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Inserito il 29 giugno 2011 alle 15:34:46 da Enrico Cavallini. - Letto: (3222)

Tatjana Kaliakina - Pedagogia e bicicletta

Sale in bici a 12 anni di nascosto dalla madre, poi cresce e viene inserita nella nazionale MTB in Lituania. Viene in Italia in ritiro, conosce Andrea e scatta il colpo di fulmine; intanto si laurea in pedagogia. Ora è la donna di punta del Team Kuota Carimate e si divide tra Ranica e Vilnius, progettando una vita normale con figli e salute... e magari anche un'esperienza da pro!

di Enrico Cavallini (foto Play Full e Kaliakina)


Tatjana Kaliakina

Nata a: Vilnius (Lituania)

Il: 30 dicembre 1987

Residente a:  Ranica (BG)

Squadre:
2007-2008: Hawaii Express (MTB)
2008: Ausra Gruodis (elite)
Dal 2009: in Lituania, Team MTB Focus Vilnius (amatori), in Italia Kuota Carimate (amatori)


Attuale occupazione:
Neo laureata in pedagogia, quando è in Lituania lavora in una scuola ciclistica di bambini dagli 11 anni in su, quando è in Italia aiuta il fidanzato Andrea.
Ciao Tanja (diminutivo di Tatjana ndr),
sono ormai un paio d'anni che il nome riecheggia tra gli ordini di arrivo femminili delle mediofondo, spesso con ottimi risultati. Un nome che tradisce un'origine dell'Est e più precisamente Lituana. Abbiamo cercato un po' su Internet e abbiamo visto che hai un passato da Elite nel tuo Paese. Di fatto, a parte essere la compagna di Andrea Natali sia di squadra nel Kuota Carimate che nella quotidianità, non sappiamo altro di te.

Ci aiuti a conoscerti meglio?
Ciao Enrico! Ci tengo a precisare che in Lituania il tesseramento amatoriale non esiste. Tutti possono correre e tutti hanno una tessera ELITE. Non c'è nessuna differenza tra ciclisti in Lituania.

Per esempio ai Campionati Nazionali, tutti possono prendervi parte con la tessera ELITE. Poi se vai forte e vai bene la Nazionale ti può chiamare per fare gare internazionali. Io ho questa tessera in Lituania per poter correre in MTB, ma non sono e non appartengo ad un team italiano nè europeo professionistico. Chiaramente se mi chiamano come Nazionale strada o mtb per fare corse importanti internazionali, non dico certo di no!

All'inizio non capivo questa differenza in Italia, poi Andrea mia ha spiegato come funziona qui da voi. Da noi c'è solo la categoria Juniores e gli Elite che possono correre tutti insieme.


Partiamo dagli esordi. A che età sei salita in bicicletta e cosa ti ha spinto a farlo?
Ho cominciato ed andare in bici all'eta di 12 anni. Sono nata in una famiglia che non poteva comprarmi una bicicletta, cosi nel novembre del '99 nella mia scuola ho incontrato il mio attuale trainer Gediminas Kastanauskas che ha invitato tutti i bambini che ne avevano voglia di andare a provare questo sport.
Cosi io ho cominciato a fare le prime pedalate e per un anno ho fatto allenamenti senza che mia mamma sapesse niente. Ero piccolina e magra; il primo anno non potevo neanche alzare la bici, poi  ho imparato la tecnica e mi sono potenziata un po di più; da lì ho iniziato a correre. Inoltre vorrei ringraziare il mio trainer per tutto quello che mi ha insegnato in tutti questi anni, molti segreti sul ciclismo e non solo, ma anche su come affrontare la vita quotidiana di ogni giorno.

Un passato tra le donne elite e poi il trasferimento in Italia. Cosa ti ha attirato nel Bel Paese?
Durante un ritiro con la mia Nazionale MTB a Livigno, nella stagione 2005, ho conosciuto Andrea. Ci siamo persi di vista per alcuni anni, ma nell'estate del 2009 ci siamo incontrati mentre io ero con la Nazionale a seguire i mondiali a Mendrisio.

Sappiamo che ti sei recentemente laureata. In cosa?
Si, mi sono laureata lo scorso anno in pedagogia.

Vedendo la tua partecipazione, con ottimi risultati, nelle mediofondo intuiamo che non sia il tuo lavoro. Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?
Alla mattina mi alleno e al pomeriggio mi riposo e, se serve, do una mano ad Andrea al lavoro. Se sono in Lituania seguo i bambini. Quando ho del tempo libero esco con le mie amiche, perchè non sono spesso a casa.

Come reputi il ciclismo nella tua vita attuale? Un obiettivo di vita o una semplice passione per restare in buona salute e seguire la tua dolce metà?
Nella mia vita non c'è solo il ciclismo: ci sono cose più importanti come la mia famiglia e il mio futuro, perchè non sai cosa potrà succedere nella vita del ciclista; non puoi pedalare per sempre. Sono contenta che quando sono in Italia posso correre insieme ad Andrea in una squadra, pero non penso che possiamo fare ciclismo a tempo pieno insieme ancora per molti anni. Per construire una famiglia insieme serve dedicare il massimo del tempo per sè stessa e per la famiglia!

Sei molto giovane, per cui sicuramente con tanti progetti nel cassetto. Cosa vorresti fare da grande?
Per adesso vorrei continuare a correre fino a quando la salute e la condizione me lo permetteno. In futuro mi piacerebbe provare a correre tra le elite professioniste, purchè ci siano tutte le garanzie come ho avuto in questi anni con il team Kuota. Ma ripeto che il ciclismo non è infinito e non è a vita!!!

Un sogno ciclistico, magari anche irrealizzabile?
Non ho nessun sogno irrealizzabile, non c'e niente di impossibile... Serve solo avere voglia e tanta testa e, più che altro, andare sulla strada giusta e seguire sè stessi.

E un sogno personale (che potrebbe anche essere utopistico)?
Io non ho un sogno personale, ma la cosa più importante per me è sapere che la mia famiglia stia sempre bene anche quando tutti noi non siamo vicini. In futuro mi piacerebbe avere una famiglia tutta mia e che sia felice per sempre.


Ti ringrazio per la gentile collaborazione
e ti auguro un in bocca al lupo per le prossime gare.


(29 giugno 2011)

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