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venerdě 26 maggio 2017
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Inserito il 28 febbraio 2017 alle 11:17:25 da ale.ferrarotti. - Letto: (2798)

Granfondo Laigueglia Alè: sole, fatica e divertimento

E' andata in scena in una bellissima giornata di sole l'edizione 2017 della Granfondo Laigueglia Alè. Com'è successo per la Granfondo Città di Loano, a raccontarci la manifestazione dall'interno è Davide Sanzogni, alfiere del Vittoria Cycling Team Cinelli. Viviamo la sua esperienza grazie a questo entusiasmante racconto.

 

(Testo di Davide Sanzogni, foto Play Full )

Dopo i ben noti fatti legati al doping della scorsa settimana pensavo di iniziare questo articolo sottolineando ancora una volta quanto siano patetici questi personaggi. Invece, un fatto ben più grave, un incidente sul lavoro che ha colpito proprio alla vigilia di Laigueglia un amico, padre di due figli e forte gran fondista, mi spinge a ignorare i personaggi di cui sopra e a dedicare piuttosto a lui e alla sua famiglia queste mie righe iniziali. A lui infatti è andato ripetutamente il mio pensiero, ogni qual volta in cui mi sono imbattuto in uno dei suoi numerosi compagni della Rodman-Azimut. E sono certo che a molti tra quelli che lo conosco sarà sembrato, come a me, non trovarlo in gruppo e spero possa regalargli un sorriso sapere che in qualche misura sarà sempre con noi.

Ma andiamo con ordine e iniziamo dal principio il racconto di questa lunga giornata che nel mio caso mi vede, a una settimana di distanza dalla precedente Gran Fondo di Loano, di nuovo in viaggio per raggiunge Laigueglia, sede della omonima e prestigiosa Gran Fondo Internazionale. A farmi compagnia durante il solito viaggio mattutino, molto mattutino visto che la sveglia é suonata poco dopo alle 4.15, c'é Mauro Bonardi del team Vivo.

Arriviamo con largo anticipo, ma preferiamo fare con calma e recarci per tempo, dati gli oltre 2700 iscritti, all'ingresso della seconda griglia a cui i nostri pettorali ci danno accesso. Qui veniamo raggiunti anche da Alberto Drisaldi del team BeBikers, con cui ho partecipato a Loano la scorsa settimana.

Mentre attendiamo che le griglie vengano aperte, mi saluta Dario Giovine del team De Rosa - Santini che era a fianco a me in seconda griglia anche a Loano, dove concluse terzo, e che terminerà oggi al nono posto assoluto. Rimango spesso piacevolmente colpito da come sovente i più forti risultano anche i più pacati. Penso che, oltre all'indole del singolo, sia dovuto ad una piena consapevolezza nei propri mezzi. Vicino a noi c'è anche un mio compagno di squadra

alla Vittoria Cycling Team Cinelli, il forte Michael Raggio reduce dall'undicesimo posto di Loano e che qui chiuderà sedicesimo.

Ho voluto ricordare i risultati di Dario e Michael per inquadrare bene l'altissimo livello dei partecipanti a questa granfondo, dove veramente ci sono quasi tutti i più forti e dove comunque tutti vogliono far bene e provare la gamba per capire a che punto sono. Le gare liguri, caratterizzate da un percorso unico, sono da questo punto di vista una perfetta cartina di tornasole per valuare la propria condizione anche rispetto agli altri e di queste certamente Laigueglia ne è la regina. L'attesa in griglia tracorre tranquillamente e il clima, molto mite e senza vento, ci aiuta annunciando condizioni ideali per correre. Dal canto mio invece sono un paio di giorni che mi sento stanco tanto che già venerdì sera me ne ero uscito con un paradossale "meno male che domenica corro, così almeno per tre ore tiro il fiato". Questo non a causa della gara precedente o per gli allenamenti sostenuti in settimana, programmati dal mio coach Roberto Massa e svolti senza intoppi. Banalmente, dato che la vita non è solo bici, ci sono quelle settimane in cui vuoi per il lavoro, la famiglia, per vari pensieri, sei stressato a livello mentale anche se poi ovviamente la cosa si ripercuote anche sul fisico, come l'innalzamento dei battiti a riposo mi conferma prontamente.

Finalmente arrivano le 9.30 e si parte ad andatura controllata particolarmente lenta per dar modo alla seconda parte delle griglie di accodarsi alla prima.

Dopo il via volante primi chilometri fino a Ceriale sono come sempre i più rischiosi, per la velocità e la consistenza dei gruppi. Per fortuna, la strada ampia e quasi priva di rotonde ci agevola insieme ad un'organizzazione ineccepibile che realmente ha consentito di avere tutte le strade della manifestazione, e soprattutto l'Aurelia al mattino, realmente blindate. Solo nella galleria che precede Albenga rischiamo davvero quando qualcuno, che evidentemente ha paura del buio, decide di tirare il freno con decisione.

Lasciamo infine la costa per dirigerci verso l'entroterra, con la strada che si snoda in una successione di salitelle che consentono alla prima fuga di giornata di andar via. Alberto é vicino a me e poco avanti sono Michael e Giuseppe, altro alfiere della squadra corse Vittoria Cycling Team Cinelli. Un contatto tra due concorrenti genera una caduta apparentemente senza gravi conzeguenze che contribuisce ad allungare il gruppo in vista dello stretto ponte sul Neva dopo il quale inizia la prima salita, inizialmente molto veloce ma nel complesso assai irregolare.

Dopo alcuni chilometri, al primo vero strappo avviene una decisa selezione. Provo a cambiare ritmo, sorpasso alcuni concorrenti, ma oggi non va. Il cuore smette di salire troppo presto e così pure la potenza.

Mi stacco dal gruppetto dei migliori, ma non ho finito di soffrire. Devo continuamente rilanciare per riuscire a restare attaccato al gruppettino in cui mi trovo. Vengo raggiunto e sorpassato da Dario Macrì e da Alessandro Gravina, rispettivamente del Makako e del Brontolo team. Entrambi mi salutano mentre io oggi non la muovo. Mi raggiunge Alberto Fossati, compagno di squadra del mio amico Alberto Drisaldi che nel frattempo si é rimasto attardato con un altro gruppo, e alcuni agguerriti bergamaschi della ASD SBS che già erano di fianco a me in griglia.

Con loro e altri andiamo a costituire un nutrito gruppetto. Come detto, la salita è lunga e irregolare, inframmezzata da vere e proprie discese che il biellese Claudio Sereno affronta con decisione. Qui intravedo la possbilità di divertirmi e con lui cerco di prendere le discese davanti e di tirarci dietro il gruppo. Avanti a noi abbiamo messo un bel gruppone nel mirino ed andiamo a cercare il ricongiungimento che avverrà prima di Vendone. Sembra incredibile, ma in questo tratto si trova anche il tempo di chiacchierare. Per molti infatti Laigueglia è il primo appuntamento della stagione e quindi occasione di salutare le persone con cui ci si ritroverà a correre in molti altri appuntamenti.

Giungiamo alla discesa più insidiosa e pittoresca del Laigueglia. Un ripido topoboga in mezzo agli ulivi cui segue un lungo fondovalle in leggera discesa che porta a Villanova D'Albenga. Ne approfitto per mangiare qualcosa, mentre la velocità resta sostenuta e riagguantiamo altri gruppi, ma a nostra volta siamo raggiunti da altri più forti che arrivano dalle retrovie.

Il livello medio è veramente alto, impensabile fino a pochi anni fa trovare così tanti appassionati in grado di tenere questo ritmo. Ma ora c'è sempre più gente, io tra questi, che per passione e per il gusto di migliorarsi è disposta ad allenarsi con metodo. E i risultati si vedono.

Giungiamo all'imbocco della salita di Ligo, saltata lo scorso anno per frana. Per me è inedita e la affronto meglio della precedente ma comunque ancora con un certo affanno. Regolo il primo tratto di 4 chilometri al 6% a 1250m di VAM. Segue un falsopiano che in realtà non dà tregua. Per me che non lo conosco risulta infinito e devo ringraziare Alessandro che si sobbarca buona parte della fatica.

Come pure devo ringraziare Alberto che si impegna a fondo nella discesa che segue. Una discesa caratterizzata da due tratti molto diversi fra loro. Un primo, non particolamente ripido, in cui sono richiesti molti rilanci dopo ogni curva, ed un secondo, su strada più ampia dove aerodinamica e capacità di disegnare le traiettorie possono consentire di risparmiare preziose energie e qualche manciata di secondi.

Arriviamo all'imbocco del Colle Paravenna sulla coda dell'ennesimo gruppetto. Ci aspettano circa 7 chilometri di ascesa di cui gli ultimi sono i più duri. Proprio qui lo scorso anno mi cadde la catena, ma oggi sono più lucido e dopo l'entusiasmante discesa ben determinato a vendere cara la pelle. All'inizio, come sempre, le cose vanno bene, tanto che riesco a restare con i più veloci e già si profila un nuovo gruppo da riprendere. Ma quando la strada si impenna nel finale, ecco che a me e ad Alessandro si presenta il conto. Un'accelerazione del gruppetto che avevamo puntato e infine  raggiunto unita alla pendenza e, almeno per me, al 34x25 che si rivela troppo duro da azionare in questo frangente, ed ecco che io e Alessandro ci troviamo staccati, mentre Alberto tiene e allunga con gli altri.

Questa parte del percorso la conosco, so che seguirà un veloce falsopiano fino a Testico, per cui mollo ancora un poco in modo da scollinare insieme ad altri due atleti e unire le forze rimaste riprendendo in breve Alessandro che si unisce a noi. Dopo poco ci raggiungono altri due corridori dal temperamento esuberante e gradualmente aumentiamo l'andatura fino a imboccare la discesa che ci porterà fino ad Andora in cui ancora una volta cerco di dare il mio contributo.

Negli ultimi 10 chilometri sul fondo valle il vento è contrario, mentre risulta dubbia l'efficacia dei cambi che riusciamo a darci. Qualcuno strappa mentre altri arrancano. Il risultato è che anche se siamo in sette si va come se a tirare fossero solo in due, ma arriviamo comunque alla salita fnale di Colla Micheri senza essere raggiunti da altri.

Provo a spingere ma oggi non va e faccio gli ultimi 2 chilometri a 3.8W/kg, poco sopra i 1000m di VAM. Poco prima del traguardo subisco il ritorno dei bergamaschi del SBS, cui ero a fianco in griglia e nel tratto centrale della corsa a cui mi rivolgo loro nella lingua comune: "Gnari, töta sta fadiga e semo amò e 'nsema?!" che suona più o meno come: "Ragazzi, tutta questa fatica e siamo ancora insieme?!"

Passato il traguardo saluto e faccio i complīmenti ad Alessandro che mi ha preceduto senza risparmiarsi durante l'intera corsa e poi mi avvio lungo la discesa verso Laigueglia scambiando qualche impressione con un altro concorrente, Giacomo Casadei, carabiniere di stanza ad Aosta.

Raggiungo in breve la macchina e poi il parcheggio bici gestito in prima persona dall'organizzatore, e infine le docce dove incontro Michael, soddisfatto della sua prestazione odierna. Nel mio piccolo anch'io dovrei essere contento, alla fine 99esimo assoluto in 3.21.33 di real time è un risultato,per cui avrei messo lamfirma un paio di anni fa, ma in realtà oggi sento che non sono riuscito a dare tutto. Toccherà venir qui a cercar di limare qualcosa anche il prossimo anno. Ogni scusa è buona per tornare a Laigueglia, anche il pesto che non può mancare al pasta party, servito da alcune gentili signore in abiti tradizionali. Ai tavoli vengo raggiunto da Mauro e Alberto Drisaldi, con cui mangio commentando la gara appena conclusa.

Un veloce giro tra le tavolate a salutare un po' di conoscenti e poi via si riparte per casa dove arriverò in tempo per raggiungere la mia famiglia alla festa di carnevale e per avventarmi sulle ultime frittelle e chiacchiere (o lattughe come le ho sentite anche chiamare).

Il giorno dopo Laigueglia dello scorso anno, avevo fatto una gita di scialpinismo in compagnia di Matteo Rossi, presidente RAT Ride All Terrain squadra per cui correvo. Quest'anno invece, approfittando delle vacanze di carnevale delle mie figlie, spendo un altro giorno di ferie di nuovo sulla neve ma stavolta, per forza di cose, in pista in compagnia della mia primogenita cui sto insegnando a sciare e a cui è tornato subito utile lo scaldacollo presente nel pacco gara di Laigueglia.

Si chiudono cosi due giorni molto intensi, divertenti, duri, avvicenti. Benedetti da una meteo fantastica che ha valorizzato al meglio un percorso da incorniciare.

Ora, per quanto mi riguarda almeno, è venuto il momento di concedersi una breve pausa. Prossimo appuntamento Alassio a metà Marzo.

( 28 febbraio 2017 )






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