cavallini

(20 luglio 2011)




 

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