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Inserito il 28 settembre 2017 alle 09:35:26 da enrico. - Letto: (1596)

Granfondo del Gallo Nero: ed è già classica

Dopo solo cinque edizioni la granfondo chiantigiana diventa già una classica del panorama nazionale. Duemila i partecipanti contro gli 800 della passata edizione. Le splendide colline del Chianti non perdono mai il loro fascino. Gustiamole con il racconto di Michele Bazzani.

(Testo di Michele Bazzani, foto ph Granfondo Gallo Nero)

Il circo itinerante del mondo delle Granfondo questa settimana si ferma nel Chianti. Per me, la Granfondo del Gallo Nero è la gara di casa, visto che il percorso si sviluppa sulle strade che sono il teatro quotidiano dei miei allenamenti: pertanto dopo tanto girovagare per le manifestazioni ciclistiche di tutta Italia e non solo, per una volta non dovrò affrontare una trasferta.

La vigilia del sabato mi vede comunque presente di buon’ora a Radda in Chianti, per assaporare il clima dell’evento e per incontrare i tanti amici che parteciperanno alla gara. Quest’anno la Granfondo del Gallo Nero, giunta alla sua 5° edizione, compie un vero e proprio salto di qualità sia perché entra a far parte come “new entry” del circuito Prestigio di Cicloturismo, sia per l’incremento esponenziale degli iscritti che passano dagli 800 della scorsa edizione agli oltre 2000 registrati quest’anno. Per l’organizzazione, curata dal Consorzio del Chianti Classico, è sia motivo di soddisfazione che di preoccupazione per lo sforzo logistico che questo incremento di partecipanti comporta. “Chianti Classico” però è sinonimo di qualità, non solo per il vino, il prodotto principe e caratterizzante di queste terre, ma per tutto quel complesso di storia, tradizioni, paesaggio e cultura che rendono questo territorio un angolo di eccellenza del nostro paese.

È pertanto con estremo orgoglio che accolgo i miei amici giunti da fuori regione. Alessandro è solo alla sua seconda gara stagionale dopo un infortunio alla tibia che lo ha tenuto per mesi lontano dalla bici: in lui c’è la voglia di ripartire alla grande e tanta energia ed entusiasmo da mettere in campo. Michele è giunto da Bormio per passare un week end con la moglie Valeria: per lui, ex campione di short track con titoli europei, mondiali e una medaglia olimpica, il ciclismo è diventata una passione che pratica con ottimi risultati e che gli permette di visitare i luoghi più belli del nostro paese. Maria Romana, ciclista solamente da due anni, ha invece l’entusiasmo di una bambina in un parco giochi e dispensa il suo sorriso e la sua allegria nell’attesa della gara, dove conta di mettere alla prova i suoi recenti progressi. I ragazzi del Team del Capitano, guidati da capitan Bertozzi sono invece qui per fare risultato, ma non fanno mai mancare la loro travolgente simpatia tipicamente romagnola. Ognuno ha una storia personale, ognuno un modo diverso di vivere la manifestazione, ognuno un traguardo e un obiettivo da conquistare, ma tutti ci diamo appuntamento per lo stesso luogo e lo stesso momento in cui, assieme, saremo protagonisti.

Quel momento giunge molto presto. La notte prima di una gara è sempre troppo breve sia per la difficoltà di andare a letto, sia per i pensieri e l’adrenalina che immancabilmente affiorano una volta coricati. Una delle maggiori preoccupazioni è dettata dalle previsioni meteo che annunciano pioggia dalla metà della mattinata e quindi per buona parte dello svolgimento della gara. Personalmente mi sento pronto per una gara bagnata, ma mi spiace un po' per il rischio che l’atmosfera di festa sia rovinata dal maltempo. Ma per il momento non ci pensiamo: mantellina in tasca e via in griglia. Ci arriviamo un po' tardi trovandole già colme di ciclisti. Dietro a me il numeroso gruppo dell’UC Marcialla, che vive il ciclismo con tanta passione e che saluto con piacere. Attorno a me invece molti volti concentrati, quasi tutti familiari, ciclisti che sentono la corsa preparata a dovere da settimane. Qualcuno si stupisce nel vedermi a maniche corte, con la sola maglia estiva, anche se il termometro segna solo 14°, ma io mi sento benissimo. Sono pronto, siamo pronti.

Il presidente del Consorzio Chianti Classico Sergio Zingarelli e il sindaco di Radda Pier Paolo Mugnaini danno il via alla gara e il gruppo si lancia ad andatura controllata nella discesa che porta verso il fondovalle. Dopo pochi chilometri la corsa esplode in tutto il suo fragore e l’andatura aumenta nel falsopiano in lieve discesa che ci porta verso Lucarelli. La salita di Panzano viene aggredita ad alta velocità ma l’andatura è regolare e riesco anche a recuperare posizioni portandomi in scia di Marco, forte ciclista abruzzese e compagno di granfondo da molti anni, che utilizzo come punto di riferimento. La picchiata verso Greve è velocissima con strada ampia e poche curve tecniche. Purtroppo qui emergono i miei storici limiti in discesa che mi fanno perdere il contatto con il primo gruppo. Aspetto quello successivo con cui proseguirò la gara, rendendomi presto conto che l’andatura mi sta stretta: pazienza, penso, mentre la seconda salita di giornata che porta a Spedaluzzo vola via in un attimo. Qui incontro il compaesano Filippo, reduce da un’esperienza straordinaria in Mongolia, con cui provo a forzare il ritmo.

Adesso il percorso è veramente veloce, mentre riscendiamo la valle della Greve in direzione Firenze. Al Ponte dei Falciani invertiamo la direzione e torniamo verso sud lasciando alle spalle i nuvoloni plumbei che incorniciavano minacciosi il nostro orizzonte. La salita di San Casciano Val di Pesa è dolce e regolare nelle pendenze, ma da non sottovalutare perché qui si rischia di lasciare molte energie, che saranno più preziose nella seconda parte. Oramai sto pedalando verso casa su strade che percorro tutti i giorni e il contesto mi è oltremodo familiare. Dopo la discesa si ricompatta un gruppo ancora più folto che prosegue a buona andatura anche se ampiamente sostenibile. La salita di Tavarnelle, che conosco nei minimi dettagli è irregolare e selettiva: il gruppo si dimezza, ma la buona notizia è che la gamba risponde bene alle sollecitazioni.

L’entusiasmo mi assale mentre, conclusa la salita ci dirigiamo con continui saliscendi verso S.Donato: infatti davanti ai nostri occhi appaiono alcune schiarite proprio nella nostra direzione che mi fanno capire che proseguiremo asciutti per il resto della gara, a dispetto delle pessime previsioni. La separazione dei percorsi è un po' caotica, ma tirando dritto per il lungo non ho alcun problema. La strada qui non concede respiro: appena un momento per fare il punto della situazione e subito si ricomincia a salire verso Poggio Ricavo e Castellina in Chianti con rampe dure che si alternano a falsipiani. Nel gruppo riconosco Sauro e Daniele, miei frequenti compagni di scorribande granfondistiche con cui ho condiviso in amicizia duelli e pedalate, ma anche tanti bei momenti fuori gara. Qualcuno mi domanda quando vedremo una discesa e gli chiedo di pazientare ancora una decina di chilometri. Questo angolo di Chianti è infatti caratterizzato da un tratto vallonato in quota che fa apprezzare la bellezza paesaggistica ma che non consente di tirare mai il fiato. La tanto attesa discesa arriva quasi alle porte di Radda che avvistiamo come un miraggio, per poi allontanarsene subito con una secca svolta a destra.

Adesso inizia il tratto più duro (e per me anche più bello) del percorso, con quattro salite in rapida successione. La salita della Galenda inizia con il gruppo allungato dalla discesa e faccio fatica a trovare il giusto ritmo. Sfioriamo le vigne del Castello di Ama,, che lasciamo alla nostra destra, per gettarci nella tecnica picchiata verso Lecchi in Chianti. Qui Sauro dà sfoggio della sua bravura in discesa e seleziona il gruppo. Resto attaccato con i denti schivando un paio di cadute. Tornati a valle appena il tempo di tirare il fiato, alimentarsi velocemente, e subito si riprende a salire. Le dure rampe verso Monti in Chianti e il Castello di Cacchiano rivelano una vista spettacolare che si estende fino a Siena. Sento la gamba buona e provo ad accelerare per selezionare il gruppo e recuperare posizioni. Le sensazioni sono ottime e proseguiranno sulla successiva salita della Rocca di Castagnoli dove, tra le splendide vigne che ci circondano da ogni lato, raggiungiamo altri corridori. Anche se siamo sempre in gruppo oramai è una corsa individuale.

Qui la fatica presenta il conto a chi ha dato troppo nei primi chilometri. Per fortuna non sono tra questi e ne approfitto per aggredire l’ultima salita di giornata, che è anche la più lunga, che ci porterà verso Badia a Coltibuono. Forse la prendo troppo forte perché mi affiora un crampo sull’adduttore destro. Lo ricaccio con un sorso d’acqua e cerco di non rallentare troppo, mentre vengo ripreso da un paio di corridori che rilanciano ancora. Le energie stanno per finire ma anche la gara e quindi è il momento di tenere duro. Ci riesco, mentre tra le labbra mi spunta un ghigno di soddisfazione. Svolta a sinistra, ancora un chilometro, nel bosco, ripido… con la mente ripasso il percorso che conosco a memoria mentre conto i metri che ci separano allo scollinamento. L’ultimo. Adesso per l’arrivo è tutta una picchiata, mentre sulla sinistra si apre il paesaggio da cartolina di San Donato in Perano. Tutta discesa? Quasi.

Per guadagnare l’arrivo c’è ancora l’ultimo chilometro, in salita, che porta a Radda in Chianti e all’ambito traguardo. Lo divoro con le poche energie rimaste, con il solo obiettivo di non farmi riprendere da quelli che rinvengono da dietro. Ultima curva e stop. Un attimo di annebbiamento mi impedisce di vedere volti cari e familiari che mi accolgono all’arrivo. Poi la gioia esplode incontenibile… per aver concluso, per aver fatto una prova soddisfacente, per essermi divertito come non mai sulle strade di case in bella compagnia.

Momenti indimenticabili che meritano di essere festeggiati a dovere. Lo faremo al pasta-party dove ci ritroveremo tutti, ad accompagnare il gustoso pranzo con generosi calici di Chianti Classico che forniranno lo spunto per tanti brindisi in allegria. Festeggiano anche Federico Pozzetto e Deborah Morri, meritevoli vincitori al maschile e al femminile della gara sul percorso lungo, che iniziano la lunga serie di premiazioni.

Poi arriva il momento di ripartire. A malincuore. E con un tempismo eccezionale il cielo apre le cataratte riversando sul Chianti il forte acquazzone per lungo tempo minacciato. Ma noi siamo già in macchina, nel breve tragitto verso casa. Nella mente solo due pensieri: la bella giornata di ciclismo e amicizia trascorsa e la prossima edizione, che ha già una data: 30 settembre 2018. Ci saremo ancora. Tutti quanti…

(28 settembre 2017)

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