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Inserito il 28 febbraio 2017 alle 17:24:31 da ale.ferrarotti. - Letto: (2496)

Granfondo dell'Amore: l'emozione della prima

Inizia la stagione granfondistica nazionale anche al centro italia. A scendere in gara alla Granfondo dell'Amore è il toscano Michele Bazzani. Riviviamo questa bella manifestazione grazie a questo bellissimo racconto.

 

(Testo di Michele Bazzani, foto Play Full )

La stagione delle Granfondo ciclistiche ricomincia anche nel centro Italia e, come lo scorso anno, il primo appuntamento è la Granfondo dell’Amore, organizzata nella città di Terni dall’infaticabile gruppo guidato da Diego Persichetti. E anch’io non posso mancare all’appuntamento. Da queste parti, nella splendida cornice di Narni, avevo concluso la stagione scorsa e qui la ricomincio, con la medesima gioia per un nuovo capitolo che si apre. Peraltro, a differenza delle ultime edizioni, sempre contraddistinte da pioggia e maltempo, per quest’anno è annunciata una bellissima giornata di sole che riscalderà i nostri muscoli intorpiditi da un inverno particolarmente rigido.

È pertanto con grande frenesia che preparo la prima borsa di stagione, mentre mi chiedo quanti oggetti indispensabili mi dimenticherò per la fretta e la desuetudine. Arrivo al raduno di partenza nel tardo pomeriggio e subito vengo accolto dal “collega” Andrea che, dopo i saluti di rito, mi snocciola i numeri della manifestazione: si va verso gli ottocento iscritti, traguardo veramente notevole raggiunto nonostante le problematiche che hanno toccato recentemente queste zone, a partire dalle intense e frequenti scosse di terremoto che tanti danni hanno provocato in aree limitrofe. Oramai questa manifestazione sta diventando una bella classica di apertura e potrebbe essere ancora più “grande evento” se ci fosse un maggior coinvolgimento della città. Ma per stavolta va benissimo così, anche perché la logistica presso gli impianti sportivi di Campitello è ottimale e collaudata. Dopo una ricca cena in un ottimo ristorante della città, dove non riesco a resistere alle tentazioni tese a noi atleti, è tempo di preparare la bici per l’indomani vista la mia tendenza a dormire il più a lungo possibile.

Il risveglio è comunque piacevole. L’aria è ancora fresca ma l’annunciato sole fa già bella mostra di sé. Ci sarà da divertirsi, penso, mentre con calma faccio gli ultimi preparativi pre-gara e mi reco verso le griglie di partenza.

Qui c’è già una bella atmosfera da primo giorno di scuola: tanti volti noti, tutti sorridenti, dall’amico Rosario al fortissimo Roberto, per non parlare di Nazzareno, Paolo e tutta la folta pattuglia dell’AS Roma Ciclismo, sempre presente in massa a colorare di giallorosso questi appuntamenti. Anche Roberta se la ride, mentre scatta allegramente foto con le amiche ritrovate, mentre Matteo, uno dei favoriti della gara, si mostra ottimista per la sua condizione fisica dopo un inverno nel quale è riuscito ad allenarsi come si deve. Mi sento a mio agio in questo clima di festa e sono curioso di mettermi alla prova su un percorso impegnativo, dopo che le prime veloci gare in circuito mi hanno restituito l’ottimismo.

La partenza è un po' tumultuosa visto che una caduta prima del chilometro zero obbliga la direzione di corsa a fermare il gruppo. Purtroppo alcuni ciclisti indisciplinati proseguono e nel caos che segue mi ritrovo in fondo al gruppo. Dovrò inseguire, pazienza. Nel tratto di pianura iniziale l’andatura è già altissima e si rischia di spendere un sacco di energie per risalire il gruppo. Preferisco attendere la prima salita che porta a San Gemini prima di forzare, ma le sensazioni non sono delle migliori. Sulle dure rampe che da Narni portano a Capitone si comincia a fare veramente fatica e devo accontentarmi a rimanere nel gruppetto nel frattempo raggiunto. Qui l’emozione più grande me la regala l’amica Michela, tornata alle corse dopo molto tempo, che mi saluta con un filo di voce con l’ironia di cui solo lei è capace. Un vero personaggio che mancava a questo mondo e di cui accogliamo con gioia il ritorno in gruppo.

Nel frattempo la salita è finita e iniziamo un lungo tratto di saliscendi in quota, toccando scenari di stordente bellezza: le colonne e il viale di Cipressi dell’Aspreta, i borghi murati di Amelia e Lugnano, l’oasi naturalistica di Alviano e la Valle del Tevere sotto di noi. La bella giornata di sole contribuisce ad accendere i colori dei Colli Amerini mettendo la gara in secondo piano. Nel frattempo faccio amicizia con Marco, ciclista fiorentino che riconosce il mio accento toscano: entrambi scopriamo di avere una comune passione per questo angolo d’Italia. Sarà propria Marco a scandire il ritmo sulla lunga e impegnativa salita che ci porterà in vetta al Valico dell’Elce Bello, selezionando il nostro gruppo a una quindicina di unità. Le mie gambe cominciano a rispondere meglio, come spesso mi succede dopo due ore di gara.

Sull’altro versante della montagna, dopo la discesa, si apre di fronte a noi un nuovo scenario ancora più selvaggio e affascinante nel quale si staglia isolato il borgo di Melezzole che raggiungeremo dopo un leggero falsopiano. Proseguiamo a velocità sostenuta, attraversando luoghi con nomi affascinanti come Castel dell’Aquila, Avigliano Umbro, Casteltodino. La pedalata è sempre più piacevole nonostante la fatica che morde i muscoli, come mi ricorda il simpatico ciclista locale Simone, conosciuto anni fa, sempre da queste parti.

Manca poco all’arrivo e solo qualche salitella impegnativa e i primi sentori di crampi mi inducono a restare concentrato. Adesso sento veramente caldo nonostante abbia optato per un abbigliamento relativamente leggero.

La giornata è stupenda. Lo diventa ancora di più quando giunti a Cesi finiscono le salite: da qui all’arrivo solo una lunga picchiata di sette chilometri fino al traguardo dello splendido rettilineo posto in Via del Centenario che attraverseremo a grande velocità. E la prima è fatta!

Giusto il tempo di salutare e ringraziare i compagni d’avventura e di addentare qualcosa al ristoro dell’arrivo, che velocemente mi reco verso l’albergo per la meritata doccia. Mi affretto, tanta è la voglia di vivere al meglio anche il dopogara dove troverò ancora tanti amici, soprattutto quelli che non ho potuto incrociare in gara. Mi aspettano ancora allegria e risate, ancora più distese, visto che l’adrenalina del pregara ha fatto posto alla serenità e alla gioia per i risultati raggiunti e l’esperienza vissuta. E tra chiacchere e premiazioni si fa pomeriggio inoltrato. È giunta l’ora di rientrare, mentre mi porto con me le tante storie vissute e ascoltate. Ci vorrebbe un libro per raccontarle tutte, solo nella giornata di oggi. Avremo una stagione di tempo per farlo. Intanto mi godo i ricordi di una giornata vissuta all’insegna della passione e del divertimento in una cornice di sicurezza e ottimo contesto organizzativo assicurati, come da tradizione, da questa bella manifestazione.

La stagione è iniziata nel migliore dei modi e se queste sono le premesse ci sarà da divertirsi tanto anche quest’anno!


( 28 febbraio 2017 )





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