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Inserito il 15 marzo 2017 alle 12:47:11 da ale.ferrarotti. - Letto: (1615)

Granfondo Dei Laghi Pissei: uno spettacolo baciato dal sole

Una bella trasferta in terra laziale per il Team Bicidea. Anche questa settimana, il sempre presente Michele Bazzani, ci fa rivivere la Granfondo Dei Laghi Pissei, attraverso questo entusiasmante racconto.

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani)

Autodromo di Vallelunga. Sono le 8.30 di una fresca e soleggiata mattina di marzo quando seicento ciclisti muovono le loro ruote sull’asfalto liscio della pista. Là, dove sono soliti rombare i motori di auto e moto, stavolta è il fruscio delle bici a risuonare nell’aria.

In griglia a prevalere è l’accento toscano. Siamo in terra laziale ma i ciclisti locali stavolta sono in minoranza rispetto all’invasione dei ciclisti giunti dalla regione confinante, la cui massiccia presenza è dovuta al fatto che la Granfondo dei Laghi Pissei è prova di apertura del Giro del Granducato di Toscana, il tradizionale circuito regionale guidato da Paolo Marrucci, che per quest’anno ha deciso di “espatriare” fuori regione.

Per l’occasione molti team toscani hanno organizzato la prima vera trasferta di stagione. E anche la mia squadra, il Team Bicidea, non sfugge a questo rito: sarà trasferta di gruppo e per l’occasione riemerge il nostro furgone compagno di tanto trasferte, l’ideale per condividere in allegria e amicizia la nostra spedizione. Partiamo sabato pomeriggio da Castelfiorentino, dopo aver incassato l’augurio del sindaco Alessio Falorni, e per tutto il viaggio il buon umore regna sovrano. C’è molta curiosità per l’esperienza che andremo ad affrontare, visto che tutti i miei compagni non hanno mai pedalato a queste latitudini e mi chiedono informazioni e dettagli sul percorso. Ho già affrontato la Granfondo dei Laghi due anni fa, quando la base logistica era a Bracciano, ma il percorso è rimasto sostanzialmente invariato e ne conosco le principali insidie. Al ritiro pacchi incontriamo subito i nostri vicini di Tavarnelle Val di Pesa, guidati dal “capitano” Franco, e il sempre numeroso team del TBR Certaldo: sorrido al pensiero della tanta strada fatta per ritrovare i soliti compagni di pedalate. Anche la sera a cena scorre via piacevole con poca attenzione alla gara dell’indomani: solo Stefano, il nostro uomo di punta, è concentrato sul miglior avvicinamento possibile all’appuntamento agonistico, ma non disdegna di condividere con noi un ricco pasto.

Il giorno seguente la musica cambia: dopo i primi dubbi su come vestirsi, optiamo tutti per un abbigliamento leggero contando su una temperatura che crescerà inevitabilmente nel corso della mattinata, e ci lanciamo in bici verso l’autodromo a raggiungere la griglia di partenza. L’attesa del via sarà allietata da due voci amiche e conosciute: sono quelle di Fabrizio Amadio, tradizionale presenza a queste latitudini, e di Daniel Guidi, speaker ufficiale del ciclismo amatoriale toscano, che raccoglieranno le impressioni a caldo dei ciclisti pronti al via, compreso un Giancarlo Fisichella tornato a calcare gli autodromi con un nuovo mezzo.

Il giro dell’autodromo è ad andatura controllata ma comunque emozionante. Si deve fare attenzione per le curve a gomito e l’ampia sede stradale che invita a recuperare posizioni in gruppo. Si esce con una strettoia, tappetino, e l’agonismo può cominciare davvero. I primi chilometri sono caratterizzati da vari tentativi di fuga. E mentre la battaglia infuria in testa al gruppo, cerco con lo sguardo l’amica Costanza, che accompagnerà in questa gara. È decisa e determinata, ma in questa fase caotica perdiamo qualche posizione di troppo. Ci sarà da inseguire. Siamo pronti.

Scendiamo a folle andatura verso il lago di Bracciano, illuminato da un sole splendente, attraversando il ridente borgo di Trevignano. Al momento non c’è tempo e modo per guardarsi attorno. Secca svolta a destra e una dura rampa interrompe l’alta velocità. Si sale con strappi intervallati da lunghi falsipiani e si fa fatica a trovare il ritmo giusto. Nel frattempo la selezione diventa importante e si formano i gruppi che proseguiranno la corsa, mentre si avvicina il bivio dei percorsi. Dopo Oriolo Romano il medio svolterà verso destra, con i due fuggitivi Anzalone e Cecchi inseguiti da un gruppo di una quarantina di unità. Il percorso lungo continuerà invece con un lungo tratto di saliscendi, sempre più impegnativi, che attraverso Vejano e Vico Matrino ci porteranno in direzione del Lago di Vico. Le acque scure di questo lago vulcanico si presentano ai nostri occhi dopo una ripida discesa in mezzo a una suggestiva faggeta. Pochi chilometri più avanti si inizia a salire verso Poggio Nibbio. Sono sette chilometri, piuttosto impegnativi con pendenze irregolari. Il lago di Vico, si abbassa sulla nostra destra, mentre lo aggiriamo da nord. Nel nostro gruppo, dove riconosco l’amico fiorentino Giacomo e faccio conoscenza con il simpatico Stefano, decidiamo di salire ad andatura regolare per rimanere tutti assieme e poter affrontare compatti il lungo tratto pianeggiante e vallonato, che troveremo nella seconda parte di gara.

Davanti invece si danno battaglia. Federico Pozzetto attacca e prende un breve vantaggio, sarà ripreso qualche chilometro più avanti quando in contropiede partiranno Scotti, Elettrico e Pisani che guadagneranno oltre un minuto di vantaggio sugli inseguitori. Questo tratto è veramente veloce. La lunga discesa attraverso la bella cittadina di Caprarola ci riporta a valle, per un altro tratto vallonato ma scorrevole. Vedo che Costanza sta bene e mi incarico di lunghe tirate in testa al gruppo per tenere alta la velocità: al momento è al secondo posto della gara femminile, ma l’inseguimento alla brava Claudia Bertoncini, in vantaggio di alcuni minuti, appare un’impresa improbabile. Gestiamo le forze sulla salita di Rocca Romana, per poi gettarci in picchiata nuovamente verso il lago di Bracciamo che circumpedaleremo in senso antiorario. Qui troverò il compagno Devis, rimasto solo dopo un problema di crampi, che invito ad alimentarsi e a rimanere con noi. L’abitato di Anguillara Sabazia emerge dalle acque del lago come un’immagine fiabesca. Sale l’umore e torno davanti a spingere, con gli incitamenti della “capitana”. Un ultimo strappo con cui lasciamo il lago e torniamo verso Campagnano di Roma e l’autodromo. All’arrivo il computer di bordo registrerà quasi 150 chilometri, per un vero e proprio percorso di granfondo che, seppur veloce, ha messo a dura prova i partecipanti. In prossimità del rettilineo d’arrivo, Pozzetto aveva coronato l’inseguimento al trio di testa, in compagnia di Cesaro, ma sarà proprio quest’ultimo a imporsi davanti al corridore friulano della Cannondale-Gobbi-FSA.

Sul percorso medio Anzalone aveva regolato in volata il compagno di fuga Cecchi, mentre la gara femminile era stata dominata dalla pistoiese Chiara Turchi. Taglio il traguardo tra gli incitamenti dei compagni di squadra già arrivati, felice per il risultato di Costanza e soprattutto per la nuova esperienza vissuta insieme. Un “grazie” che per me vale come una vittoria dopo una bella giornata di sport passata assieme.

Improvvisamente sento di avere fame. Una doccia veloce presso l’agriturismo dove abbiamo soggiornato e poi via verso il pasta-party a reintegrare le forze. Dopo le lunghe premiazioni non c’è ancora tanta voglia per riprendere la via di casa e ne approfittiamo per un ulteriore spuntino. Poi si riparte davvero. Ma la nostra Granfondo dei Laghi non finisce qui. Ci sarà tutto il viaggio di ritorno per raccontarci tutto quello che abbiamo vissuto in questi due giorni. E per fare nuovi programmi per i prossimi week-end, per vivere ancora esperienze come quella appena vissuta. Pronti per nuove avventure!

( 15 Marzo 2017 )





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