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Inserito il 09 marzo 2017 alle 11:28:00 da ale.ferrarotti. - Letto: (10787)

Mal di schiena e ciclismo

L’associazione bici e problematiche alla schiena è da sempre terreno di discussioni tra professionisti e sportivi, il dubbio se pedalare faccia bene o faccia male alla colonna vertebrale è ancora oggi vivo in molti. Cercheremo con questo articolo di dare un buon consiglio a chi soffre di mal di schiena, portando direttamente in esame un caso specifico (di successo) trattato presso il nostro centro specializzato. Valuteremo l’evoluzione positiva (refertata) della condizione dell’atleta, questo per dare uno spunto utile al ragionamento personale, tenendo sempre ben presente che ogni caso è unico e presenta caratteristiche uniche.

 
 

(a cura del dott. Marco Cellini)

Perché ho dolore dopo o durante un’uscita in bici?

La sensazione di dolore o fastidio è certamente derivante da una condizione di stress, l’attività ciclistica prevede la mobilizzazione e l’utilizzo del rachide in posizioni che se non ben ponderate o in presenza di limitazioni fisiche possono stressare la zona, inquadrare la causa del dolore è il fondamento per la risoluzione del problema.

Le cause più frequenti del mal di schiena possono essere suddivise in cause intrinseche ed estrinseche:

-Telaio di taglia inappropriata
Un telaio di taglia inappropriata non permette sempre il posizionamento del ciclista con il corretto assetto, le aziende attuali ci mettono a disposizione diverse geometrie e non è difficile identificare la più compatibile con la nostra condizione attuale.

-Posizionamento errato dei componenti
Molto frequentemente siamo in presenza di un telaio corrispondente alle esigenze del soggetto, ma ritroviamo un cattivo settaggio dei componenti. Con il posizionamento dei componenti possiamo rendere comoda o scomoda una bici, è quindi fondamentale un settaggio corretto.

-Scelta errata dei componenti
La scelta delle quote è fondamentale come lo è la scelta dei componenti utilizzati, un ulteriore importante margine di settaggio è offerto dalla componentistica, diverse forme e misure possono essere fondamentali per il sostegno o l’utilizzo corretto della bici.

-Problematiche posturali/patologiche dell’atleta
Le problematiche posturali presenti in vita non scompaiono in bici! Questo concetto deve essere ben chiaro, una rieducazione posturale è alla base del benessere, occorre quindi essere consapevoli del proprio stato per migliorarsi. Ci sono molti casi in cui pedalare aiuta a diminuire dolori presenti in vita (approfondiremo nella seconda parte dell’articolo).

-Problematiche comportamentali dell’atleta

Per problematiche comportamentali intendo gli atteggiamenti assunti durante l’attività sportiva, lavorativa o i vizi di giornata, esistono lavori che prevedono l’assunzione di posizioni dannose per la schiena e questo produce nella maggior parte dei casi problematiche dolorose. Anche alcuni tipi di sport caricano maggiormente la schiena rispetto ad altri.

-Condizioni occasionali di stress dell’atleta

Questo fattore è legato al periodo, ci sono fasi in cui per aumento dell’attività fisica, lavoro o per allenamenti/gare in condizioni estreme possiamo avere dei risentimenti. E’ importante capire a livello personale se l’affaticamento è causato da evento occasionale e straordinario o se deriva da una problematica ridondante.

Questo fattore è legato al periodo, ci sono fasi in cui per aumento dell’attività fisica, lavoro o per allenamenti/gare in condizioni estreme possiamo avere dei risentimenti. E’ importante capire a livello personale se l’affaticamento è causato da evento occasionale e straordinario o se deriva da una problematica ridondante.

Chi può aiutarmi se ho dolore alla schiena?

Trattandosi di un problema con sintomatologia dolorosa, l’identificazione e l’orientamento della strategia risolutiva deve essere condotta da un professionista ben inquadrato, intendo un esperto del movimento umano con base di riabilitazione, magari fortemente radicato nel ciclismo, oppure, meglio da un pool di professionisti con queste caratteristiche.

NON sono sufficienti corsi di un week end o similari per poter effettuare questo tipo di valutazione, ma occorre avere una ampia conoscenza per poter effettuare un ragionamento omnicomprensivo corretto.

Quando siamo in presenza di problematiche fisiche un posizionamento scriteriato può enfatizzare il problema o semplicemente non risolverlo. Come abbiamo trattato in temi passati, l’attività ciclistica impone un atteggiamento non proprio rispettoso per alcune curve del rachide, questo è vero ma è anche vero che non esiste un solo settaggio per persona, ogni variazione della posizione/scelta dei componenti comporta il carico o lo scarico dei comparti interessati, è quindi possibile cercare di orientare il setting verso una linea che preveda la tutela della schiena ed il maggior rispetto delle proprie curve fisiologiche e della capacità atletica.

Non bisogna cercare di seguire un disegno standard, le interconnessioni corporee che influenzano la mobilità dell’uomo sono moltissime e nessun parametro medio calcolo matematico o software è in grado di identificarle con precisione ed esattezza.

Pedalare è una attività benefica alla colonna, a condizione che vengano rispettate alcune condizioni (questo per non generalizzare).

ESEMPIO DI CASO SPECIFICO TRATTATO:

A tal proposito riporto una nostra esperienza con un Atleta rivoltosi a noi nel 2015 per una problematica lombare. Senza entrare troppo nel dettaglio, mettiamo a confronto due dati di RM del tratto lombo-sacrale interessato e confrontiamo i due reperti apprezzando le variazioni in positivo della colonna.

Panoramica del caso specifico:
Atleta mediamente assiduo all’attività, 3-4 uscite settimanali in mtb (oggi anche strada), presenta fastidio e dolore al tratto lombare durante e dopo la bici, nonostante varie terapie il fastidio permane e sembra non dare accenno di miglioramento.

Precedenti controlli di RM attestano la presenza di:
Perdita della lordosi fisiologica, discopatia degenerativa del tratto L4-S1, ernia sotto legamentosa mediana a livello l4-l5 parzialmente espulsa e migrata in senso craniale, che impronta la superficie ventrale del sacco durale, ernia mediale sotto legamentosa mediana l5-S1.


Figura 1 RM lombo-sacrale, esempio di discopatia degenerativa del tratto l4-s1

Figura 2 Referto diagnostico RM sopra

Partendo da questa base, dopo una attenta valutazione abbiamo impostato un piano di lavoro e settato la bici tenendo conto di preservare la colonna nelle varie fasi di sforzo.


Il movimento imposto al rachide se ben bilanciato durante la pedalata e non sottoposto a carichi inutili può essere benefico e donare mobilità al tratto.
Vediamo un esempio di settaggio ad hoc per scaricare un tratto lombare dolorante (ed eccessivamente caricato), la monitorizzazione riguarda il livello di attivazione muscolare durante le fasi del settaggio fino alla conclusione con un coinvolgimento più omogeneo ed indicato.

Figura 3 Analisi muscolare sport specifica, esempio di scarico del tratto lombare durante un bike fitting - Studio CTM

A seguito di più di un anno dal lavoro svolto, in occasione di un controllo routinario possiamo apprezzare un significativo miglioramento (da referto):

Passaggio migliorativo da ernia a protrusione modica a livello di L4-L5 ed a livello di L5-S1

Ritrovamento nei limiti della norma della curvatura lordosica


Figura 4 RM tratto lombo sacrale con condizione migliorata


Figura 5 Referto RM sopra

Questo successo lavorativo è l’esempio di come sia possibile migliorare le proprie condizioni della colonna praticando sport (anche in mtb), il ritrovamento dell’equilibrio posturale e la gestione corretta dei carichi sono gli elementi fondamentali per questo tipo di evoluzione.

Va sempre considerato il caso specifico, il lavoro del Bike Fitter è di grande importanza per questo va evitato l’operatore improvvisato.

 Il trattamento delle condizioni patologiche deve prevedere la collaborazione sinergica di medici specialisti e riabilitatori.

conclusioni

L’attività ciclistica può essere positiva per la colonna, va necessariamente abbinata a strategie come la tonificazione, lo scarico posturale, la massoterapia preventiva, il controllo del peso corporeo ed uno stile di vita corretto.

È inoltre necessario un buon settaggio della bici per non caricare eccessivamente le articolazioni e non enfatizzare lo stress generato dallo sport.

La sinergia di queste strategie rappresenta una valida soluzione.

 


( 9 Marzo 2017 )
Marco Cellini

Responsabile Bike Fitting e Massaggio Sportivo presso Studio CTM
Diplomando in Massofisioterapia
Dottore in Scienze della Comunicazione, Comunicazione di Massa
Dottore Magistrale in Comunicazione Multimediale
Massaggiatore Sportivo Professionista

CV Sportivo
Biker azzurro nel 2007,
Partecipazione in coppa del mondo 2007 Champery come nazionale under 23
2 titoli di campione italiano eltm cross country
2 titoli di campione italiano elmt marathon

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