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Sezione granfondo    
Inserito il 18 ottobre 2016 alle 15:58:08 da ale.ferrarotti. - Letto: (2206)

A Narni il più bell'epilogo di stagione

Un ultima fatica di stagione che non poteva essere più piacevole. Un paesaggio spettacolare ed un  percorso altrettanto bello, contornati da un'organizzazione di altissimo livello, hanno fatto in modo di chiudere la stagione nel migliore dei modi. Viamo questo ultimo importante appuntamento granfondistico grazie al racconto di Michele Bazzani.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto Play Full)

La stagione ciclistica, come ogni favola che si rispetti, volge al termine. Ma per scrivere l’ultimo capitolo scegliamo lo scenario delle Terre di Narnia, che richiama a sua volta un mondo fantastico. E come accade quando è la magia a essere protagonista, il sole torna come d’incanto dopo una settimana caratterizzata da freddo e pioggia.

La splendida cittadina di Narni ci accoglie sabato pomeriggio arroccata su uno sperone roccioso che domina la vallata. La logistica della Granfondo è però tutta concentrata a Narni Scalo, la frazione che si sviluppa nel fondovalle, privilegiando la comodità di avere partenza, arrivo e tutti i servizi concentrati in un’area ristretta con ampie possibilità di parcheggio. Ero molto curioso per questa manifestazione, visto che sono particolarmente affezionato a questo angolo di Umbria che si sviluppa sulla sponda sinistra del Tevere. In queste zone era cominciata la mia stagione granfondistica con la Granfondo dell’Amore, svoltasi a fine febbraio e sempre organizzata dalla ASD Il Salice di Diego Persichetti. Il percorso unico di chilometraggio ridotto, poco meno di cento chilometro, è l’ideale per una prova di fine stagione anche se personalmente tendo a preferire distanze superiori. Non conoscevo invece il percorso, ma da una veloce lettura della cartina era apparso da subito molto veloce, con salite da fare in velocità.

Al raduno di partenza fervono ancora le iscrizioni: il maltempo della settimana aveva tenuto lontano alcuni ciclisti, che ora provvedono a iscriversi all’ultimo momento. I presupposti ci sono tutti perché sia una grande festa. E non si può proprio mancare. Alla fine saremo circa quattrocento partecipanti a prendere il via con un deciso incremento rispetto alla precedente edizione, segno di sostanziale apprezzamento per l’evento. Purtroppo, giunti alla metà di ottobre, molti ciclisti hanno già tirato i remi in barca dopo una stagione impegnativa. Non è il mio caso. E nemmeno quello di Annalisa, ciclista poggibonsese con tanta voglia di correre, con la quale divido la trasferta e con cui disputerò la gara. La vigilia pregara scorre in maniera rilassata e, come al solito, mi lascio tentare dalla buona cucina locale, dimenticando per l’ennesima volta che si tratterebbe di una cena pregara.

Anche la domenica mattina si presenta con un meteo perfetto e un cielo sgombro da nubi. Ci saranno le condizioni ideali per andare in bici, a maggior ragione perché la partenza è prevista alle 9.30 con la possibilità di non dover fare levatacce e poter prepararsi con calma. Il rettilineo di arrivo (dove trovano alloggio anche le griglie di partenza) è già allestito con la piacevole sorpresa dei cartelli che indicano i metri mancanti al traguado, un’accortezza importante anche in virtù dei probabili arrivi in volata. Attorno a noi voci e volti familiari, quelli che ci hanno accompagnato per tutto l’anno: lo speaker Ivan Cecchini, il giornalista Andrea Passeri, Riccardo Pierandi con tutto il suo team di cronometristi e la simpatica fotografa Alessandra già pronta a salire sulla moto per immortalare i momenti più importanti della gara.

E poi loro, gli amici ciclisti, che allo start dato dalle autorità locali subito iniziano scalpitanti l’ultima cavalcata agonistica dell’anno. Dopo un tratto ad andatura controllata inizia la corsa vera, ad alta velocità, visto anche il lungo tratto pianeggiante iniziale. Purtroppo per qualcuno la festa finisce subito come per Angelo, nella doppia veste di organizzatore e corridore, che deve ritirarsi per la rottura della ruota. Nella frenetica fase iniziale si registra anche una caduta senza sostanziali conseguenze, ma che ci costringe a un intenso fuori giri per chiudere il buco creatosi. Poi iniziano le salite e la musica cambia. Le rampe verso Collescipoli sono pedalabili, ma gli alti ritmi impongono comunque una discreta selezione. Invito Annalisa a trovare il suo passo e a rompere il fiato. Vedo che sale bene, comincio davvero a divertirmi. Formiamo un bel gruppo con cui proseguire la gara. Finalmente posso guardarmi intorno e apprezzare il contorno paesaggistico di strade in parte a me sconosciute. Particolarmente emozionante il passaggio dentro il centro storico di Narni, sottolineato dall’amico Rosario che si trova in nostra compagnia. Qui la salita è lunga e impegnativa. Annalisa è in coda al gruppo, soffre ma non molla: le sue avversarie sono dietro e sa che quello è il momento decisivo. Continuiamo di buon passo nei saliscendi verso Calvi dell’Umbria in un contesto paesaggistico sempre più selvaggio e solitario, ma di struggente bellezza.  Il traffico è praticamente assente e tutti gli incroci, anche delle strade secondarie, sono coperti da volontari, al punto che si ha proprio l’impressione di correre in sicurezza. Una buona tradizione che si rinnova a queste latitudini. Una lunga discesa ci fa perdere quota. Purtroppo un’altra caduta nel nostro gruppo ci costringe a inseguire, ma rientriamo rapidamente senza eccessiva fatica. Una nuova salita a tornanti ci porta al borgo di Otricoli che attraversiamo su un fondo di sanpietrini: qui il ciclismo è cultura e non a  caso tanti appassionati si affollano lungo la strada a incitarci. Mi spunta un sorriso. L’ottimismo cresce, la gamba risponde bene alle sollecitazioni sui ripidi strappi che caratterizzano il passaggio dai piccoli centri abitati di Vigne e Schifanoia, che selezionano decisamente il nostro gruppo. Sento di stare veramente bene e mi incarico di fare l’andatura negli ultimi chilometri, con la gradita collaborazione dell’amico Pietro, organizzatore della granfondo di Vasanello e ottimo granfondista. Gli ultimi chilometri sono in costante leggera discesa, passiamo sotto il borgo di Narni e raggiungiamo rapidamente il traguardo. Lasciamo sfilare il resto del gruppo che si lancia in uno sprint inutile e ci godiamo la meritata passerella che vede trionfare Annalisa, che nel frattempo aveva superato brillantemente le ultime difficoltà. E’ gioia condivisa, e quindi ancora più bella. E mentre lo speaker chiama per le interviste finali, ecco arrivare a pochi minuti la bravissima Chiara, attardata da una caduta nelle fasi iniziali ma che ha continuato, indomita, a battagliare fino all’arrivo. Travolgente anche l’esultanza di Maria Pia che con uno sprint su tre avversarie si aggiudica il terzo gradino del podio. Uno sprint ristretto aveva deciso anche la gara maschile, dove il gruppo dei più forti di giornata selezionatosi sulla salita di Narni era stato regolato da Federico Colone davanti a Federico Scotti e a Giovanni Nucera. Ma aldilà del risultato oggi sono davvero tutti felici, per la pedalata fatta, per i bei luoghi attraversati e per aver concluso la stagione agonistica come meglio non si poteva.

La festa continua al Palavis dove sono concentrati pasta party e premiazioni, le quali riguardano non solo la gara odierna ma anche tutti i circuiti in cui questa manifestazione era inserita. E mentre vincitori e premiati sfilano sul palco, ne approfitto per fare due chiacchere con i tanti amici presenti, tra cui alcuni organizzatori di granfondo. E pensieri e discorsi vanno già alla prossima stagione, a un 2017 che già da tempo viene pianificato nei dettagli per assicurare a noi granfondisti il consueto divertimento. Nazzareno e Riccardo hanno progetti ambiziosi per il prossimo anno, che prevederà per il loro team escursioni all’estero. Io per il momento non ci penso. Mi limito a godere gli ultimi momenti di questa favola... che, come nelle migliori tradizioni, ci presenta il suo lieto fine.

 
( 18 Ottobre 2016 )

 

 

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