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Inserito il 06 settembre 2017 alle 15:49:02 da enrico. - Letto: (1559)

Granfondo Scott: il rientro dopo sette anni

Dopo sette anni dalla mia ultima partecipazione ho chiuso nuovamente il lungo della GF Scott (che all'epoca aveva un altro sponsor). Non sono completamente soddisfatto per il piazzamento appena dentro nei primi cento, ma è stata una bella giornata di sport, su un percorso ben presidiato e dove ho ritrovato diversi amici. Vediamo come è andata...

(Testo di Davide Sanzogni, foto di Play Full)

Una domenica mattina con il cielo terso e il cima molto frizzante ha accolto gli oltre 1600 iscritti alla GF Scott presso l’ormai storica sede di partenza del padiglione delle fiere di Piacenza.

Vivendo ad un’ora di strada ed essendo la partenza fissata per le 9:30, una volta tanto non mi tocca nessuna levataccia, situazione ben diversa dall'Otztaler della scorsa settimana. Ritiro rapidamente il numero assegnatomi, 1406 in griglia gialla, e il ricco pacco gara dove trovano spazio anche un paio di manicotti e dei sempre utili calzini.

Mentre mi preparo saluto Mariaelena che ha parcheggiato vicino e che coglierà un ottimo quinto posto nel percorso lungo. Entro in griglia presto e chiacchiero con dei simpatici vicentini mentre lo speaker ci intrattiene piacevolmente. A pochi minuti dal via le griglie si li compattano e inizia il conto alla rovescia. Arrivo ai tappeti a passo d’uomo ma poi finalmente si può prendere un po’ di velocità.  Passate due rotonde, dove qualcuno già termina la gara per un contatto, si entra in tangenziale. Qui, approfittando di alcuni treni veloci, recupero gradualmente fino ad arrivare in vista della testa del plotone.

C'è da stare concentrati in questa fase, vuoi per l'elevata velocità, vuoi per il gran numero di rotonde che si passano una volta usciti dalla tangenziale, ma tutto sommato la sede stradale ampia e in buone condizioni ci agevola, anche se non deve mai mancare attenzione da parte dei partecipanti. Vedere gente che in questi frangenti, dopo mezz'ora scarsa di gara mette mano alle barrette o alle borracce, mi stupisce sempre perché se quello in parte frena o scarta, non conta quanto uno sia bravo a stare in sella se le mani non sono sul manubrio...mah!

Si arriva così a 46km/h di media nei pressi di Rezzanello, all'inizio della prima salita, dove mi riesce di scambiare due parole con l'amico Gianfranco, oggi decisamente più reattivo di me. Provo a tenere sulle prime rampe, ma capisco rapidamente che oggi non è giornata o semplicemente gli altri ne hanno di più. Inizio a cedere terreno e anche nella successiva salita per Pietra Parcellara confesso di godermi di più la vista delle chiese rupestri ai lati del percorso che la qualità, scarsa, della mia pedalata.

Segue una discesa abbastanza tecnica verso Mezzana Scotti che ho la fortuna di affrontare con Odette del team Somec e il suo gregario, molto deciso negli inserimenti in curva. Con loro rientriamo su un gruppo abbastanza folto. Salite e discese si susseguono senza tregua, ora è la volta dell’ascesa che porta alla frazione di Schiavi dove fra l’altro troveremo un bel gruppetto di abitanti, scesi in strada a vedere il passaggio della corsa e ad incitarci, è stata una cosa che ho molto apprezzato e per cui gli ho ringraziati. Non l'ho mai affrontata ma so che è lunga e scoprirò poi che si conclude con alcuni passaggi al 15%. Preferisco continuare del mio passo anche se questo vuol dire rinunciare alla compagnia, ma confido che dietro non ci sia il vuoto. In realtà a questo punto i corridori proseguono alla spicciolata. Qualcuno in salita mi sfila, qualcun altro lo riprendo in discesa, ma ognuno ha il suo passo e non riusciamo a formare un gruppo stabile né sulla salita che da Pecorara porta alla suggestiva Rocca d'Olgisio, né sulla breve erta di Azzanello, dove trovo due amici attardati da problemi meccanici. Foratura per via di una buca per Davide Pasquali mentre era nel gruppo di testa, mentre una caduta di gruppo a provocato la rottura della sella per Tommaso che ora è costretto a procedere sui pedali, ma per fortuna senza nessun danno fisico.

In cima all'ultima asperità della giornata Montecanino, il cui nome è tutto un programma, mi ritrovo a scollinare da solo. La discesa non è tecnica e le mie gambe oggi non sono un granché, senza contare che mancano ancora 30km di pianura all'arrivo quindi so di non avere possibilità di riprendere nessuno davanti. Per fortuna, solitario da dietro sopraggiunge Lazzari del team Arzignano, con cui avevamo scambiato le posizioni più volte durante il susseguirsi di salite e discese. Con lui rientriamo su Tiziano del team Solura e alternandoci, ognuno secondo i propri mezzi, procediamo verso Piacenza sul filo dei 40km/h.

Verremo raggiunti da un gruppo più numeroso solo in vista dell'ingresso in tangenziale, quando ormai mancano cinque km all'arrivo. Qui ritrovo e saluto Davide che, riparata la foratura, mena a più non posso anche per farsi passare la legittima arrabbiatura per l'occasione sfumata. I pochi chilometri che ci separano dal traguardo scorrono veloci e superiamo gruppetti di ciclisti del medio ormai attardati.

Fossimo arrivati in tre non avrei nemmeno provato la volata, riconoscendo il merito ai miei compagni di strada nettamente più potenti. Ma adesso che il gruppo è folto e ci sono anche due ragazze e alcuni gentleman che possono realmente lottare per le loro categorie. Così mi adeguo alla testa del gruppetto e, superato indenne le due rotonde che già in partenza avevano provocato qualche caduta, aumento l’andatura nell'ampio rettilineo transennato che piega leggermente a destra. Mi sono appena alzato sui pedali quando dalla semicurva appaiono le figure alcuni ciclisti fermi con le bici perpendicolari al senso di marcia. Sono alcuni corridori del medio che hanno avuto l'idea di attendere il sopraggiungere dei loro amici per attraversare insieme la linea di arrivo. Per carità, idea bella e degna dello "spirito di gruppo" cui era riservata l'ultima griglia, ma bisognerebbe sempre pensare che in una manifestazione che coinvolge diverse centinaia di persone i propri comportamenti posso avere delle conseguenze. In questo caso minime, per fortuna: volata interrotta senza che avvenissero contatti tra nessun corridore, grazie alla possibilità di allargare a sinistra.

Dopo sette anni dalla mia ultima partecipazione ho chiuso nuovamente il lungo della GF Scott (che all'epoca aveva un altro sponsor principale). Non sono completamente soddisfatto per il piazzamento appena dentro nei primi cento, ma è stata una bella giornata di sport, su un percorso ben presidiato e dove ho ritrovato diversi amici.

Non mi resta che godermi il ricco pasta-party, di cui facevano ovviamente parte degli ottimi salumi piacentini e la gradevole sorpresa del frutta-party con varia frutta disponibile tra cui delle dissetanti fette di anguria, e tra un boccone e l’altro scambiare quattro chiacchiere con vecchi amici e nuove conoscenze prima di riprendere la strada di casa.

Ora che ho rotto di nuovo il ghiaccio con le gare "veloci", dopo aver dedicato il mese di agosto all’endurance, è già tempo di pensare alla prossima che sarà la Granfondo di Casteggio tra appena una settimana.

(6 settembre 2017)

 

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