Articoli 
martedě 12 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Rubriche tecniche Biomeccanica   
Inserito il 08 febbraio 2017 alle 18:18:24 da ale.ferrarotti. - Letto: (7999)

Cambio scarpino, come riposiziono la tacchetta?

Un ciclista nel corso della sua vita sportiva cambia numerosi paia di scarpini, ad ogni sostituzione di calzatura si presenta la necessità di dover ricercare la posizione esatta della placchetta. Questa operazione è molto delicata ed ha fondamentale importanza per la salute articolare del ciclista oltre che per la sua capacità di resa atletica, in questo articolo daremo importanza a questo tema e cercheremo di dare dei consigli utili a tutti.

 
 

(a cura del dott. Marco Cellini)

La pedalata è un gesto atletico apparentemente semplice ma in realtà estremamente complesso, come affrontato in passato nell’articolo “lo stile di pedalata: non solo questione di stile”. Il fine ultimo del gesto atletico del ciclista si esplica nel trasferimento del movimento dallo scarpino al pedale, è per questo molto importante che la sostituzione dello scarpino e quindi il riposizionamento della placchetta non comprometta questa collaborazione efficiente. 

Da quando ho cambiato scarpini non ho le stesse sensazioni di prima, come mai?

Prima di affrontare questo argomento è necessario fare delle precisazioni, gli scarpini in commercio hanno svariate forme ed ogni marca si adatta ad uno o più determinati tipi di piede, non esiste dunque uno scarpino buono per tutti. Lo scarpino va dunque scelto tenendo conto delle caratteristiche del piede, il bisogno di ergonomicità ha fatto sì che le aziende di calzature realizzassero secondo il loro parametri costruttivi diverse forme, è consigliabile quindi una volta identificato il proprio modello ideale cercare di sostituirlo con modelli che ne rispettino le proporzioni.

Figura 1 Esempio di tre modelli di scarpino con tre differenti calzate.

Scegliere uno scarpino con la forma poco corrispondente al proprio piede significa non permettere la corretta calzata del piede nello scarpino, questo porta ad un uso improprio della calzatura e spesso ad un settaggio fuori standard della placchetta, lo stesso vale quando per poter utilizzare uno scarpino siamo costretti a scegliere una taglia maggiore della nostra.
Il riferimento per posizionare la placchetta sulla suola dello scarpino è da sempre nell’immaginario collettivo la distanza della punta della suola con il centro della placchetta, questa distanza è utilissima e facilmente utilizzabile per riposizionare (sul piano longitudinale) delle placchette su scarpini identici, il problema sorge quando ci troviamo ad utilizzare calzature di marca o modello differente.


Figura 2 Distanza punta suola - centro tacchetta, misura utilizzata per riportare la posizione longitudinale della placchetta sullo scarpino.

Il corretto posizionamento della placchetta su scarpini differenti deve sempre utilizzare come parametro unico il piede, il suo punto di appoggio e la sua calzata, non può quindi prescindere dall’inserimento del piede nella calzatura e dalla rilevazione diretta del punto interessato.
Consiglio sempre di rivolgersi ad un tecnico esperto in grado di alleggerirvi da questa responsabilità.

Che cosa cambia tra scarpini di differente marca o specialità?

Sostanzialmente tutto, dalla tomaia alla suola ed infine gli inserti, per questo utilizzare qualsiasi punto di riferimento tra calzature diverse risulta impreciso, e solo in pochi casi il caso fortuito permette una coincidenza di misura.

  • Lo scarpino da ciclismo prevede essenzialmente tre parti:
  • Tomaia (per ospitare comodamente il piede)
  • Suola rigida (per il trasferimento efficiente della spinta al pedale)
  • Inserti di gomma (per camminare o per protezione)
Considerare un punto di riferimento della parte anteriore della calzatura come base di partenza per la collocazione della placchetta porta con sé una buona probabilità di errore.

Vi porto l’esempio dell’esame della parte anteriore della suola di tre diverse calzature da ciclismo:

Figura 3 Differenze costruttive di diverse calzature, la parte anteriore varia da marca a modello.da cosa dipende e cosa comporta una pedalata asimmetrica?

Potere vedere come la zona anteriore della suola non presenta punti di riferimento comuni alle diverse marche e quindi la misurazione della distanza tra l’anteriore della calzatura ed il centro della placchetta risulta un paramento non sempre preciso. Anche la tomaia posteriore è soggetta a variazioni, ci sono tomaie posteriori pronunciate e tomaie meno pronunciate, senza considerare lo spessore dei vari inserti di protezione o di abbellimento estetico

Questa differenza aumenta quando consideriamo scarpini di diversa specialità, basti considerare alla differenza di inserti di protezione presenti nello scarpino da mtb rispetto allo scarpino da strada.


Figura 4 Esempio di differenza tra la distanza punta suole / asse placchetta in scarpini diversi in marca e specialità per lo stesso ciclista.

Inoltre va considerato che la calzata dello scarpino non è sempre la stessa, e quindi spesso allo stesso numero di scarpa non corrisponde lo stesso spazio interno, ragione per cui con qualche marca per ritrovare un buon comfort del piede va preso un mezzo numero un più o in meno, a discapito della precisione nel calcolo finale.

Ulteriore differenza costruttiva significativa la ritroviamo nelle calzature invernali, dove bisogna considerare che lo spessore della tomaia influisce sulla dimensione della suola e sulla calzata del piede, e quindi vede un punto di applicazione della placchetta differente dallo scarpino estivo.

Come posso identificare da solo un punto di riferimento su diverse calzature?

Cercare di identificate un punto di riferimento su calzature diverse è un concetto fallimentare in partenza, la scelta migliore rimane utilizzare il metodo diretto del rilevamento dell’area di spinta del piede, per una regolazione domiciliare è consigliabile semplificare molto l’operazione, quindi consiglio di calzare lo scarpino ed identificare tastando con le dita la sporgenza data dall’articolazione metatarso-falangea del primo dito del piede, una volta identificata la zona mettete un segno sullo scarpino e riportatelo sulla base della suola con un pennarello dopodiché fate coincidere il centro della tacchetta con il segno effettuato.


Figura 5 Semplificazione casalinga della tecnica di rilevamento su scarpino dell'area di spinta del piede.

Questo metodo molto elementare, anche se non del tutto preciso riesce a limitare l’errore di applicazione e vi consente di pedalare “nel giusto modo” in attesa di una consulenza di un tecnico specializzato che migliorerà la vostra misurazione.

Quando le variabili sono molte e non si ha padronanza della materia, troppi dati risultano peggio che troppi pochi, quindi lavorare semplice è sempre una buona soluzione.

Di questa metodica di reperimento del punto di spinta ne esistono molte variabili, ma il principio rimane lo stesso, va riportato sul centro della suola il punto di scarico dell’avampiede (orientativamente espresso dall’asse mediano delle articolazioni metatarso-falangee), questo tenendo sempre conto delle personali caratteristiche di atteggiamento (funzione e condizione muscolare) e delle caratteristiche anatomiche del piede (proporzioni).


Figura 6 Rappresentazione sul piede del punto ideale dove posizionare la placchetta dello scarpino da ciclismo.

Il principio fondamentale da tenere in considerazione è che la misurazione di questo punto meno viene effettuata direttamente sul piede e meno è precisa.

Per quanto riguarda i parametri di posizione trasversale e di rotazione come possiamo regolarci?

Considerando che il posizionamento della placchetta prevede un settaggio longitudinale, trasversale e rotatorio sulla suola rigida dello scarpino potete ritrovare il settaggio longitudinale con la tecnica descritta sopra, il settaggio trasversale (sempre per suole simili) riportando la distanza tra l’estremità esterna della suola ed il centro della placchetta , mentre per la rotazione (se non avete a disposizione attrezzature specifiche) potete ricercare di riprodurre la rotazione della placchetta misurando a pedale agganciato la distanza tra il carro posteriore ed il centro della parte posteriore della suola, così da cercare di riprodurre l’atteggiamento del piede su una calzatura diversa.

conclusioni

Cercare di riportare le misure da scarpino a scarpino risulta difficoltoso e spesso induce ad errore, la tecnica di riportare la distanza dalla punta della suola al centro della placchetta è utile per il riposizionamento su scarpini identici ma non è utilizzabile come parametro di riferimento da utilizzare su modelli differenti.

Tra le diverse marche e modelli di scarpino esistono differenze sostanziali come la forma e la calzata del piede, questo fa sì che l’unico parametro utilizzabile per riposizionare correttamente la placchetta su scarpini nuovi rimane la misurazione diretta sul piede del punto ottimale di spinta e l’identificazione di questa area sullo scarpino.

Dedicate del tempo a questo tipo di settaggio, fatevi aiutare da personale competente e qualificato, in questo tipo di setting conta il millimetro ed i margini di errore sono pochi.



( 8 Febbraio 2017 )
Marco Cellini

Responsabile Bike Fitting e Massaggio Sportivo presso Studio CTM
Diplomando in Massofisioterapia
Dottore in Scienze della Comunicazione, Comunicazione di Massa
Dottore Magistrale in Comunicazione Multimediale
Massaggiatore Sportivo Professionista

CV Sportivo
Biker azzurro nel 2007,
Partecipazione in coppa del mondo 2007 Champery come nazionale under 23
2 titoli di campione italiano eltm cross country
2 titoli di campione italiano elmt marathon

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!