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Inserito il 13 aprile 2017 alle 14:16:13 da ale.ferrarotti. - Letto: (1827)

Pomarance in festa con la Granfondo Paolo Bettini

E' andata in scena domenica 9 aprile la granfondo che porta il nome del grande ex campione delle delle due ruote e CT della Nazionale, Paolo Bettini. Michele Bazzani, ci racconta la sua esperienza vissuta tra le colline toscane.

 

(Testo di Michele Bazzani, foto  Michele Bazzani)

Il Giro del Granducato rientra in toscana dopo l’inedita ouverture laziale. E lo fa con una grande classica del calendario regionale, la Gran Fondo della Geotermia di Pomarance, oramai giunta alla sua 20° edizione e che da qualche anno ha legato il suo nome a quello del pluridecorato campione di ciclismo Paolo Bettini, vero testimonial dell’evento.

Per la precisione la denominazione della manifestazione è “Green Fondo” proprio per l’attenzione che il team organizzatore, guidato sempre dall’infaticabile Stefano Gazzarri, dà alla sostenibilità ambientale di questo evento e in generale alla tutela del territorio. E non poteva esserci granfondo più “green” di questa visto che il percorso attraversa zone magnifiche dove, soprattutto in questo periodo, le tante sfumature di verde la fanno da padrone.

Abitando a meno di un’ora di auto da Pomarance opto per fare la gara in giornata, aiutato anche dall’orario di partenza (fissato per le ore 10) che, almeno questa volta, evita complicate levatacce. Arrivo comunque con quasi due ore di anticipo preceduto dai mattinieri compagni di squadra che hanno già ritirato i pacchi gara per tutti. Abbiamo tutto il tempo per prepararci e l’atmosfera è rilassata. La giornata si preannuncia calda e soleggiata e la temperatura è già gradevole, quindi per la prima volta in stagione mi presenterò in griglia con la classica divisa estiva, senza gli orpelli per freddo e pioggia che hanno accompagnato le ultime uscite. Comincio a temere piuttosto che si soffrirà un po' per il caldo, ma oggi non è proprio il caso di lamentarsi.

Fatta la foto di rito del team si può entrare in griglia, dove già da alcuni minuti la voce familiare dello speaker Daniel Guidi sta caricando di elettricità il rettilineo di partenza. Qui trovo già schierate le ragazze che faranno la corsa, dalle favorite Chiara Turchi e Claudia Bertoncini alle emergenti Annalisa Fontanelli e Lorena Pizzica. Tutte sono sorridenti e fiduciose anche se l’adrenalina per l’imminente partenza cresce di minuto in minuto. Tra gli ospiti d’onore riconosco Robert Kubica, ex pilota di Formula 1 che, dopo il grave incidente che ne ha segnato la carriera, si tiene in forma grazie alla bicicletta. Presenti anche le professioniste del team Michela Fanini guidate dal direttore sportivo Mirko Puglioli, vecchia conoscenza del mondo delle granfondo. Ma la vera festa è tutta per Paolo Bettini che giunge pochi minuti prima del via: c’è tutto il tempo comunque per un brindisi inaugurale. Poi possiamo partire.

Il gruppo si muove velocemente e compatto in direzione delle Colline Metallifere e, come uno sciame di api, si si divora i primi chilometri in leggera discesa: in pochi minuti siamo all’attacco della prima salita, quella dei Gabbri, quattro chilometri pedalabili. Come al solito faccio fatica a carburare e perdo subito posizioni. Purtroppo mi rendo presto conto di essere in giornata decisamente negativa per cui ci sarà da gestirsi al meglio.

Breve discesa e subito ancora salita a strappi dentro l’abitato di Larderello. Purtroppo una grave caduta in testa al gruppo segna la fine della festa per alcuni ciclisti, alcuni dei quali saranno assistiti al pronto soccorso dell’ospedale locale. Con l’auspicio che non ci sia niente di grave riprendo la mia gara. Formiamo un bel gruppo dove trovo, tra gli altri, il compagno Fabio Arzilli e l’amico Stefano Ruffoli, con cui farò buona parte della gara. Approfitto dei dolci saliscendi in quota per recuperare. L’andatura non è elevatissima, i gruppi migliori se ne sono andati ma la compagnia è comunque di buon livello. Dall’abitato di Serrazzano planiamo nel fondovalle dello Sterza, proseguendo in un lungo tratto senza difficoltà altimetriche dove veniamo raggiunti da un folto gruppo con dentro l’amico Sauro Bucciarelli. La salita di Montecatini Val di Cecina interrompe la monotonia: conosco bene questa strada che abbiamo percorso in senso inverso la scorsa settimana, la salita è lunga e pedalabile, ma la difficoltà deriva dall’andatura che viene impressa in testa al gruppo. La selezione si fa durissima e il gruppone, prima numeroso, si spezza in tre-quattro tronconi. Faccio fatica ma resisto appellandomi alla mia esperienza. La discesa è ripida con alcune curve pericolose: scendo in maniera prudente pur cercando di rimanere attaccato con i denti alla coda del gruppo che a fondo discesa si ricompatta. Adesso corriamo veloci nel breve tratto di pianura che ci separa dalla salita che riporterà la corsa a Pomarance.

Il dente micidiale del “Cerretenberg”, che ricorda i muri del nord con la sua pendenza al 18%, richiede un immediato cambio di ritmo, ma è la salita successiva che fa sentire i morsi della fatica dentro i muscoli. I ritmi non calano, anzi si fanno più intensi. Per chi farà il medio sono gli ultimi chilometri e vengono fatti a tutta rendendo più difficile la gestione di gara per noi lunghisti. Per fortuna arriva Pomarance e la deviazione dei percorsi con i mediofondisti che svoltano per il loro ultimo chilometro di gara. Faccio la conta, siamo solo in quattro: davanti a noi, ancora 48 chilometri e 1000 metri di dislivello. Rallentiamo l’andatura per permettere il rientro di altri ciclisti poi andiamo ad affrontare il durissimo tratto finale, costellato di salite e strappi in una sequenza asfissiante resa ancora più complessa dal caldo che comincia a farsi sentire. Siamo di nuovo nel regno della geotermia e ce lo ricordano le numerose fumarole che incontriamo salendo verso Sasso Pisano: uno scenario suggestivo e originale. Riesco a recuperare una borraccia di fortuna che sarà essenziale per scacciare i primi accenni di crampi e mi torna l’ottimismo. Forse troppo tardi ho ritrovato un buon ritmo ma almeno i chilometri finali non saranno un calvario. All’arrivo sono accolto dai compagni Massimo e Stefano Franchini arrivati da qualche minuto, soddisfatti per la loro ottima gara.

Alla fine anch’io sono soddisfatto e felice per essere riuscito a gestire una giornata storta e aver comunque strappato un piazzamento dignitoso. Al ristoro dell’arrivo, ricchissimo come da tradizione, ho la possibilità di salutare l’amico Francesco Balestri che fa parte del team organizzatore.

A completare il divertimento ci pensa il dopo gara, dove ritrovo i tanti amici presenti, anche quelli non incontrati durante il percorso. Mi complimento con Federico Pozzetto, vincitore sul percorso lungo e al quarto centro stagionale, e con gli altri ciclisti che si susseguono sul palco delle premiazioni. Ma a Pomarance è davvero festa per tutti. Sui volti dei tanti ciclisti ancora presenti leggo la soddisfazione per aver concluso una prova difficile, su un percorso bello e vario, in un contesto paesaggistico di notevole bellezza. A distanza di 20 anni la granfondo della Geotermia sa ancora emozionare. E anche questa volta torno a casa con il mio zainetto pieno di bei ricordi…saranno un calvario.

 

( 13 Aprile 2017 )

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