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Inserito il 26 ottobre 2017 alle 10:44:47 da enrico. - Letto: (1589)

Granfondo Roma: semper gaudio maximo

La granfondo capitolina, giunta alla sua sesta edizione, è sempre capace di coniugare la semplice voglia di pedalare in luogo intrisi di storia, alla vena agonistica che ogni ciclista cela nel proprio animo. Riviviamo la giornata con gli occhi di Michele Bazzani.

(Testo di Michele Bazzani, foto ph Sportograf e Michele Bazzani)

Sono le 7 di una fredda mattina di ottobre quando mi stropiccio gli occhi, cercando di capire se quello che sto vivendo sia un sogno o la realtà. In verità sono già sveglio da quasi due ore, ma l’alba che spunta dietro il Foro di Traiano accendendo il Colosseo e le altre antiche vestigia dei Fori Imperiali, conferisce alla scena un quadro onirico e surreale. Nel mezzo oltre seimila ciclisti, pronti a solcare con le loro ruote le strade millenarie. L’essenza della Granfondo Roma sta tutta qui. Il resto sarà lo sviluppo di una sceneggiatura scritta e diretta da qualche mago del divertimento e della gioia.

Per me è la sesta partecipazione su sei edizioni. Oramai è diventata un happening irrinunciabile, il modo migliore per chiudere la stagione ciclistica nel migliore dei modi, una festa che ripropone l’eccitazione dell’ultimo giorno di scuola. Entro nella mia griglia e ritrovo gli amici e i compagni di mille avventure: un emozionato Paolo intento a fotografare e a riprendere ogni attimo per consegnarlo all’album dei ricordi, la sempre sorridente Costanza con cui ho condiviso tante gare e la più concentrata Elena che punta a mantenere il titolo di regina di Roma conquistato lo scorso anno. Accanto a me saluto Aurelia con il fido Federico e il suo nastro rosso legato dietro al casco: come lei altre ragazze per testimoniare un messaggio di unità contro la violenza sulle donne. Poco avanti lo speaker intervista Andrea Tafi, campione del recente passato, e Paolo Tiralongo, ottimo corridore che ha appena concluso la sua carriera da professionista: per loro si prospetta una pedalata rilassata in compagnia di tanti appassionati.

L’attesa è comunque breve, il via viene dato con due minuti di anticipo e iniziamo il giro ad andatura controllata dentro il centro di Roma, per l’occasione completamente chiuso e riservato a noi. Incomprensibilmente molti cercano di risalire, prendendo rischi assurdi. Io preferisco mettermi da parte e godere i vari angoli della città da una prospettiva insolita, ci sarà tempo per dare gas. Ritornati verso via dei Fori Imperiali e il Colosseo troviamo il via ufficiale: l’avventura può iniziare! Il format particolare di questa gara, che prevede classifica e premiazioni sulla base del tempo delle quattro cronoscalate, permette di affrontare il primo tratto in maniera più rilassata del solito. Questa è la mia scelta: cerco e trovo un gruppo numeroso che procede a buona andatura, ma che consente di risparmiare le energie. Altri si mettono il coltello tra i denti fin da subito e sono già a tutta. È un’altra delle cose belle di questa manifestazione che ognuno può interpretare come meglio crede, d’altronde l’obiettivo di tutti è soprattutto massimizzare il divertimento.

Usciti dalla città, l’aria si fa ancora più fresca, mentre attraversiamo un bel tratto di campagna romana in mezzo al verde. La pelle si increspa ancora, stavolta per il freddo e mi porto davanti al gruppo per fare un po' di fatica e scaldarmi. Voliamo la Via Appia Nuova in pochi minuti e cominciamo a salire sulla Papalina verso Castelgandolfo: finalmente entro in carburazione e posso togliermi la mantellina per sfoggiare il bellissimo completo della granfondo. Il gruppo si allunga, le sensazioni non sono splendide ma l’ottimismo sale. Dopo una svolta secca a sinistra ci tuffiamo, quasi letteralmente, verso il Lago di Albano le cui acque illuminate dal sole quasi mi accecano.

Dopo averlo costeggiato ecco il tappetino che segna l’inizio del primo tratto cronometrato. La salita della Panoramica è piuttosto pedalabile e permette di spingere forte. La aggredisco da subito e mi trovo solo, senza punti di riferimento se non quello del cuore che balza in gola e dell’acido lattico che comincia a mordere i muscoli via via che si sale. Per fortuna dura poco. Finito il tratto cronometrato, recupero riducendo l’andatura mentre la salita continua permettendo belle viste sul bianco palazzo papale, poc’anzi sfiorato, e che ora domina l’altra sponda del lago.

Appena il tempo di tirare il fiato e subito ancora su per affrontare il “Murus” di Rocca di Papa: qui le pendenze sono micidiali e si fa fatica a fare ritmo. Per fortuna c’è la voce familiare dello speaker Daniel Guidi che incita tutti e che ti tira su col suo entusiasmo. Ora si può veramente respirare e mi fermo al ristoro, con calma, per riempire le borracce. Tornati sulla via dei Laghi, fresca e ombreggiata ma per fortuna asciutta, mi ritrovo solo, e preferisco attendere un gruppo numeroso per percorrere in compagnia il lungo tratto in quota. Qui ritrovo l’amico Alessandro che oggi sembra avere la gamba dei giorni migliori. Approfitto della strada in lieve discesa per alimentarmi, visto che si avvicinano le salite decisive.

La salita di Rocca Priora dalla Faetina è la più lunga di quelle cronometrate e molto impegnativa nella seconda parte: qui chi vuole fare la gara può scavare le differenze. La prendo con cautela per salire in progressione ma la fatica inizia a farsi sentire. Il tifo del pubblico presente aiuta a superare brillantemente anche questo ostacolo, ne resta solo uno. Il “Rostrum” è una coltellata micidiale che ci attende con le sue pendenze a doppia cifra e gli ultimi metri su sanpietrini sconnessi. Ci arriviamo dopo una discesa pedalabile dove come al solito recupero e mi faccio superare da molti ciclisti. Il muro lo si fa invece tutto di un fiato, perlomeno quello che rimane, con la difficoltà aggiuntiva di scansare gli altri ciclisti. Le nostre fatiche, quelle cronometrate, finiscono nella piazza di Montecompatri dove è allestito il secondo ristoro.

Per l’arrivo mancano ancora 40 chilometri, con la sola difficoltà altimetrica del Tuscolo, da percorrere in relax ma comunque a buon ritmo, tanta è la voglia di gustarsi l’arrivo trionfale a Roma. A fine discesa vengo raggiunto da un gruppo numeroso in cui riconosco il compaesano Luigi, autore di una bella prova. Assieme percorriamo a velocità sostenuta il tratto finale caratterizzato da qualche saliscendi, aiutati da una brezza favorevole.

Qui c’è da fare attenzione ai gruppi più lenti dei cicloturisti che hanno optato per la Pedalata ai Castelli: nell’osservarli con ogni tipo di bici e i loro zainetti mi rendo conto dell’importante significato divulgativo dell’uso della bici in città che questa manifestazione porta con sé. Nell’ultimo chilometro troviamo la via Appia Antica e i suoi sanpietrini che ci fanno sussultare.

Improvvisamente appaiono davanti a noi le possenti mura aureliane e la Porta San Sebastiano: quest’anno non la attraversiamo ma svoltiamo a sinistra per una zona di arrivo più ampia e confortevole dove ci accoglie la meritata passerella trionfale. Tutti tagliano il traguardo con il sorriso e la soddisfazione. Molti gruppi rallentano e si fermano in vista dell’arrivo per aspettare gli amici ritardatari e tagliare il traguardo in parata. È bello soffermarsi sul traguardo per leggere dagli occhi dei finisher tante belle storie. Come quella del gruppo compatto della AS Roma Ciclismo e delle ragazze che con la loro Volata delle Vestali portano la loro significativa testimonianza di solidarietà.

Ma la festa continua al Villaggio delle Terme di Caracalla, da tre giorni cuore pulsante della manifestazione con i numerosi stand degli espositori, il palco delle premiazioni e tutti i servizi della granfondo. Adesso la temperatura è gradevole e il sole riscalda animi e cuori. Vedo solo sorrisi attorno a me con le ore che trascorrono veloci tra una birra e un gelato in compagnia. Poi il sole si abbassa. È il messaggio che è giunta l’ora di ripartire verso casa. Lo faccio a malincuore ma con la consapevolezza che per la prossima edizione ci sarà da aspettare molto meno, visto che sarà anticipata a maggio in concomitanza con l’arrivo dell’ultima tappa del Giro d’Italia 2018. Immagino già che quel giorno la festa sarà addirittura doppia. E ovviamente ci siamo già prenotati per non mancare l’appuntamento …

(26 ottobre 2017)

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