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venerdģ 26 maggio 2017
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Inserito il 14 marzo 2017 alle 11:10:27 da ale.ferrarotti. - Letto: (1546)

Granfondo Alassio SIXS: dal Muretto alla Madonna della Guardia

Sempre bella quanto dura la Granfondo Alassio SIXS. In gara con i colori del Vittoria Cycling Team Cinelli, Davide Sanzogni, come ormai ci ha abituato, ci fa rivivere la bella giornata vissuta lungo il percorso della manifestazione ligure, attraverso questo racconto.

 

(Testo di Davide Sanzogni, foto Play Full )

L'idea era di partecipare alla Granfondo di Alassio cercando, ambiziosamente, di migliorare il personale dello scorso anno. Fino a venerdì tutto va come previsto, poi un colpo di freddo con conseguente indigestione mi fa passare una vigilia a dir poco travagliata, tanto da essere quasi sul punto di rinunciare a correre.

Alla fine però prevale la voglia di provarci. Le previsioni meteo sono buone e mi convinco che alla peggio farò una sgambata con il bel clima della Liguria.

Per l'occasione sono d'accordo di muovermi la sera di sabato con un amico, Alberto Drisaldi del team Bebikers, che gentilmente mi ospiterà a Finale Ligure e, cosa provvidenziale, mi farà sperimentare le proprietà curative della radice dello zenzero. Un “sonoro rutto” prima di coricarsi mi fa sperare in una mattinata migliore.

Mattina che arriva al solito troppo presto, annunciata dalla sveglia e dal berciare dei gabbiani. Riesco a mangiare qualcosa e col caffè sciolgo anche un po' del residuo mal di testa.

Rapidamente con Alberto ci prepariamo e ci dirigiamo ad Alassio dove recuperiamo i dorsali, ultimiamo la preparazione ed entriamo in griglia.

L'ora di attesa scivola via tranquilla, seppur piuttosto fresca dato che ci troviamo all'ombra di alcuni edifici. Mi ritrovo, ancora una volta, vicino a Dario Giovine del team DeRosa e ai miei compagni di squadra della Vittoria Cycling Team Cinelli, Michael Raggio e Giuseppe Barone. Mi viene un po' da ridere al pensiero che loro ed altri atleti dotati di potenzialità simili partano dalla mia stessa griglia, dietro ad oltre 200 persone, ma questi sono i regolamenti e per fortuna la partenza a una velocità controllata, protratta per alcuni chilometri, dà modo di riequilibrare le posizioni.

Dopo il via volante iniziamo ad affrontare i tre capi che ci aspettano prima di svoltare verso l'entroterra. I nomi di questi capi fanno parte della Storia del ciclismo, capo Mele, Capo Mimosa, Capo Berta. Via uno, via due, e ... non ne ho più. Sul terzo mollo le ruote dell'amico Alessandro Gravina del team Brontolo Bike che avevo eletto per l'occasione mio “Virgilio”.

Lo scorso anno avevo scollinato il San Bartolomeo nel gruppone di testa, ma oggi è un'altra storia, per cui mi metto a ruota di un gruppetto e mi consolo constatando che ho superato il tratto più critico senza incappare in situazioni di particolare pericolo. Il servizio di moto-staffette, predisposto dal GS Alpi e dai Loabikers, ha garantito un regime di strade chiuse, che ha consentito di percorrere l'Aurelia in condizioni di reale sicurezza.

Incredibilmente, nel falsopiano che introduce l'ascesa al San Bartolomeo, rientriamo sul gruppo di testa.

Ma non dura a lungo; nonostante salga a circa 1200m/h oggi non basta per stare davanti e mi lascio scivolare indietro, salutato e salutando diversi granfondisti seriali, tra cui Dario Macri’ del Makako, fino a trovare un gruppo dal passo a me più consono con cui giungo infine in cima.

La discesa del San Bartolomeo è molto veloce, non particolarmente tecnica, ma per la presenza di sabbia e buche richiede attenzione. Davanti a me, un trio di atleti dell'Isolmant mostra di sapersi divertire in questo frangente ed io mi accodo a loro. I calzini a pois di uno di loro diventeranno il mio punto di riferimento per buona parte della corsa.

Un breve fondo valle in leggera discesa consente di alimentarsi prima della seconda salita che affrontiamo dapprima di slancio e poi, fortunatamente, con maggiore regolarità per una media complessiva di 4,4W/kg sui quasi 20 minuti di ascesa.

Segue un lungo tratto vallonato che mi mette maggiormente alla prova, anche se ormai lo conosco. Sono strade che nelle ultime settimane ho già percorso in occasione della Granfondo di Loano e della Granfondo di Laigueglia. Splendidi percorsi dove non manchiamo di incrociare o superare ciclisti locali, come pure di ricevere un caldo saluto dagli abitanti dei paesi che attraversiamo.

Una bella discesa ci porta da Onzo a Villanova d'Albenga, dove iniziano gli ultimi 9km di ascesa che conducono alla Madonna della Guardia, dove si concluderà la Granfondo. In questo intermezzo ho modo di ritrovarmi con Davide Bontempi del team Sicam che cordialmente mi saluta, a distanza di quasi nove mesi dall'ultima gara corsa insieme.

Nella prima parte della salita la maggior difficoltà è posta dal vento e il gruppo, forte inizialmente di una ventina di elementi, pian piano si assottiglia. Si arriva così agli ultimi 2 chilometri, i più ripidi. Qualcuno allunga, qualcuno ancora si attarda.

Accuso un po' di stanchezza, ma non cedo di schianto, anzi negli ultimi 500 metri trovo la voglia di alzarmi sui pedali per uno sprint sui tappeti e chiudo dignitosamente, pur avendo impiegato 5 minuti in più rispetto all'anno precedente ma, viste le premesse, va benissimo così. Piuttosto, confrontando i tempi delle due edizioni, fa impressione costatare come di anno in anno il livello medio cresca sempre di più, frase questa che oggi era sulla bocca di molti. Un approccio metodico e al passo coi tempi nell’allenamento sta mettendo in condizione un numero sempre maggiore di amatori di arrivare a ridosso dei primi.

Mi dirigo al piccolo ristoro nei pressi dell'arrivo dove incontro il mio compagno di team Giuseppe, in costante crescita, e poi imbocco la lunga discesa che riporta ad Alassio. Durante questo trasferimento ho modo di chiacchierare con Alessandro Baldoni e Mirko Ziggiotti. Sono entrambi soddisfatti della loro gara e già pensiamo ai prossimi appuntamenti che ci aspettano.

Alla macchina vengo raggiunto da Alberto, che ha sofferto un po' a causa di un raffreddamento rimediato nei giorni precedenti ma anche lui, stringendo i denti, ha concluso la prova egregiamente.

Alla doccia incontro Michael Raggio, la cui 14ª posizione finale (2° di categoria) passa in secondo piano rispetto alla coraggioso tentativo di fuga di cui si è reso protagonista insieme a quello che risulterà' poi essere il vincitore della Granfondo. Chapeaux Michael!

Ormai non ci resta che far visita al pasta party ove incontro altri amici tra cui Daniele e Simona, con cui avevo preso parte alle prime granfondo ormai 7 anni fa. Dopo aver recuperato le bici dal parcheggio custodito dall'occhio vigile di patron Mevio, riprendiamo la via di casa, felici per la bella giornata di sport passata in riviera.

( 14 Marzo 2017 )






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